Recensione | George Gissing, Verso il Mar Ionio, Exorma Edizioni
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Recensione | George Gissing, Verso il Mar Ionio, Exorma Edizioni

 Exorma Edizioni, pp 336, 21 euro

George Gissing (1857 – 1903) è uno scrittore quarantenne quando, nel novembre del 1897, comincia un viaggio nel Sud Italia, da Napoli alla volta della Calabria, passando per la Puglia, a Taranto. Alle prese con l’inquieta ricerca di sé e di un dignitoso riconoscimento letterario, che la convenzionale Inghilterra vittoriana gli nega, Gissing racconta i nostri luoghi come se li prendesse dalle tasche e li porgesse in dono ai lettori. Convinto com’è che la vocazione di uno scrittore sia l’esplorazione di punti di vista lontani dal senso comune. In “Verso il Mar Ionio”, in libreria dal 28 ottobre per l’eclettica casa editrice romana Exorma, lo scrittore racconta in prima persona l’esperienza esotica, mai leziosa, di “un vittoriano al Sud”, come recita il sottotitolo. Il volume è curato in ogni dettaglio, merito anche dell’appassionata traduzione e curatela del prof. Mauro M. Minervino. La Taranto in cui vagabonda Gissing è più riconoscibile di quanto si creda. Illuminata dalla civiltà fenicia e poi greca, abbracciata da due mari, affranta da una modernizzazione già all’epoca assillante, protetta da San Cataldo e dai vicoli chiaroscurali che la riparano dai venti, ingentilita dalla quotidianità dei tarantini. “Il loro sforzo lento e paziente parlava di una consuetudine immemorabile con quel tipo di fatica, un lavoro in armonia con una dimensione che scandisce il tempo, la vita stessa”. Pescatori, pastori, donne in nero, ragazzini, marinai: è alla gente di tutti i giorni che Gissing dedica le pagine più dolenti di questo imperdibile reportage. Tra tramonti che “si estendono come un nastro” e vestigia antiche da riscoprire, Gissing restituisce un ritratto di Taranto profondamente realistico e poetico, senza tralasciare mai il piglio antropologico e scettico di uno “scrittore nato”, come lo definisce una sua fedele sostenitrice, Virginia Woolf. Immensa, nella postazione inedita del volume, Woolf traccia un ritratto dell’opera e della vita di Gissing che vale come guida d’autore per qualsiasi viaggio, da ora in poi, si voglia intraprendere.

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