Dicono che lunedì prossimo ci vediamo a Molfetta
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Dicono che lunedì prossimo ci vediamo a Molfetta

Lunedì 9 Novembre 2015, alle ore 19.00 sono a Molfetta. Sono con gli amici de “Il ghigno” per presentare un romanzo a cui tengo molto. Questo romanzo l’ha scritto Franco Arba e si intitola “Dicono che domani ci sarà la guerra”.

A questo romanzo tengo molto perché l’ho fortemente voluto. Fa parte delle MEDUSE che è la collana che curo per LiberAria.

A questo romanzo tengo molto perché ci ho lavorato parecchio e rappresenta il mio primo lavoro “storico”, nel senso che ci è voluto anche un bel ripasso, in particolare mi sono ristudiata l’entrata in guerra dell’Italia durante la Prima Guerra Mondiale. Cose importanti che non sapevo. E ho cercato, lavorandoci, di stabilire un immaginario parallelismo tra la precarietà dei giovani italiani di allora e quella di oggi. Ricordo le riunioni con Franco in cui dicevo che Enrico, il protagonista, è uno di noi, uno che ha perso il lavoro, la terra, l’amore, uno che combatte una guerra ogni giorno per sopravvivere, per avere ancora il coraggio e la forza di guardarsi allo specchio, di essere fiero di se stesso, di non tradirsi, di non perdere la memoria. Perché è anche un romanzo sulla memoria che definisce la vita e che ci si ritrova, in condizioni appunto precariamente belliche, a rincorrere per sempre.

E mi fa piacere che questo (ulteriore) aspetto sia stato notato e apprezzato da alcune persone, tra cui il giornalista e scrittore Giancarlo Visitilli che nella sua recensione scrive: “Ed è per tutto ciò che la guerra descritta da Arba emoziona, non tanto in rapporto alle morti, tante, troppe, che toccarono anche ai valorosi combattenti sardi, quanto per la guerra come questione privata. Si tratta delle guerre che non si combattono in trincea, ma nella propria personale esistenza, quando, durante le continue andate e i pochi ritorni, ognuno deve fare i conti con una guerra di posizione in rapporto solo ed esclusivamente all’amore”.

A questo romanzo tengo molto perché è una storia che continua a ricevere un’accoglienza calorosa tra i lettori, (raggiunta la prima ristampa in meno di un anno).  E questa cosa, questa cosa che si fanno storie che vengono lette, dicono che sia l’unico motivo valido per continuare a farlo.

Vi aspetto.

P.s. Questi sono tutti gli altri  appuntamenti   di Franco Arba in Puglia.

 

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