“Quando una donna” di Sara Maria Serafini – #perunalira #13

Come dice Marcovaldo nell’omonima raccolta di Italo Calvino: “Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche ad occhi chiusi”.
L’occhio per un narratore è il più indipendente tra i nostri sensi. Quello che vede, non lo decide chi scrive. Non sempre, almeno. Ciò che penetra la sua traiettoria è un fattore esterno.
Volendo accostare la scrittura alla fotografia, dovremmo stabilire che queste due discipline necessitano degli stessi strumenti del mestiere. Cambia il loro supporto. Penna e pc per lo scrittore; macchina fotografica per il fotografo. Il risultato, in entrambi i casi, restituisce lo sguardo dell’autore.
In questo caso dell’autrice. Sara Maria Serafini nel suo primo romanzo, Quando una donna appena uscito per Morellini editore, ha guardato storie che forse non voleva o non si aspettava di guardare. E dunque di scrivere. Forse, anche per questo, ha trovato un modo coinvolgente per farlo. Le sue parole riproducono perfettamente uno sguardo, a cominciare dal primo sguardo.

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alessandra

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