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By alessandra 29 Novembre 2016

Uno degli incubi peggiori per un lettore vorace, un lettore che ha il tempo contato, è quello di trovarsi di fronte ad un libro “piatto”. Le storie, si sa, sono più o meno state raccontate tutte. Anche le storie d’amore riempiono gli scaffali a tonnellate. Sono un’armata silenziosa che riempie con la sua presenza ogni angolo delle librerie. Le storie sono più o meno le stesse, ma il modo di raccontarle può essere diverso. Deve esserlo. Lo scrittore o la scrittrice deve lavorare sul ritmo, sulla lingua, sullo stile, chiamatelo come diavolo volete, ma lo scrittore (in questo caso, la scrittrice) deve lavorare per fare in modo che la propria voce sia su carta. Esca da dentro il petto e finisca lì davanti, nero su bianco. Alcuni autori sono semplicemente incapaci di fare ciò. Altri hanno il dono. Statisticamente direi che un venti per cento di chi scrive riesce a sbattersi sulla pagina. Alessandra Minervini secondo me in “Overlove” lo ha fatto.

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alessandra

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