“La volta buona” Romanzo di Massimo Lapolla – Dopolavoro Letterario n. 30
3955
post-template-default,single,single-post,postid-3955,single-format-standard,bridge-core-2.4.7,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-23.5,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.5.0,vc_responsive

“La volta buona” Romanzo di Massimo Lapolla – Dopolavoro Letterario n. 30

Massimo Lapolla deve il suo percorso di scrittura con me a Babbo Natale, che poi è sua moglie che qualche anno fa mi ha contattato per chiedermi: fai scrivere mio marito, altrimenti sta male. Così, ho conosciuto Cesco e Pinin (che per  mesi ho chiamato senza i). Ho conosciuto una Torino che resiste alla decadenza, ho conosciuto Massimo che è un essere umano introverso e dunque un narratore delicato che sa quando deve spingere. Ha spinto, infatti, e Cesco e Pinin sono diventati due amici di cui i lettori sentiranno la mancanza. Il romanzo è stato pubblicato da poco per la casa editrice SCATOLE PARLANTI.

 

LA VOLTA BUONA 

Romanzo di Massimo Lapolla

Per quanto si sforzasse di mantenere la calma, l’attesa lo massacrava e gli faceva accelerare il battito cardiaco.

Per la terza volta nel giro di pochi giorni aveva chiesto conferma a sua moglie, prima di scendere di corsa le scale ed entrare nel locale.

Per la terza volta lei aveva risposto senza aprire bocca, annuendo col capo e tenendo gli occhi bassi.

Sebbene fosse stata una scelta difficile per entrambi, credeva che il peso maggiore fosse sulle spalle di lei e, di conseguenza, sentiva il bisogno di rassicurarla e di accertarsi che fosse ancora d’accordo.

Ordinò un caffè ristretto, come avevano convenuto. Lo bevve rapidamente e uscì, stringendosi nella giacca. Entrò nell’auto, parcheggiata a pochi metri dal portone di casa, e abbassò il finestrino. Accese una sigaretta. Poi un’altra. Poi una terza.

Si trattava di far passare poco più di mezz’ora, il prima possibile.

Lo avrebbe visto prima entrare e poi uscire da casa sua, per ritornare al suo lavoro, con passo sicuro, come se nulla fosse successo.

Nel mentre, non riusciva a fare altro. Fissava il vuoto, fumando e tenendo a bada i pensieri. Non aveva né certezze, né garanzie che il piano avrebbe funzionato.

Ma ormai erano in ballo.

Ne avevano discusso a lungo, non era stata una decisione avventata. Avevano provato tutto ciò che c’era da provare. E, per quanto irraccontabile, quella era l’unica soluzione che dava loro qualche speranza di riuscire a realizzare quel sogno.

Quando l’uomo uscì, i loro sguardi si incrociarono, senza nessuna reazione apparente. Fece passare ancora qualche minuto e poi lasciò la sua auto.

La cosa più difficile era tornare su e far finta che tutto fosse rimasto come prima.

#DOPOLAVOROLETTERARIO È LA RUBRICA RISERVATA A CHI HA SEGUITO UN PERCORSO DI SCRITTURA OPPURE UNO DEI MIEI CORSI. PER PARTECIPARE BASTA INVIARMI UN TESTO, MAGARI FRUTTO DEL LAVORO SVOLTO INSIEME. PER CONOSCERE APPUNTAMENTI, CORSI, PRESENTAZIONI, LIBRI, STORIE E QUELLO CHE SOFFIA NEL VENTO ISCRIVETEVI ALLA MIA NEWSLETTER.)

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.