Recensione | Emma Saponaro, Se devo essere una mela, Les Flâneurs
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Recensione | Emma Saponaro, Se devo essere una mela, Les Flâneurs

Les Flâneurs, 2022, 440 pp, 22 euro

“Se devo essere una mela” è la seconda prova della scrittrice e pedagogista Emma Saponaro. Si tratta di un’opera corposa e ben strutturata, stimolante. Risveglia lo spettro emotivo: dall’amarezza alla risata sincera. Come suggerisce il titolo, il tema riprende la teoria dell’amore di Platone e la ribalta. Nel Simposio il filosofo ateniese è chiaro: l’essere umano per sentirsi completo ha bisogno di un’anima gemella. La completezza della vita dipende dall’altra metà della mela. Ma è davvero così? È solo una possibilità. Come suggerisce nella prefazione Marina Pierri,acclamata narratologa. Rebecca ha sposato l’uomo sbagliato. La sua metà della mela non solo non le riempie la vita, ma gliela svuota a furia di avvilenti consigli e forme di controllo. Vive all’ombra di Leopoldo, il marito, professore di filosofia, parruccone, noioso fino allo stremo. Quando dismette i panni della crocerossina, comincia un viaggio dentro e fuori di sé. Estrosi personaggi, reincarnazione dei filosofi cari al marito, accompagnano Rebecca fino alla resa dei conti, sempre con proverbiale autoironia.

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