Recensione | Bianca Versienti, La strada dei pini di inchiostro, Radici Future, 2023
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Recensione | Bianca Versienti, La strada dei pini di inchiostro, Radici Future, 2023

Radici Future, 2023, 204 pag, 16 eu

«Non dovremmo essere così spenti alla nostra età, pensavo guardandomi attorno in classe». Si apre con uno squarcio nel cuore, “La strada dei pini di inchiostro”, è l’atteso esordio della narratrice barese, Bianca Versienti. Una curiosità destata dall’accoglienza vittoriosa del manoscritto all’interno dell’importante Premio InediTO – Colline di Torino, nella sezione “Young”(2022). Giunto finalmente alla luce, si rivela un romanzo che coniuga il naturale incrocio tra romance e young adult, generi cari agli under 20, con una profondità esplicitata dalla devozione per Virginia Woolf. Più volte è citato il suo capolavoro autobiografico Gita al faro che racchiude un tema evidentemente caro ai personaggi di Versienti. Che diritto ha chi resta di sopravvivere a una perdita? A Cape May in New Jersey, dopo 441 giorni di ricerca, il corpo della liceale Lily, migliore amica di Kristine, viene brutalmente ritrovato. Da quel momento, la vita della protagonista diventa fragile e si irrigidisce senza apparente rimedio. «Adesso non rifacevo più il letto, non uscivo quasi mai di casa, trascorrevo il mio tempo aspettando che altro tempo passasse». Non è solo il dolore per un lutto inatteso e crudele ad aver spento le loro giornate. C’è il senso di colpa per non aver accudito l’amica, la sera in cui è scomparsa, lasciandola andare via da sola durante una festa. La giovinezza può diventare una risorsa limitata per Kristine, il suo fidanzato, il gruppo di amiche per suo fratello Oliver. Una generazione a cui assenze dei genitori, mancanza di umanità dei docenti e inevitabili stratificazioni sociali hanno assegnato come lettera scarlatta la X. Quella di chi non si presenta a scuola, di chi cerca altrove un faro che illumini la spietatezza degli errori giovanili, così innocenti da diventare irrimediabili. La narrazione procede senza intoppi per sbalzi temporali. Il 1999, l’anno in cui Lily sparisce, fa tandem con gli anni successivi e crea ritmo e compattezza, fino al sorprendente epilogo dei giorni nostri.

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