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“2019 battute per un anno” – Il contest letterario dei Teatri di Bari

«L’appartamento si trovava in una piazza davanti al mare, 
all’ultimo piano di un palazzo 
che l’umidità aveva scorticato.
Per fortuna, nonostante le cicatrici sulla facciata, 
il vento e la salsedine non lo rendevano meno attraente.
Mi colpì subito, 
con quella finestra a tre vetrate 
che ogni giorno si illumina dentro i primi squarci di sole.
È questo il punto della città dove nasce il giorno 
ed è qui che le cose si realizzano più in fretta.
Chi vede il mondo prima degli altri, si sente sempre a casa».
Ho scritto questo incipit per il contest letterario che ogni anno viene indetto dai Teatri di Bari. Sono felice di averlo scritto, sono molto felice che sia stato selezionato e che ispirerà altre storie. Ho scritto questo incipit immaginando un luogo, che ho sempre visto e vissuto dall’interno, per la prima volta dall’esterno. Non esiste nulla di più magico nella scrittura. Aumentare le possibilità di sguardo e di inizio. Invito tutti a partecipare al contest per dare vita a una nuova storia a partire dalla mia.

Il contest si intitola “2019 battute per un anno di teatro”. Si rivolge a tutti gli autori e le autrici under 35 e scade il 3 dicembre. Aiutatemi a diffonderlo nei canali legati alla scrittura e ai racconti. Il regolamento per intero lo potete leggere qui: www.teatridibari.it

Colette: una donna infinita – Incontro a Bologna

Colette è stata una donna infinita. Questo è  il motivo per cui la amo e per cui la considero una donna che mi ispira. Mi piace leggerla, mi piace raccontare la sua vita e le sue opere, che poi sono spesso la stessa cosa, a chi non la conosce. Mi piace difenderla, anche se non ne ha bisogno, davanti a chi storce il naso considerandola una figura in fondo non poi così rilevante. 

La racconto a Bologna il 27 novembre alle ore 18, presso lo spazio CostArena

“Idee per scrivere” – Laboratorio di scrittura alla Fiera del Levante

Da Lunedì 10 fino a domenica 16 settembre , ogni giorno dalle 18 alle 20, sarò ospite dello spazio “Un paese per giovani”, all’interno della Fiera del Levante (pad. 137). Questo è il programma della rassegna con tutti gli ospiti. La partecipazione è gratuita, basta richiederla sui social del magazine “ILikePuglia“, qui le istruzioni.
Si tratta di una versione avventurosa, estemporanea e luminosa di “Una storia tutta per sé“.

Sdradichiamo radici, sciogliamo nodi, spettiniamo bambole, stemperiamo imitazioni, assembliamo ispirazioni.

Questo il programma degli incontri (o giù di lì):

PRIMO INCONTRO. Scrivere di sé è come bere un bicchiere d’acqua. Usare la narrazione per raccontare se stessi è facile come bere un bicchier d’acqua. Con una precisazione: bisogna tener presente che ci rivolgiamo a chi non conosce né l’acqua né il bicchiere da cui beviamo. Una sfida, meno facile di quel che si pensa. Ma non impossibile.

SECONDO INCONTRO. Mettere radici. Per imparare a raccontare se stessi, che sia una storia personale o la storia della propria azienda, è importante conoscere bene le proprie radici. Queste radici fatte di ricordi, di fotografie, di film, di canzoni, di luoghi e di voci rappresentano la materia prima da cui nascono le storie che inventeremo e racconteremo insieme.

TERZO INCONTRO. Il senso delle parole è determinato dai nostri cinque sensi. Quando scriviamo vediamo, sentiamo, odoriamo, gustiamo e tocchiamo il mondo. In questo incontro proveremo ad usare i nostri sensi per scrivere la nostra storia e renderla dunque sempre più simile a noi.

QUARTO INCONTRO. Le forme del narrare sono molto importanti quando si vuole raccontare se stessi per evitare di cadere nella retorica del già visto e del già scritto e dunque  rischiare di non farsi notare dal pubblico dei lettori. In questo incontro i corsisti sperimenteranno metodi creativi per scrivere un diario, un post sui social, una lettera d’amore e un report aziendale.

QUINTO E SESTO INCONTRO. Brand by me! Adesso che abbiamo posto le basi del racconto passiamo dalla teoria alla pratica. Negli ultimi due incontri si sviluppa, si scrive, si corregge e si edita una storia visuale ovvero una storia d’impresa che possa essere non solo letta ma “vista” attraverso gli strumenti della narrazione. Tutte le storie prodotte saranno poi oggetto di valutazione all’interno di un contest di scrittura, dedicato al racconto d’impresa: RACCONTA LA TUA IDEA.

I know It’s OVERlove – Il mio romanzo in musica

I know It’s OVERlove
Giovedì 21 Giugno #lettidinotte #ov #vediallavoce #overlove

Parole in musica Tratte dal romanzo Overlove di Alessandra Minervini (Liberaria Editrice)

Voce: Alessandra Minervini, Giorgia Antonelli

Musica: Pierpaolo Guaragno

Il Romanzo «Non esiste un motivo per amare. L’unico motivo dell’amore è l’amore». «Per questo smette». All’inizio del romanzo la protagonista, Anna, dice “Basta”. Lasciare Carmine è una delle prove d’amore più oneste che lei possa compiere. Non è tanto una separazione, che mentalmente non avverrà mai, quanto un abbandono. In apparenza sembra che la scelta sia per salvare se stessa: “Quando si fa schifo bisogna stare da soli”. In realtà, andando avanti, le scelte dell’uno e dell’altra mostrano che ci si può lasciare non per salvare se stessi ma per salvare il proprio amore. L’amore, nel romanzo è così, non corrisponde necessariamente ad aver trovato la soluzione a tutto. Anna vive un amore troppo grande, più grande del contesto a cui appartiene, più grande anche di se stessa al punto che, non riuscendo a superare i propri limiti, molla. La storia con Carmine diventa una rinuncia invece che una salvezza. Overlove è un amore che non salva nessuno se non l’amore stesso.

“Mesi prima Anna e Carmine erano distesi sul letto di un albergo di Lugano, dove Carmine aveva suonato in unplugged all’auditorium. Poca gente, come al solito, molte recensioni. Anna l’aveva seguito per mancanza. Il suo corpo nudo entrava e usciva dalla bocca di Carmine con la stessa leggera musicalità delle note. Lui aveva tenuto i vestiti e gli occhiali, non li levava mai, per via degli occhi svergognati. Ogni tanto spostava l’asta della montatura con l’indice per non ungere le lenti. C’era la musica e poi Anna; Anna e poi Overlove. Lei gli aveva chiesto: «Cosa vuol dire Overlove?» E lui aveva risposto: «Non abbastanza, quindi troppo. Troppo amore non è abbastanza amore». Anna aveva deglutito, allargando le pupille e poi, prendendo coraggio, gli aveva chiesto: «Ma sei sicuro che la gente lo capirà?» «Non m’interessa», e poi: «Della gente non m’interessa».”

ALL YOU CAN READ – Schede di lettura in promozione

ALL YOU CAN READ – Valutazione manoscritti in offerta per un mese

La scheda di valutazione è uno strumento che fornisco agli autori con i seguenti obiettivi:

1. analisi approfondita del manoscritto (storia, trama, mondo narrativo, personaggi)

2. analisi critica dello stile, della voce, della lingua dell’autrice

3. giudizio accurato sulle questioni strutturali del romanzo

4. giudizio schietto e indipendente sulle eventuali modifiche da effettuare

5. indicazioni specifiche sulla collocazione editoriale del romanzo: case editrici, agenti, self publishing

La scheda non comprende servizio di correzione bozze ed editing, servizi di promozione o di agenzia, stesura della sinossi o tutoraggio face to face. Sono servizi con costi a parte. La scheda è composta da un minimo di due a un massimo di quattro cartelle dattiloscritte.

Questo lavoro normalmente costa tra gli 80 e i 200 euro a seconda del manoscritto, della complessità di lettura e della profondità dell’analisi.

#allyoucanread è una promozione con la quale la scheda di valutazione costa molto meno ma solo se il manoscritto viene inviato alla mia casella di posta elettronica nel seguente periodo: dal 20 dicembre 2017 al 20 gennaio 2018. L’offerta è valida anche per case editrici, agenzie letterarie e liberi professionisti editoriali (con un massimo di 3 manoscritti a testa).

I costi sono i seguenti:

  • 40 euro per un manoscritto (romanzo o racconti) entro le 120.000 battute (spazi inclusi)
  • 50 euro per un manoscritto (romanzo o racconti) da 121.000 battute a 280.000
  • 60 euro per un manoscritto (romanzo o racconti) da 281.000 battute in poi
  • Se non si fornisce il manoscritto stampato e spedito il prezzo della scheda avrà una maggiorazione tra i 5.00 e 8.00 euro
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Newsletter-reloaded-ritorni-promozioni-regali-nuove-idee-e-limoni

“È una legge dura, ma purtroppo se non si fa così non si riescono a mettere due paginette di seguito. Questo è il mestiere dello scrittore: rubare il tempo a tutto, al lavoro per guadagnarsi il pane, alle ore di gioia in più con gli amici che ti tentano – è comprensibile – terribilmente. La sera tardi affronto l’impossibilità di continuare. C’è anche questo: lo scrivere ha necessità biologiche e fisiche inderogabili.” 

La mia parte di gioia, Goliarda Sapienza

La newsletter è tornata e anche i laboratori, i corsi, i regali, le promozioni, i limoni.

CONTINUA QUI

Di cosa scriviamo quando scriviamo di “amore e guerra” – Nuovo laboratorio di scrittura

“Le tue parole mi si addicono”.  J D. Salinger 

“Tutte le storie sono storie d’amore”, recita la prima frase come una spudorata dichiarazione di Eureka Street: tumultuoso romanzo in cui il protagonista viene mollato dalla sua fidanzata. Mettere in scena subito la fine di una storia è uno dei movimenti narrativi che più mi eccita. Un attraente segno di inciviltà.

Qualche tempo fa mi hanno chiesto una riflessione in merito alla scrittura e all’amore ovvero: come si può scrivere d’amore senza essere banali. Alcuni spunti sono diventati un articolo su “Il libraio”. Altri si sono fatti pneumatici dentro la testa. In particolare una parola e questa parola è inciviltà. Se esiste una regola per scrivere, in generale, d’amore in particolare, questa è l’inciviltà. Inciviltà nella punteggiatura, per esempio. Usare un punto o una virgola, in una storia sentimentale, è una dichiarazione d’amore. Sporca le parole per trasformarle in sentimento amoroso.  Lo fa J.D.Salinger nelle lettere indirizzate a Joyce Maynard, la sua amata studentessa di trenta e passa anni più piccola di lui. (Da cui è tratta la citazione iniziale). Oppure, la corrispondenza amorosa tra Pavese e Bianca Garufi? Io le trovo straordinarie lezioni di inciviltà e letteratura.
Avevo già scritto, tempo fa, di come la scrittura di qualcosa poi diventi la padrona di chi l’ha scritta. Nel mio caso l’amore e il suo tormento sono diventati la materia prima, una delle, di conversazione quando parlo di scrittura e non solo. Forse volevo che succedesse da una vita, forse non lo sopporto ma accolgo questo destino. Del resto, i romanzi che hanno spostato qualcosa dentro di me, come persona e come autrice, sono sostanzialmente storie d’amore. A cominciare da Lolita. Un amore che è una derivazione dell’inciviltà. Quanto più un personaggio è incivile tanto più la storia d’amore sarà appassionata. Potrei creare una mappa dell’inciviltà letteraria. E dentro ci metterei mezza storia della letteratura ma anche tanti romanzi recenti italiani che raccontano, in buona sostanza, la mancanza d’amore, la fine di una storia o la separazione, e lo fanno molto bene. Con un profondo senso di inciviltà.  Riflettendo su amore, inciviltà e scrittura mi è venuto in mente che un’altra caratteristica della letteratura sentimentale è la guerra. L’altra faccia dell’amore o forse l’unica, quella più autentica. Da qui, o forse da sempre, è nata in me l’idea di farne un laboratorio. Si chiamerà “Amore e guerra” e girerà per l’Italia insieme a me. Nelle prime versioni del laboratorio ci sarà anche un modulo curato da Giorgio Vasta che si intitola “Avere una storia”.
Anche “Amore e guerra” rientra nel programma e nell’idea di Una storia tutta per sé: il dato biografico e la propria vita, per chi desidera scrivere, rappresentano un giacimento prezioso. Da cui attingere, succhiare e reinventare.
Il prossimo laboratorio di scrittura, visione e percezione autobiografica ricomincia a Bari. A partire da marzo, ospite dell’associazione OMA. Ecco i dettagli.
Mentre per sapere quando #amoreeguerra arriva a Bari, scrivetemi o aspettate ancora qualche giorno.  Intanto questo è il programma generale.
Sono invece già disponibili i posti per partecipare ad #amoreeguerra a Campobasso. Ecco qui tutte le informazioni.

Newsletter n. 4 “Resistere, RI-scrivere, combattere?”

By alessandra NEWSLETTER
Questa è una parte della newsletter che ho mandato a febbraio. Se non siete ancora iscritti, ci sono dei motivi per farlo ora.

Di cosa parlo: John Fante, esordire, resistenza editoriale, autosabotaggio letterario, sorprese

“Per scrivere bisogna amare e per amare bisogna capire”. La frase che ho inciso sulla testata del letto  è questa. Quella del titolo della newsletter è una mia rivisitazione. La frase originale, invece, è una citazione di un autore che amo molto, che ha scritto un libro che amo molto. Amo molto “Chiedi alla polvere” di John Fante, uno di quei romanzi che considero amuleto. Un testo anziano, del 1939, una storia universale. Eterna. Quella dell’aspirate scrittore che in attesa di pubblicare il suo primo romanzo fa di tutto per evitarlo, a volte inconsciamente altre volte con consapevolezza.
L’auto-sabotaggio tra gli autori, e non solo esordienti, è un dettaglio che racconta un’universalità: la paura di farcela. Con il mio amico Demetrio Paolin (di cui a marzo uscirà il suo ultimo maestoso o romanzo: “Conforme alla gloria”, Voland) discorro spesso di questa cosa dell’autosabotaggio e, di recente, in una nostra conversazione, è venuta fuori una cosa che entrambi pensiamo ma che entrambi neghiamo il minuto dopo. Che senso ha pubblicare? Ha un senso insensato. Il che non significa che sia inutile o non auspicabile. Non è quello. La direzione della scrittura deve, prima di tutto, essere quella di terminare una storia. Finire un discorso. Forse per questo ci si boicotta. Per non finirlo.

La paura del giudizio e l’aspettativa editoriale sono un grosso ostacolo per la scrittura. Mi cercano, spesso, persone con un bel progetto in testa ma tantissima paura di realizzarlo. Paura che il sogno si avveri o paura che il sogno non si avveri? Nella mia affollata esperienza di scouting letterario ho ricevuto entrambe le risposte. E se ci penso anche io, ecco, risponderei: entrambe.

Quindi come si fa a non autosabotarsi?

Tanto per cominciare, si scrive. Non serve una storia perfetta. Serve un discorso completo. Serve un progetto, un’idea di scrittura.Tutto il resto, il perfezionamento, la limatura, l’impostazione del manoscritto e la ricerca dell’editore ideale – perfino la trama – sono passi che devono necessariamente venire dopo. Dopo aver compreso qual è la storia che stiamo raccontando. Solo dopo aver portato a termine il proprio discorso, si passa alla fase più temuta, e anche meno facile. Cercare un editore. Perché quando si è finito un discorso si vuole, come minimo, raccontarlo a qualcuno e questo qualcuno, prima dei lettori, è l’editore.
Per scrivere bisogna amare e per pubblicare bisogna combattere? Sì.Per farlo le strade sono tante e la parola che bisogna tenere in mente molto bene è RIFIUTO. Sarete rifiutati fino a quando troverete l’editore giusto, quello che vede nella storia che avete scritto una forma di amorosa corrispondenza.
La ricerca di un editore, e dunque ripeto di un pubblico di lettori, è un aspetto che va valutato con attenzione. Editoria, piccola media grande, che differenza c’è? Poche settimane fa, lo scrittore Giacomo Verri, ha cominciato un discorso  intorno al ruolo della piccola e media editoria italiana, discorso suggestivo per il paragone con la Resistenza partigiana.
Conosco molte persone che hanno pubblicato con estrema difficoltà il loro primo romanzo, e anche il secondo per la verità; conosco ancora più persone che invece non hanno trovato un editore e ne conosco pochissime che si sono arrese e hanno abbandonato l’idea. Molto sta nell’avere dimestichezza con il mestiere di scrivere fatto di fallimenti, di rifiuti, di sabotaggi ma anche di ostinazione. Un primo consiglio è NON PUBBLICARE A PAGAMENTO. Nessun editore dovrebbe chiedere soldi a un autore. Se lo fa, allora il rifiuto deve essere dell’autore nei confronti dell’editore. Sempre.

E adesso la sorpresa. Questa  newsletter torna il 7 marzo. Per tutti gli iscritti (già presenti e per quelli che si iscriveranno da oggi fino al 6 marzo) ci sarà la possibilità di provare  un  percorso di scrittura. Gratuito. Le regole del contest le pubblicherò, la prima settimana di marzo, sul mio blog.

Scriviamoci presto.
Alessandra

Newsletter . n 3 – 11 gennaio 2016 – “Sembrava una felicità”

Di cosa scrivo: Jenny Offill, felicità, Giò Sada, scrittura del sé, pesce, laboratorio sentimentale, futuro

“Sembrava una felicità“. La lettura dello scorso anno è senz’altro questa. Almeno per quanto mi riguarda. Di preciso, il romanzo della Offill, l’ho letto un anno fa, proprio la seconda settimana di gennaio e l’ho portato con me per tutto l’anno. Ho portato con me quel titolo sembrava una felicità abbinandolo alle cose del passato che non avevo più. Sembravano una felicità quelle storie. Ma una volta finite, non ho avuto più la stessa impressione.

Se dovessi dare un titolo a quello che succede dopo aver seguito un corso di scrittura, lo intitolerei così. (Non a caso l’autrice del romanzo citato insegna scrittura creativa e spesso, tra le pagine, semina preziose suggestioni sul senso dello scrivere). Sembrava una felicità. Sembrava. Ma poi scrivere si è rivelata un’eccitante tragedia. Un’ecchimosi che fa comunque meno male delle cicatrici a cui non dai più importanza e che invece, scrivendo, riemergono come punture di meduse di mare. 

Una storia tutta per sé – Come raccontare se stessi ed essere felici

Può succedere di sentirsi felici dopo “Una storia tutta per sé”. Ma prima ci si sente lividi. Ci si sente che sembrava una felicità ma si teme non possa più diventarla. E allora si abbandona l’idea, si molla, si rinuncia. Invece, con il tempo e con la cura,scrivere diventa una felicità. Lo diventa anche attraverso il percorso “Una storia tutta per sé“. Alcune di queste felicità le ho raccolte qui. (A proposito se hai seguito un mio corso e ti va di lasciarmi un messaggio nel “dicono di me”, scrivimi.) Lo è diventata una felicità:

  • Per chi vola a Torino per frequentare il Master della Scuola Holden; 

  • Per chi pubblica il proprio romanzo o racconto;

  • Per chi vince un contest/concorso letterario;

  • Per chi inizia, dopo anni di tentennamenti, a scrivere una storia;

  • Per chi finisce, dopo anni di tentennamenti, di scrivere una storia.


Queste felicità faranno parte del #dopolavoroletterario. Da fine gennaio pubblicherò, una volta al mese, estratti, racconti, poesie di chi ha frequentato uno dei miei corsi. Comincerò giovedì 28 gennaio con una storia crudele perché a volte per avere un po’ di felicità, mentre si scrive, bisogna passare dal male. Se hai seguito uno dei miei corsi di scrittura, mandami il tuo #dopolavoroletterario. Porta bene.


REMINDERS

(Ovvero: le cose del mese scorso che mi sembrano interessanti)

  •  Il vincitore di “X Factor” 2015, alias il barese  Giovanni Giò Sada, è diventato il protagonista di un mio racconto, o meglio interpreta il protagonista di “Dove chi entra urla”, un mio racconto che è diventato un film. Il racconto è stato pubblicato anni fa sulla pregiata rivista letteraria “Colla”, eccolo qui.   A dicembre se ne è parlato un po’ in giro, tipo così.

Il prossimo appuntamento con la mia newsletter è lunedì 8 febbraio. Sarà soprattutto un focus su come è difficile o facile esordire, quindi pubblicare, in Italia (secondo la mia esperienza). Argomento: Cosa e come fare per esordire/non esordire in Italia; che senso ha pubblicare (anticipo qui: è insensato); e come si svolge un percorso di scrittura personalizzato (in questo video un’aspirante scrittrice alle prese con l’ultima stesura del suo romanzo).
Se amate qualcuno che ama scrivere, regalate l’iscrizione alla mia newsletter.

EVERYTHING STARTS NOW. (Newsletter #2)

By alessandra NEWSLETTER

Questa è la mia seconda newsletter, quella che ho inviato a dicembre. La pubblico in attesa della prossima che arriva l’11 gennaio ovvero lunedì prossimo. Vi iscrivete?

Di cosa ho scritto: Miranda July, Goliarda Sapienza, personaggi secondari, zucchine bianche, scrittura autobiografica, corso di cucina, consigli di lettura, percorsi di scrittura, libri e letture natalizie

Questa donna è Miranda July. Miranda July è un’artista, musicista, perfomer, scrittrice, regista, storyteller. Tutto quello che crea ha a che fare con le parole. Una paroliera. Un meraviglioso pallottoliere vivente. A lei mi sento legata. Anche se non ci conosciamo, e non credo succederà mai. Ma a volte, per me, è come se. Come se raccontassimo la stessa storia. Ognuna di noi a modo suo, nella propria vita. Combinando le lettere esatte del proprio pallottoliere.

Miranda July, ci tenevo a presentarvela. La considero una delle mie amiche immaginarie che mi tiene compagnia mentre lavoro (e scrivo). Tutti abbiamo amici immaginari. È fondamentale averne un paio, soprattutto se lavori per ore in una stanza davanti a un pc senza parlare o vedere nessuno. (A proposito, quali sono i vostri amici immaginari?) I miei sono proprio come quelli dei bimbi. Solo che questi esistono. A volte sono morti. A volte no. Miranda July per fortuna vive, e scrive insieme a noi. E ogni cosa che crea è imperfetta. E per questo non sbaglia mai. E per questo la trovo attraente. La mia amica immaginaria Miranda July non ha manie di perfezionismo. Non fa della sua arte un paradigma. Non vuole fare scuola e nemmeno facili proseliti. Crede, come me, nella narrazione solo quando essa si traduce in comunicazione. Fa quello che sa fare e quello che sa fare le piace. In questo articolo, Miranda July racconta la sua storia (che sintetizzo e consiglio di leggere per intero).

“EVERYTHING STARTS NOW.”

  1. Per prima cosa la disciplina. La narrazione è disciplina. Quando si inventa, crea, un progetto si inizia una vera e propria relazione con questo. Per cui ci vogliono: pazienza, amore, consapevolezza, cura quotidiana, zero ansia e la giusta leggerezza che consente ai legami di crescere con libertà.

  2. Ogni cosa comincia adesso. Ha ragione Miranda July. Bisogna sentirsi letteralmente la prima persona che sta scrivendo un libro, un film, un racconto, un testo, un post nel proprio blog. Che sta inventando una collezione di moda. Una sedia. La prima persona al mondo che lo fa. Chi si confronta troppo con altri esempi smette di vedersi come esempio. Smette di percepirsi come outsider e come principiante. Smette di creare. Inizia a vedersi come un numero dentro un elenco.

  3. Confrontarsi con il mondo esterno e interiore. In apparenza contraddice il punto due. Non è apparenza. La contraddizione consapevole è un motore intelligente per chi crea. Alimentare esperienze per alimentare l’osservazione per alimentare l’immaginazione. Non fermarsi al proprio sguardo, cercare quello di altre persone, simili e non, sconosciute soprattutto. Sentirsi liberi e libere, donare.

REMINDERS

(Ovvero: le cose del mese di novembre che mi sembrano interessanti)

  • Sono stata ospite del “Cantiere di scrittura” di Gessica Franco Carlevero. Ho raccontato come scrivere di se stessi in cinque punti. Gli stessi punti con cui ho cucito su misura un percorso, adatto a chi ama leggere e scrivere, che si chiama “Una storia tutta per sé”. Ci tengo molto e presto lo replicherò a Bari. Per prenotare il vostro posto o farmi qualsiasi domanda in merito, non esitate a contattarmi: info@alessandraminervini.info
  • Ho scritto il mio primo e ultimo #Guestbook. La stanza degli ospiti del mio blog. Un luogo dove tutti possono consigliare un libro. Io ho consigliato “L’arte della gioia” perché Goliarda Sapienza è un’altra mia amica immaginaria, e i suoi libri sono amuleti. Qual è il vostro consiglio di lettura? Me lo mandate?

La prossima newsletter arriva l’11 gennaio. Temi caldi, nonostante il periodo, tra cui: a cosa serve seguire un percorso di scrittura (con me) e cosa avviene dopo averlo seguito.
Vi aspetto.
Intanto, grazie (a chi si è iscritto e non si è cancellato) e a presto ( a tutti gli iscritti e a quelli che vorrete far iscrivere).

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