Cicchetti N. 7: “INVECE ERA UN’ALTRA”
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Cicchetti N. 7: “INVECE ERA UN’ALTRA”

Quello che mi faceva arrabbiare era pensare che lei veniva con me come sarebbe andata con un altro, per esempio con Ferruccio. Mentre eravamo sul prato glielo dissi.

– Senti, tu vieni con me perché sono io o come vieni con me potresti andare con un altro, per esempio con Ferruccio?

E lei rispose: – Vengo con te perché sei te.

 E io le dissi: – Giuralo, Teresa.

E lei fece: – Teresa?

– Così – dissi io.

Invece lei: – Ma io sono Bianchina – disse.

Era vero. Era Bianchina, non Teresa.

– E Teresa? – chiesi.

– Non so – disse.

– Mi sembra d’averla vista andare con un altro, per esempio con Ferruccio.

A me seccava. Poi ci pensai.

– Ferruccio? – chiesi.

– Così – disse lei.

Allora mi ricordai: – Ma sono io Ferruccio.

Era vero. Ero Ferruccio, non Michele.

– Ci si confonde sempre – disse lei.

– Davvero – dissi io – capita sempre di confondersi uno con l’altro. Ma adesso siamo a posto.

– Sì – fece lei – tanto poi è lo stesso.

E si rimase sul prato fino a sera.

 

Italo Calvino, Invece era unaltra, in Calvino – Romanzi e Racconti

(Immagine: Conrad Roset)

 

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