``Allori``

Illustrazione di Andrea Serio (http://andreaserio.altervista.org/)

Cadillac

LE MIE STORIE

PUBBLICAZIONI

Guida al corpo della donna di Margherita Granbassi, Giudizio Universale Edizioni, Marzo 2010

Aspiranti scrittori: consigli di scrittura creativa a cura della Scuola Holden,  Terre di Mezzo Editore, Novembre 2010

Overlove, romanzo, Liberaria 2006

RACCONTI SU RIVISTE E ANTOLOGIE

Mani calde cuore freddo, racconto pubblicato in Bari Economica Novembre 2010

Dove chi entra urla, racconto pubblicato in Colla, Gennaio 2013

Cosa c’è di nuovo, Gina?, racconto pubblicato in effe – periodico di altre narratività, Luglio 2015

Allori, racconto pubblicato in Cadillac, Aprile 2016

CAROTE

pubblicato su CARIE

Carote
di Alessandra Minervini

La prima settimana delle carote
La prima settimana delle carote è autoreferenziale. Dieci. Venti. Trenta volte
confermerò che non esiste altro cibo al di fuori delle carote. Deambulo davanti
allo specchio del bagno, ripetendo il mantra d’istinto.
Esco poco per evitare gente che ingolla pizze e focaccine al sapore di grasso. Niente soldi
in tasca, che nel periodo delle carote è un gran vantaggio. Un rapido giro in facoltà all’ora
di pranzo, tanto non ho che fare.
Prima o poi verrà la sera.
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STELLARIO

pubblicato su CRACK

Stellario
di Alessandra Minervini

Nina sparì il 3 febbraio del 1998. In una mattina senza luce. I suoi stivali, neri di camoscio con i tacchi sporchi di fango, sollevavano a ogni passo odori sconosciuti che le si appiccicavano sul viso arrossato dall’insonnia.
Quel giorno passò in fretta. Furono i successivi a diventare infinito.
Lei scompariva, io mi accarezzavo pronunciando il suo nome. Lo recitavo appena sveglia: “NINA” e preparavo il caffè. Prima di andare al mercato: “NINA” e mi spazzolavo i capelli. Prima di cena: “NINA” e cambiavo la lettiera di Matilde.

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BELLO, MA NON CI VIVREI

Attenti al cane! 23 racconti per aiutare i migliori amici dell'uomo

E neanche mai gli passa per la testa

che è la loro certezza di essere diversi

a renderli uguali.

DFW (“Brevi interviste con uomini schifosi”)

La prima cosa che lo scrittore mi chiede, entrando in studio, è: “Come si scrive la parola felice?”Ho l’età della morte di Benedetto. Quarant’anni e quella vocina scema che mi trapana la testa: Doriana, è giunto il tempo! È giunto il tempo, Doriana. Due giorni fa ho inaugurato un posto tutto mio.Studio di Psicoterapia famigliare. Dott.ssa Doriana Santacroce. Specialista in silenzi posturali.Lo studio è l’unico edificio dell’isolato senza toni di grigio. C’è il blu, il marrone e il giallo. Certe mattine, a guardarlo bene, con tutti questi colori sparati, annoia. C’è una stanza principale che si affaccia sulla spiaggia dove ogni giorno, nel mare, nasce il sole. Ho scelto l’appartamento per questo motivo: chi vede la luce prima degli altri arriva subito alle cose. Il fatto che il mio cognome contenga la parola “santa” e poi anche “croce” è l’aspetto meno misericordioso della mia vita.

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COSA C'È DI NUOVO GINA?

pubblicato su Oblò #1 | il magazine di hoppípolla

«Sono un adultero lascivo. Nero. Non nero di natura, sono nero di cultura».

«Forse è meglio se giochiamo un’altra volta al “cosa vuoi essere nella vita”», dice, senza darmi il tempo di una replica.

Le forme rotonde del volto di Gessica sono in armonia con il suo confortevole posteriore e il suo confortevole posteriore è perfetto per i miei occhi che sono stati creati per guardarle il sedere. Il nostro amore è un circolo vizioso.

Gessica esce e mi lascia da solo al bar, il bar dove lavoro.

La cosa che mi piace di più di questo mestiere è che le donne se ne vanno senza che tu debba inventare scuse. La seconda cosa che mi piace di più, invece, è che per ogni donna che esce dal locale ne entrano almeno altre cinque.

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QUOI DE NEUF, GINA?

pubblicato su On n'a qu'à partir Raccolta bilingue di racconti contemporanei italiani

«Sono un adultero lascivo. Nero. Non nero di natura, sono nero di cultura».

«Forse è meglio se giochiamo un’altra volta al “cosa vuoi essere nella vita”», dice, senza darmi il tempo di una replica.

Le forme rotonde del volto di Gessica sono in armonia con il suo confortevole posteriore e il suo confortevole posteriore è perfetto per i miei occhi che sono stati creati per guardarle il sedere. Il nostro amore è un circolo vizioso.

Gessica esce e mi lascia da solo al bar, il bar dove lavoro.

La cosa che mi piace di più di questo mestiere è che le donne se ne vanno senza che tu debba inventare scuse. La seconda cosa che mi piace di più, invece, è che per ogni donna che esce dal locale ne entrano almeno altre cinque.

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PER UNA LIRA

pubblicato su EXLIBRIS 2.0

Lezione n. 1

Gestire la voce in prima persona

(parte prima)

C’è un aspetto con il quale chi scrive, qualunque scrittore, si confronta, in particolare all’inizio, e questa è la voce, la propria voce. Se c’è una voce, c’è una storia. Si dice anche davanti a poche pagine di un manoscritto inedito. La maggior parte delle volte la prima impressione che si ha leggendo un inedito non sbaglia mai: voce ok/storia ok vs voce non ok /storia non ok. La maggior parte della difficoltà (e delle voci non ok) dipende dalla gestione della voce in prima persona. La scrittrice scozzese Ali Smith ha scritto: “Tu non sei la prima persona che è stata ferita dall’amore. Non sei la prima persona che ha bussato alla mia porta. Non sei la prima persona che ho cercato di impressionare recitando brillantemente la parte di quella che non si lascia impressionare. Non sei la prima persona che mi fa ridere. Non sei la prima persona punto. Ma sei la persona di questo momento. Noi siamo le persone di questo momento. E questo basta, no?” (Ali Smith, La prima persona, Feltrinelli, 2010).

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CORRISPONDENZE LETTERARIE

originariamente pubblicati in “Mimì” su “Il Quotidiano del Sud”

Mary Shelley, La Mia Maestra Materna

Questa è la versione integrale del ritratto + lettera dedicati a Mary Shelly originariamente pubblicato in “Mimì” su “Il Quotidiano del Sud”, domenica  22 settembre)

Duecento anni fa, nel 1818, una ragazza inglese di 19 anni termina il suo manoscritto, questo è “Frankestein”. La storia dell’ossessione di un uomo per la creazione della vita e del successivo abbandono della sua creazione. Una storia che punisce la doppia morale rispetto al “diverso” e colpisce l’ambizione eccessiva dell’uomo. È la storia di una società che condanna i propri mostri, dimenticando che i mostri li generiamo noi stessi. Sono i nostri figli.

“Frankestein”, sostanzialmente, è la storia di una madre e di suo figlio.

“Dicevano che ero nata sotto una buona stella. Puoi vedere ora quanto fosse vera quella profezia. Sono stata fortunata ad aver messo senza paura il mio destino nelle mani di un essere superiore, un luminoso spirito cosmico, custodito in un tempio terreno, che mi ha fatto toccare le vette della felicità.”

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WEB

Nel 2005 ho iniziato a scrivere per Giudizio Universale. La versione cartacea non esiste più. E credo, ancora oggi, che sia un peccato. Le recensioni web, invece, sono disponibili qui 

Per due anni ho curato una rubrica che si chiamava “Il mestiere di leggere”. Questa rubrica era a cura di Terre di Mezzo editore.

Scrivo e ho scritto su giornali, riviste, siti web, portali. Scrivo di libri e di scrittori e di scrittrici.

Le cose più recenti sono le CORRISPONDENZE LETTERARIE

STAMPA

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