#ov – Come fare fuori un personaggio secondario affettando zucchine bianche

Nel romanzo che sto scrivendo, ho appena ucciso un personaggio (secondario).

Per comodità lo chiameremo CI ESSE. Il primo è il nome, il secondo è il cognome.  Non me la sento di rivelare il suo nome per esteso.  Sarebbe come dargli i natali proprio ora che non c’è più e non ci sarà mai. Ho deciso questa cosa mentre tagliavo le zucchine bianche che ho acquistato per preparare la cena di stasera. Le zucchine bianche mi piacciono molto. Non ci sono sempre dal verduraio. Sono più tonde, mettono allegria e sono più buone, il che mette pure allegria (ma dopo, quando le mangi).

Ho ucciso CI ESSE seguendo due deliri narrativi nella mia testa.

Il primo. Due persone che stimo molto hanno letto il capitolo dove c’era CI ESSE e hanno fatto la stessa considerazione (con termini diversi e con diverse motivazioni dal momento che una persona legge manoscritti per professione e invece l’altra persona legge molti libri ma per piacere). La considerazione consisteva nel cercare di entrare in questo microplot dove era coinvolto l’ei fu personaggio secondario e non riuscirci. Entrambe non ci entravano proprio. Io ho pensato per mesi a questa cosa che non si entra e mi sono detta: allora adesso esco anche io dalla mia storia, o meglio da quella della buonanima CI ESSE, per un bel po’ e vediamo poi se  ci entro. L’esperimento che per comodità chiamerò poltergeist è perfettamente riuscito: una volta uscita dal corpo del mio personaggio secondario non ci sono più entrata.

Così sono passata alla fase due, il secondo delirio narrativo che mi ha portato a uccidere CI ESSE. Ovvero: questo non è un personaggio ma un cavallo di troia. Uno strumento neanche troppo invisibile per coprire dei buchi narrativi che non sapevo come giustificare.

Allora ho deciso che andava compiuto questo sacrificio. Ho ucciso CI ESSE e la storia non è cambiata affatto. Si è solo semplificata. Se un personaggio secondario resta lì attaccato ai protagonisti come un fastidioso eczema questo non è un personaggio ma un ingombro. E gli ingombri si eliminano. Come la cima delle zucchine.

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alessandra

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