Recensione | Chicca Maralfa, Lo strano caso delle sorelle Bedin. La prima indagine di Gaetano Ravidà, Newton Compton Editori
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Recensione | Chicca Maralfa, Lo strano caso delle sorelle Bedin. La prima indagine di Gaetano Ravidà, Newton Compton Editori

Newton Compton Editori, 2022, pagg 264, 9,90 euro

Gaetano Ravidà ha due cuori, uno luminoso e uno oscuro. È il protagonista del terzo romanzo della barese Chicca Maralfa, giornalista, appassionata autrice di due gialli precedenti, editi Les Flaneurs, che intrecciano il thriller alla commedia grottesca. “Lo strano caso delle sorelle Bedin” attraversa ancora di più l’ibridazione strutturale, rispolverando angoli di Storia che appartengono alle nostre radici. Un noir d’invenzione che dà splendore ai destini dimenticati di chi ha combattuto la Grande Guerra, con l’entusiasmo docile della giovinezza.

Gaetano Ravidà, punta di diamante della caserma dei carabinieri a Bari, dopo un’importante indagine giudiziaria, viene promosso a comandante e trasferito in Veneto. È ormai un anno che vive ad Asiago, nell’altopiano vicentino, scenario di morte durante il primo conflitto mondiale.  Nella placida noia della “montagna dolce”, pochi elementi lo distraggono dalla malinconia per la nuova vita che non decolla. La cosa più sconvolgente è leggere i versi viscerali di Sylvia Plath, sui muri del paese; ascoltare i The National,che gli ricordano che i giorni possono essere molto meglio di così. 

Quando Ravidà riprende un caso irrisolto, da poco archiviato, la sua vita riprende forma. Il caso è quello di Pina e Carla Bedin, colpite ferocemente in casa propria, una sera di ottobre di sette anni prima. A questa Ravidà  unisce la passione per la Storia, indagando intorno al milite ignoto sul monte Lemerle.  Tra verità nascoste e menzogne ferali, si sente coinvolta l’intera comunità. “La memoria è necessaria”, diceva Mario Rigoni Stern, maestro del noir, asiaghese, a cui Maralfa dedica il romanzo. Un mantra che aleggia nelle pagine, scritte con ritmo scattante in equilibrio dentro una prosa tersa, ricca di intuizioni autoriali che citano ad arte questione shakespeariane: quali sono le conseguenze delle menzogne che ci portiamo dentro? “Lo strano caso delle sorelle Bedin” è una storia dal doppio cuore, ben riuscita. Sembra di ascoltare le vicende dalla viva voce dei suoi protagonisti. Bello restare un po’ con loro. Anche dopo aver finito il libro.

 

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