Anna Maria Ortese: una donna piena di grazia
3935
post-template-default,single,single-post,postid-3935,single-format-standard,bridge-core-2.4.7,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-23.5,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.4.1,vc_responsive

Anna Maria Ortese: una donna piena di grazia

Da molto, moltissimo tempo, io detestavo con tutte le mie forze, senza quasi saperlo, la cosiddetta realtà: il meccanismo delle cose che sorgono nel tempo, e dal tempo sono distrutte. Questa realtà era per me incomprensibile e allucinante.

Se per alcune scrittrici provo ammirazione e devozione da lettrice, per Anna Maria Ortese provo amore da scrittrice. Le voglio bene, è un pezzetto di me. Il pezzetto di me che scrive e che in ogni istante mi manca. Le nostre parole dialogano in una direzione simile: rifiuto (quasi totale) di appigli realistici. Scrivendo fuggiamo in cerca di un riparo dalla realtà.

Scrivere è cercare la calma, e qualche volta trovarla. È tornare a casa. Lo stesso che leggere. Chi scrive o legge realmente, cioè solo per sé, rientra a casa; sta bene“.

CONTINUA QUI

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi