17 Ago Xerox, Riccardo D’Ercole
Xerox, Riccardo D’Ercole, Pidgin, pag 72, 12 eu
Xerox è il locale underground dove prende avvio l’omonimo romanzo breve di Riccardo D’Ercole che si cimenta con i canoni della letteratura psichedelica di cui si assiste, anche in Italia, a una rinascita. La psichedelia rientra nell’avanguardia nascosta, nonostante sia una forma di scrittura piena di vitalità, di smarginature volute e buchi neri travolgenti. D’Ercole narra la vita sottosopra di un ragazzo in bilico tra la notte e il giorno, tra l’istinto di sparire, sulla scia del suicidio materno, e il desiderio frenetico di amare e essere amato da una ragazza che gli strappa letteralmente il cuore. Non era facile, poiché facilissimo, scrivere un romanzo bruciante. Xerox funziona. Merito di un’ombra necessaria di rabbia. Si nasconde e ogni tanto esplode. Rende credibile l’umanità inumana di una gioventù dai postumi cannibali. «La capisco la rabbia che è la lingua che parlo che parliamo tutti le capisco le urla sì ma la malinconia, la malinconia è la migliore forma di rabbia che conosco.»

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