“Cosa c’è di nuovo, gina?” goes to Turin
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“Cosa c’è di nuovo, gina?” goes to Turin

In realtà #gina non va a Torino. In realtà #gina torna a Torino che poi è casa sua. Quindi si potrebbe dire, anzi forse si deve, che il 28 ottobre alla libreria Luxemburg #gina torna a casa, cioè a #Torino dove è nata. Nata come storia, che poi è diventata il mio racconto, nata come personaggio e come sentimento. Se non avessi vissuto a Torino, non esisterebbe. Quindi io credo che i genitori di questo racconto siano due, io (che sono la madre) e Torino che invece è il padre. Direi forse il padre eterno.

#gina è il nome della protagonista del mio racconto e questo mio racconto fa parte di una antologia dedicata alle nuove voci femminili.

Il fatto è che io dovrei essere pacata e accennare perfino aneliti di spocchia, candidamente si capisce, nell’annunciare questa cosa della presentazione. Ma la verità è che non ci riesco. La verità è che ogni volta che entro in un tabaccaio o dentro un cinese o in alienante negozio di detersivi, ogni volta che vedo le bolle di sapone vicino alla cassa io vorrei acquistarle e soffiarle almeno fino a un momento prima di arrivare in libreria dove mercoledì prossimo parlerò del mio racconto con Marco Peano, Dario De Cristofaro, ideatore del progetto e con Marco Lazzarotto.

Questo racconto per me non è proprio solo un racconto pubblicato. Ma qualcosa in più. Una cosa che si specchia dentro un dolore doppio. Il momento in cui l’ho scritto (ma ormai son sette anni circa e quel dolore non c’è più)  e il momento in cui è stato selezionato e pubblicato(e insomma quel dolore invece ancora un pochino ce l’ho che non è manco un anno ma devo dire che #gina mi sta aiutando parecchio).

L’ultima cosa che volevo scrivere è che in realtà io parlo di Gina ma qui il protagonista è ‘Vasio.

(Nella illustrazione #gina nella versione illustrata da Francesca Protopapa alias il pistrice)

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