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Cercasi Esordi – Per una Lira su ExLibris20

By alessandra PER UNA LIRA

Per una lira è il titolo di una canzone di Lucio Battisti che comincia così: Per una lira io vendo tutti i sogni miei. E poi la voce a strisce di Battisti racconta la storia di qualcuno che a malincuore si distacca da una parte di sé. Ascoltandola, ho sempre pensato a chi scrive. In particolare agli esordienti. Chi, per la prima volta (e spesso per una lira) consegna il proprio destino al mondo. Nell’incertezza e nell’imprecisione, un esordio insegna a scrivere più di un capolavoro (anche quando le due cose coincidono: David Foster Wallace, La scopa del sistema, 1987). Per una lira è uno spazio dove leggendo le nuove voci della narrativa, italiana e straniera, metteremo in luce alcuni aspetti di un romanzo legati al gesto dello scrivere per la prima volta, ovvero alla scoperta della propria voce.

La rubrica compie un anno il 12 settembre, un anno di scoperte e di storie che mi hanno permesso di raccontare la scrittura e i suoi funzionamenti spaziando dal romanzo biografico ai racconti e passando per il nuovo western americano.

Adesso che questo piccolo spazio di consigli di lettura e di scrittura è cresciuto, mi piacerebbe conoscere da chi legge e da chi scrive e da chi si occupa di libri titoli sia italiani che stranieri in uscita. Purché siano esordi e storie che in qualche modo possano aiutarci a capire come funziona la “spia luminosa” e misteriosa dentro una storia.

Le segnalazioni possono arrivare sia al mio indirizzo (info@alessandraminervini.info) che alla redazione di exlibris20.

“La vita invisibile di Ivan Isaenko”, l’esordio di Scott Stambach

La vita invisibile di Ivan Isaenko, esordio dello scrittore americano Scott Stambach (traduzione dall’inglese americano di Ada Arduini), è la vera storia del disastro di Černobyl’. Vera, prima di tutto perché è una storia (in parte) inventata. Secondo poi perché, pur non entrando nei dettagli del disastro, racconta un aspetto della faccenda che scuote più di tutto: la vita dopo Černobyl’.

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“Friday Black” su ExLibris20

Avete presente quando uno dice: ho bisogno di una boccata d’aria e allora esce fa un giro, respira e la testa si ossigena come un vino messo a decantare? Tipo quando ci si sente impallati dentro un’atmosfera viziata e invece si vorrebbe solo respirare aria nuova?

Friday Black, l’esordio strepitoso del 35enne newyorkese, di origini del Ghana, Nana Kwame Adjei-Brenyah (pubblicato da Sur e tradotto benissimo da Martina Testa) è aria nuova, una lunga rinvigorente boccata d’aria pulita.

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L’ESORDIO DI ANNA MARIA ORTESE SU EXLIBRIS20

By alessandra PER UNA LIRA

Cosa possiamo imparare oggi dall’opera prima di autori e autrici del passato? L’esordio di Anna Maria Ortese è una raccolta di racconti, Angelici dolori, uscita nel 1937. La raccolta, pubblicata all’epoca da Bompiani e fortemente voluta dal critico letterario Massimo Bontempelli, rappresenta un’esperienza aliena che la stessa autrice così descrive: «Fare possibile, anzi normale, semplice, l’impossibile». Se l’avesse proposto oggi, questo libro, nessuno l’avrebbe pubblicato o, ancora peggio, pochi lettori (forti e deboli) l’avrebbero amato.

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“Il diner nel deserto” – Come si scrive il protagonista

Se avessi l’abitudine di sottolineare le frasi dei romanzi (altro che darle a qualcuno le terrei tutte per me, come trasferelli indelebili sulla pelle) le pagine de Il diner nel deserto sarebbero corrose dalla punta della mia matita e le mie braccia impiastricciate di frasi tipo: Se qualcuno che ami ti chiede di rinunciare a qualcosa che ami, non farlo. Per fortuna non ho questa fissa della sottolineatura e il libro è rimasto intatto; io dopo averlo letto un po’ meno.

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“L’idiota” di Elif Batuman su ExLibris20

Se mi dovessero chiedere di cosa parliamo quando parliamo d’amore nei romanzi, io risponderei: di principianti. Di chi è talmente alle prime armi da non conoscere le strategie per raccontarlo, l’amore. E dunque riesce a farlo bene, nell’unico modo possibile che si possa fare: con uno sguardo personale. Perché poi, quando si diventa “professori” l’amore finisce. Almeno nei libri. Questo succede a Selin, la protagonista de L’idiota, romanzo d’esordio di Elif Batuman, succede di essere una principiante, in tutto. Di origini turche, ha compiuto diciotto anni e si è appena iscritta ad Harvard, siamo negli anni novanta, Facebook non esiste e l’internet non è ancora un rifugio per anaffettivi ma la scoperta di un nuovo pianeta, bellissimo e niente affatto pericoloso. Il romanzo, suddiviso per mesi e stagioni, è la storia di una giovinezza che si interrompe nel momento in cui Selin si innamora di Ivan. Da quel momento comincia l’arte del maiunagioia. Ma prima c’è il racconto del vero grande amore della protagonista: la lettura, i libri e in particolare i grandi romanzi russi.

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Per una Lira #5: Maestoso è l’abbandono di Sara Gamberini

Tutti sanno che l’amore è una questione di cuore. Ma non tutti sanno cosa sia, il cuore. Sara Gamberini lo sa. Ne conosce i battiti storpi, le parole deludenti, gli afflati accecanti, le rincorse nel fango. Il suo primo romanzo, Maestoso è l’abbandono, pubblicato da Hacca, riproduce una mappa ancestrale del sentimento amoroso e del suo racconto.

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Per una lira #4: Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti

Dopo il diluvio è un romanzo strepitoso per il modo in cui la scrittura si fa luogo. L’autore inventa uno spazio nuovo eppure noto. Gioca con i richiami della tradizione grottesca e surreale della letteratura mitteleuropea di altri tempi, di ispirazioni yiddish, per catapultare il lettore dentro una fiaba nera e fantastica. Tutto comincia da un luogo, non sapremo mai dove eppure ci restiamo dentro.

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Per una lira #3: “Voragine” di Andrea Esposito

Prima di scrivere una storia chiediamoci: cosa racconto? Devo raccontarlo o posso farne a meno? Perché quando si scrive non si tratta dell’importanza della nostra vita, ma dell’importanza di una narrazione: cioè l’importanza di dire una cosa importante. Se non sapete scegliere, immaginate uno spazio, interno ed esterno, e decidete cosa raccontare di questo spazio se tutto o solo un metro quadro, per capire cosa è racconto e cosa si può, si deve, tacere. Gli spazi in cui si muovono le storie hanno più contenuto delle parole dei personaggi. Penso ai racconti di Carver o ai romanzi della Strout. I luoghi identificano la storia prima dei personaggi. In qualche modo, il set (termine semplice ma utile) è la storia. Questo succede nel primo romanzo di Andrea Esposito, Voragine, uscito qualche mese fa per Il Saggiatore.

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Per una lira #2 – Come un giovane uomo di Carlo Carabba

Carabba racconta questa storia si pone esattamente sull’asse opposto: quello di una voce molto personale, la definirei una questione privata. Privato è lo sguardo, quasi di sottecchi; privata è la vicenda; privata è la morte e privato è l’amore; privatissima la sofferenza per la scomparsa dell’ultima idea di giovinezza.

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