La vita inedita di una scrittrice #3 (La Grande Invasione)
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La vita inedita di una scrittrice #3 (La Grande Invasione)

Questa cosa che chi scrive si svuota è vera. Per cui questa cosa che è necessario trovare modi per riempirsi pure è parecchio vera. Finisci una storia e dentro di te non c’è davvero più niente. Il che ha un certo vantaggio. Non hai più niente, non perdi niente. Ma nel caso di scrittori questa cosa della leggerezza incancrenita non funziona tanto, senza storie nuove non siamo niente cioè meno del vuoto.

Qual è il modo migliore di riempirsi per una persona svuotata dallo scrivere? Stare in mezzo alle storie di altri scrittori e scrittrici. Per cui sono stata, per La grande Invasione, ad Ivrea che in dieci anni di vita torinese non avevo mai visitato. (Sarà anche questo un segno? Poi questa cosa di trovare segni dovunque pure deve, non dico finire, ma almeno affievolirsi che le persone, quelle che beate loro non scrivono, di segni ne trovano pochi e se li trovano li considerano scarabocchi da cancellare con la gomma pane.)

Presi appunti random durante i quattro giorni.

Andateci l’anno prossimo. E non lo dico solo a chi scrive. Lo consiglio a tutti.

Giorno 1

ICani: terzo concerto per me, primo al nord (c’è differenza? Boh, forse la pioggia che scendeva e devo dire che mica era tanto fastidiosa, si alleava con la musica e i salti di Contessa). Momento da ricordare: l’invidia delle pene de Icani e in particolare invidia di “Questo nostro grande amore”. Avrei voluto scriverla io ma l’ha scritta lui quindi bravo e tutto bene anche se, in alcuni momenti, quanta frustrazione per non essere riuscita a inventare un incipit così:

Dovremmo monetizzare

questo nostro grande amore

con dei video virali

o dei post svergognati

da 7000 mi piace.

Io e te, sponsorizzati venduti a decine di migliaia di euro ai brand

Giorno 2

Jenny Offill letta, amata, consigliata. “Sembrava una felicità” ha alleggerito i miei musi, l’anno scorso. Appunti random sull’incontro: crescere significa discutere le cosenasci però nessuno ti insegnacambiare sempre come dismissione di responsabilitànon esiste il diavolo esiste il Signore quando è ubriaco.

Giorno 3

Alan Pauls è uno scrittore immenso nei cui libri mi immergerò questa estate. Frase random indimenticabile, citando Borges: Forse non esisto; il romanzo non esiste perché è impossibile da tradurre in concetto. Consapevolezza totale.

Giorno 4

Catherine Lacey ha una pelle che sembra il letto di un fiume, il sorriso di una persona gentile che di persone gentili però ne ha incontrate meno di quello che avrebbe desiderato. Non ho letto il suo esordio, titolo e cover più belle del 2016. Ho comprato il  libro, adesso lo leggo. Ma prima due cose random sulla presentazione della Lacey: storie di donne in gamba alla deriva: smart women adrift; se una donna scrive di una donna è certo che qualcuno le dirà: ma è autobiografico? perché le donne scrivono personaggi cosi complessi che uno dice: non puoi che essere tu.

L’immagine è di Rebecca Dautremer. La foto l’ho fatta io alla mostra che a lei era dedicata. L’ho scattata piegandomi sulle gambe che la foto era messa troppo bassa, bisognava stare attenti (o essere parecchio svuotati) per notarla.

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