Il 17 Febbraio “I difetti fondamentali” di Luca Ricci, alle Librerie Coop Bari, ore 20
2933
post-template-default,single,single-post,postid-2933,single-format-standard,bridge-core-2.4.7,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-23.5,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.4.1,vc_responsive

Il 17 Febbraio “I difetti fondamentali” di Luca Ricci, alle Librerie Coop Bari, ore 20

Sto leggendo I difetti fondamentali di Luca Ricci. Prima di cominciare la lettura avevo un sospetto: questo libro mi avrebbe coinvolto ma restava da comprendere se in assoluto o zero. Leggo Ricci, dal suo esordio. Ma il fatto che questo fosse un libro in cui l’autore disegna con le parole diciotto ritratti letterari inventati giocava in qualche modo un ruolo definitivo in me. Mi piace o non mi piace? Bene, mi piace, per fortuna. Ma il perché, il motivo per cui mi piace è sconvolgente.  Non per la prosa, che già sapevo potesse attrarmi; non per l’argomento, che già so ossessionarmi (divoro biopic, romanzi metaletterari, vite e morti celebri e non di scrittori). Il motivo è che mi piace il tipo di scelta letteraria. Che io in qualche modo, nei miei corsi, definisco verga. Non con la maiuscola ma come sinonimo di bacchetta, di scettro. Quando scriviamo abbiamo infinite possibilità e tra queste ce ne sono alcune senza dubbio di comodo. Io, se per assurdo avessi scritto un libro come “I difetti fondamentali”, mi sarei appoggiata su alcune figurine letterarie che percepisco come maschere di quelle che nessuno ha invitato al veglione di carnevale: la profumiera, il gne gne gne, la primogenita, il finto semplice. Insomma, avrei piegato questa possibilità di scrivere al mio servizio. Mi sarei messa comoda. Avrei scritto un libro pessimo, un orrore: una specie di diario segreto switchato con una chat di whatsapp. Luca Ricci non lo fa. Racconta diciotto storie in cui il brutto dell’esistenza è davvero brutto e il bello è proprio bello, un modo di scrivere che sceglie di mettersi a distanza dalla tentazione di scambiarsi delle figurine, come fanno quei bambini che le appiccicano su un album di cui diventano gelosi, che non prestano a nessuno, che stringono dalla propria parte così forte che alla fine lo distruggono. Le storie de “I Difetti fondamentali”, invece, non distruggono. Creano. Per fortuna.

Ne parlerò con l’autore e con Luca Romano, venerdì sera a Bari, più precisamente qui. Il giorno dopo Luca Ricci sarà ospite della libreria “Il ghigno” di Molfetta dove converserà con Giorgia Antonelli, l’evento qui.

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi