. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
percorsi-su-misura-writing-coach

Newsletter-reloaded-ritorni-promozioni-regali-nuove-idee-e-limoni

“È una legge dura, ma purtroppo se non si fa così non si riescono a mettere due paginette di seguito. Questo è il mestiere dello scrittore: rubare il tempo a tutto, al lavoro per guadagnarsi il pane, alle ore di gioia in più con gli amici che ti tentano – è comprensibile – terribilmente. La sera tardi affronto l’impossibilità di continuare. C’è anche questo: lo scrivere ha necessità biologiche e fisiche inderogabili.” 

La mia parte di gioia, Goliarda Sapienza

La newsletter è tornata e anche i laboratori, i corsi, i regali, le promozioni, i limoni.

CONTINUA QUI

Dal 1 agosto al 4 settembre – Writing coach in promozione

A partire dal 1 agosto fino al 4 settembre, i percorsi di WRITING COACH sono in promozione.

Cosa significa? Che se prenoti un percorso entro il 4 settembre se prima ti costava un milione di euro adesso costa la metà.

Per saperne di più scrivimi: info@alessandraminervini.info

Per sapere di cosa di tratta, leggimi qui

oppure qui

.

Overlove goes to “La grande Invasione” ad Ivrea

L’anno scorso, di ritorno da Ivrea, scrissi questa cosa qui. Avevo appena consegnato il romanzo, Overlove non era più una cosa mia. Era una #vitainedita fa. Quando ho scritto questa cosa, non avrei mai immaginato che, un anno dopo, con quel romanzo, sarei stata invitata tra gli esordienti. E invece, consultando il programma de “La grande invasione” è proprio così. Ci vediamo il 3 giugno alle 3 del pomeriggio che, per quanto mi riguarda, a livello di kabala va già benissimo.

Marilù Oliva a Bari, giovedì 6 aprile, Libreria Laterza

Sono molto felice di presentare giovedì 6 aprile “La Squola” con Marilù Oliva. Non ho inventato io la storia e i personaggi ma questi ultimi li ho aiutati a crescere, ho dato loro vitamine in più per camminare più forti nel mondo. Da soli.

“La Squola” è un romanzo per ragazzi, anche se io l’ho sempre definito un romanzo di ragazzi e di ragazze. Leggendolo si ha la sensazione di vedere i personaggi dentro le pagine, uscire. Svolazzanti entrare nelle nostre stanze. Cosa che, peraltro, fa parte della scrittura dell’autrice e che ho ritrovato nel suo ultimo bellissimo romanzo (Questo libro non esiste): Marilù quando descrive personaggi e ambientazioni scoppietta. Contiene una forza, la sua scrittura, che è è energia pura. Se ne frega delle pose, quando scrive Marilù (ri)vive.

“La Squola” è la storia di quattro studenti, Fil, Miluna, Cecio e Pauline del liceo artistico di Bologna, la Squola: detta così per la scritta che campeggia sul muro esterno dell’edificio dove qualcuno ha volutamente sbagliato a scrivere il termine.

A me piace prestare il fianco all’arte dei ragazzi,

ormai il mio muro è un museo all’aperto di avanguardie in erba, schizzi, parolacce.

E poesie. La più bella è in latino e non la so tradurre ma conosco il nome del poeta,

perché c’è scritto in maiuscolo CATULLO.

Fa così: “Odi et amo, quare id faciam fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior”.

Sono molto felice di incontrare Marilù Oliva: una scrittrice che osserva le cose. Quando le parlo,  mi guarda stretta negli occhi, deve essere così quando scrive, con quell’espressione che mi fa venire in mente una frase di Goliarda Sapienza de”L’arte della gioia”:  Hai nello sguardo come un vento che trascina.

Ci vediamo giovedì. I dettagli della presentazione sono qui.

“Avere Una storia” – di Giorgio Vasta

Ad Aprile, a Bari e a Campobasso,  condividerò un pezzetto di laboratorio di scrittura, sui sentimenti, le relazioni e le separazioni, con lo scrittore Giorgio Vasta. Il suo modulo si intitola “Avere una storia” con piacere riporto qui il progetto e il programma così come l’ha pensato il docente. Vi aspettiamo.

Avere una storia 

Laboratorio di scrittura, visione e percezione a cura di

 Giorgio Vasta

Partiamo da una considerazione. Per indicare l’esistenza di un legame sentimentale, una tra le espressioni più frequenti è “Ho una storia”. Si tratta di una locuzione del tutto naturale, che però contiene al suo interno un piccolo paradosso: una storia, ognuno di noi, ce l’ha sempre, o meglio ognuno di noi è sempre la sua storia. Eppure “Ho una storia” è qualcosa che ci sembra possibile dire o pensare soltanto in relazione al legame con un’altra persona. Tutto ciò ci porta a constatare che tra le nostre vicende sentimentali e le narrazioni esiste un nesso molto stretto. E del resto i legami di coppia si organizzano secondo una ben precisa e ricorrente drammaturgia: il primo incontro vale da incipit, e poi si va avanti strutturando una trama – raramente lineare, quasi sempre aggrovigliata – aperta ai colpi di scena e particolarmente attenta al ruolo dei luoghi (per esempio la strada dove ci si è incontrati per la prima volta); una coppia è narrativa nel conflitto tra i propri punti di vista e lo è quando il legame arriva alla fine (ed è il momento in cui ci si rende conto che non si sa mai bene come dare forma a questo explicit). Avere una storia è un laboratorio di lettura, visione e scrittura che concentra la propria attenzione proprio sui nessi tra esperienza sentimentale e racconto, partendo dall’idea che se la coppia è fisiologicamente un luogo narrativo, allo stesso tempo le narrazioni hanno da sempre fornito ai nostri legami estetiche e retoriche di riferimento in continua metamorfosi (il che vuol dire che l’incantamento amoroso messo in scena da Chrétien de Troyes nella storia di Lancillotto e Ginevra è profondamente diverso da quello raccontato da Lena Dunham nella serie tv Girls). Obiettivo del laboratorio, che si articolerà appunto attraverso letture, visioni ed esercizi di scrittura, è quello di generare più consapevolezza possibile delle retoriche narrative che usiamo per raccontare i nostri legami.

1

Accade da sempre, talmente da dare la sensazione che il primo incontro – ciò che poi a volte conduce allo strutturarsi di una coppia – sia una cosa sempre identica a se stessa. Basta invece prendere la messinscena di quello che probabilmente è il primo incontro più conosciuto della storia della letteratura, quello tra Romeo e Giulietta, per rendersi conto che da Shakespeare in poi quel momento di reciproco incanto è stato riraccontato tantissime altre volte, sempre riuscendo a variarlo così da far affiorare ogni volta una sua diversa sfumatura di senso. Tra letteratura e cinema, una piccola storia del “colpo di fulmine”.

2

Di quella cosa che in breve possiamo chiamare conflitto hanno bisogno tanto le narrazioni, perché è il loro principale nutrimento, quanto – nostro malgrado (ma ne siamo proprio sicuri?) – i legami sentimentali. Perché venendo a coincidere con una frizione, il conflitto è ciò che “fa muovere” una storia, ciò che la accende, la scintilla che ha sia la capacità di illuminare sia quella di ridurre tutto in cenere, dunque la zona di contrasto in cui ogni legame corre il rischio di rivelarsi a se stesso oppure di scomparire. Pur essendo ognuno di noi un esperto del litigio, può tornare utile dare un’occhiata al modo in cui le narrazioni hanno saputo nel corso del tempo mettere in scena l’attrito amoroso.

3

C’è un momento – a volte anche più di uno – nel quale abbiamo sentito che il nostro legame sentimentale conosceva una densità straordinaria. Non si tratta necessariamente di un momento canonico (dal giorno del proprio matrimonio a quel bellissimo viaggio fatto insieme), anzi molto spesso coincide con un istante del tutto basso e prosaico, con un pezzettino di quotidiano che, nella maggior parte dei casi considerato irrilevante, rivela di colpo una tale intensità da farsi percepire come struggente. Andiamo allora a esplorare una serie di microsituazioni narrative, inedite e sorprendenti, in cui il legame sentimentale raggiunge la sua massima consistenza.

4

Se il primo incontro è il “boy meets girl”, quando tutto comincia e dire “Ho una storia” diventa logico e naturale, il “girl leaves boy”, dunque la separazione, è qualcosa di cui non possiamo non fare esperienza, da un lato perché è ciò che durante il legame continuiamo a temere, ed è quindi presente sotto forma di fantasma della fine, e dall’altro perché – ahinoi! – qualche volta le storie finiscono in un vicolo cieco (e allora, per quanto tenaci si possa essere, tocca dire basta e andare via). Passando in rassegna le narrazioni del lasciarsi proveremo a capire in che modo narratori diversi hanno inteso il patrimonio – senz’altro amaro, eppure sempre presente – che ogni separazione ci lascia in eredità.

Libri consigliati

Gustave Flaubert, Madame Bovary

Emily Brontë, Cime tempestose

Scott Spencer, Un amore senza fine

Giorgio Vasta (Palermo, 1970) ha pubblicato il romanzo Il tempo materiale (minimum fax, 2008, Premio Città di Viagrande 2010, Prix Ulysse du Premier Roman 2011, pubblicato in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Inghilterra), Spaesamento (Laterza, 2010), Presente (Einaudi,2012). Collabora con «la Repubblica», «Il Venerdì», «Il Sole 24 Ore» e «il manifesto», e scrive sul blog letterario minimaetmoralia.com. Il suo ultimo libro è Absolutely Nothing, pubblicato da Quodlibet.

Il 17 Febbraio “I difetti fondamentali” di Luca Ricci, alle Librerie Coop Bari, ore 20

Sto leggendo I difetti fondamentali di Luca Ricci. Prima di cominciare la lettura avevo un sospetto: questo libro mi avrebbe coinvolto ma restava da comprendere se in assoluto o zero. Leggo Ricci, dal suo esordio. Ma il fatto che questo fosse un libro in cui l’autore disegna con le parole diciotto ritratti letterari inventati giocava in qualche modo un ruolo definitivo in me. Mi piace o non mi piace? Bene, mi piace, per fortuna. Ma il perché, il motivo per cui mi piace è sconvolgente.  Non per la prosa, che già sapevo potesse attrarmi; non per l’argomento, che già so ossessionarmi (divoro biopic, romanzi metaletterari, vite e morti celebri e non di scrittori). Il motivo è che mi piace il tipo di scelta letteraria. Che io in qualche modo, nei miei corsi, definisco verga. Non con la maiuscola ma come sinonimo di bacchetta, di scettro. Quando scriviamo abbiamo infinite possibilità e tra queste ce ne sono alcune senza dubbio di comodo. Io, se per assurdo avessi scritto un libro come “I difetti fondamentali”, mi sarei appoggiata su alcune figurine letterarie che percepisco come maschere di quelle che nessuno ha invitato al veglione di carnevale: la profumiera, il gne gne gne, la primogenita, il finto semplice. Insomma, avrei piegato questa possibilità di scrivere al mio servizio. Mi sarei messa comoda. Avrei scritto un libro pessimo, un orrore: una specie di diario segreto switchato con una chat di whatsapp. Luca Ricci non lo fa. Racconta diciotto storie in cui il brutto dell’esistenza è davvero brutto e il bello è proprio bello, un modo di scrivere che sceglie di mettersi a distanza dalla tentazione di scambiarsi delle figurine, come fanno quei bambini che le appiccicano su un album di cui diventano gelosi, che non prestano a nessuno, che stringono dalla propria parte così forte che alla fine lo distruggono. Le storie de “I Difetti fondamentali”, invece, non distruggono. Creano. Per fortuna.

Ne parlerò con l’autore e con Luca Romano, venerdì sera a Bari, più precisamente qui. Il giorno dopo Luca Ricci sarà ospite della libreria “Il ghigno” di Molfetta dove converserà con Giorgia Antonelli, l’evento qui.

Di cosa scriviamo quando scriviamo di “amore e guerra” – Nuovo laboratorio di scrittura

“Le tue parole mi si addicono”.  J D. Salinger 

“Tutte le storie sono storie d’amore”, recita la prima frase come una spudorata dichiarazione di Eureka Street: tumultuoso romanzo in cui il protagonista viene mollato dalla sua fidanzata. Mettere in scena subito la fine di una storia è uno dei movimenti narrativi che più mi eccita. Un attraente segno di inciviltà.

Qualche tempo fa mi hanno chiesto una riflessione in merito alla scrittura e all’amore ovvero: come si può scrivere d’amore senza essere banali. Alcuni spunti sono diventati un articolo su “Il libraio”. Altri si sono fatti pneumatici dentro la testa. In particolare una parola e questa parola è inciviltà. Se esiste una regola per scrivere, in generale, d’amore in particolare, questa è l’inciviltà. Inciviltà nella punteggiatura, per esempio. Usare un punto o una virgola, in una storia sentimentale, è una dichiarazione d’amore. Sporca le parole per trasformarle in sentimento amoroso.  Lo fa J.D.Salinger nelle lettere indirizzate a Joyce Maynard, la sua amata studentessa di trenta e passa anni più piccola di lui. (Da cui è tratta la citazione iniziale). Oppure, la corrispondenza amorosa tra Pavese e Bianca Garufi? Io le trovo straordinarie lezioni di inciviltà e letteratura.
Avevo già scritto, tempo fa, di come la scrittura di qualcosa poi diventi la padrona di chi l’ha scritta. Nel mio caso l’amore e il suo tormento sono diventati la materia prima, una delle, di conversazione quando parlo di scrittura e non solo. Forse volevo che succedesse da una vita, forse non lo sopporto ma accolgo questo destino. Del resto, i romanzi che hanno spostato qualcosa dentro di me, come persona e come autrice, sono sostanzialmente storie d’amore. A cominciare da Lolita. Un amore che è una derivazione dell’inciviltà. Quanto più un personaggio è incivile tanto più la storia d’amore sarà appassionata. Potrei creare una mappa dell’inciviltà letteraria. E dentro ci metterei mezza storia della letteratura ma anche tanti romanzi recenti italiani che raccontano, in buona sostanza, la mancanza d’amore, la fine di una storia o la separazione, e lo fanno molto bene. Con un profondo senso di inciviltà.  Riflettendo su amore, inciviltà e scrittura mi è venuto in mente che un’altra caratteristica della letteratura sentimentale è la guerra. L’altra faccia dell’amore o forse l’unica, quella più autentica. Da qui, o forse da sempre, è nata in me l’idea di farne un laboratorio. Si chiamerà “Amore e guerra” e girerà per l’Italia insieme a me. Nelle prime versioni del laboratorio ci sarà anche un modulo curato da Giorgio Vasta che si intitola “Avere una storia”.
Anche “Amore e guerra” rientra nel programma e nell’idea di Una storia tutta per sé: il dato biografico e la propria vita, per chi desidera scrivere, rappresentano un giacimento prezioso. Da cui attingere, succhiare e reinventare.
Il prossimo laboratorio di scrittura, visione e percezione autobiografica ricomincia a Bari. A partire da marzo, ospite dell’associazione OMA. Ecco i dettagli.
Mentre per sapere quando #amoreeguerra arriva a Bari, scrivetemi o aspettate ancora qualche giorno.  Intanto questo è il programma generale.
Sono invece già disponibili i posti per partecipare ad #amoreeguerra a Campobasso. Ecco qui tutte le informazioni.

Una storia tutta per sé: Amore e Guerra

AMORE E GUERRA

Laboratorio di scrittura

  • “Amore e Guerra” è un laboratorio di scrittura dove ci si confronta con il dettaglio biografico per leggere e scrivere storie in cui il legame sentimentale rappresenta la relazione principale nella storia. Un legame che risponde a due movimenti narrativi: l’amore e la guerra. Che poi, sono la stessa cosa. Indivisibili. Nutrimento e fame. C’è una frase che sintetizza ciò che accade nei buoni romanzi:  “Bad decision make good stories”.  L’imprevisto genera, di solito, migliori accadimenti dal punto di vista narrativo. Questa è la nevrosi delle narrazioni autobiografiche (dichiarate o meno): mettere in scena la possibilità, l’imprevisto. Allargare il confine, superare il limite. Nascondere la vita, mimetizzare la messinscena: dire la verità mentendo. Gli obiettivi del laboratorio sono due: difendersi da se stessi come narratori e combattere gli stereotipi legati al racconto biografico, in particolare quello amoroso e bellico. Leggeremo per osservare come si possa scrivere d’amore senza sentimentalismi; scriveremo per metterlo in pratica. Stessa cosa per la guerra. Cosa c’è di più stereotipato della sofferenza, della morte e del dolore? E cosa c’è di più simile alla guerra dell’amore? La guerra e l’amore sono specchio, come la morte e la vita. Sono il legame che più inseguiamo e che più di altri è presente nella letteratura. Imparare a scrivere la propria storia partendo da questi due campi di battaglie è la finalità definitiva di questo modulo.
  • L’osservazione e la distanza saranno gli strumenti pratici del laboratorio, quelli con cui leggere e scrivere le storie. Il laboratorio è suddiviso in due giornate. La prima dedicata alla letteratura sentimentale e la seconda a quella bellica. Saranno giornate in cui “amore e guerra” diventeranno oggetto, soggetto, inizio, fine, metodo, condotta, materia e antimateria delle storie lette e raccontate in aula. In “Amore” la scrittura è legata all’osservazione. Non è semplice far emergere la propria storia, osservare se stessi. Ha a che fare con la consapevolezza e, in larga parte, con la gestione della verità. In “Guerra” lavoreremo con il tempo dei sentimenti intenso come spazio di distanza. Quanto devo essere lontano da una ferita per poterne sentire il dolore senza più soffrire? In pratica, per scriverne. Può una cicatrice essere sufficiente?

Libri Consigliati:

  1. “Sylvia” di Leonard Michaels, Adelphi
  2. “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij
  3. “Memoriale” di Paolo Volponi, Einaudi
  4. “Anatomia di un soldato”, di Harry Parker, Sur Edizioni

 Le prime edizioni  di “Amore e guerra” si terranno a Bari (il 1 e 2 aprile) e a Campobasso (il 5 aprile). Per informazioni o per portare #amoreeguerra nella vostra città scrivetemi

Giorgio Vasta Racconta “Absolutely Nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani” Bari 9 gennaio

Una delle prime cose che ho letto di Giorgio Vasta si intitola “BerluSpinning”. Frequentavamo la stessa palestra, all’epoca. A Torino. Solo che io ero iscritta a spinning, Giorgio no. Allora, dopo qualche tempo che avevo letto questo pezzo, ho realizzato due cose.

La prima: che Giorgio Vasta allarga il senso e la potenza immaginifica delle parole, limitandone il limite.

La seconda: che la scrittura è esattamente l’opposto dello spinning: da fermo vai ovunque e che dovevo smettere con lo spinning e cominciare a scrivere. Così è stato.

Il pezzo potete leggerlo qui e se vi piace proseguite qui.

Una delle ultime cose che ho letto di Giorgio Vasta si intitola “Absolutely Nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani” un dialogo tra linguaggio e paesaggio. La scrittura diventa esperienza, ricerca fenomenica. Leggendo questo libro ho realizzato due cose.

La prima: che scrivere è attraversare un deserto e ogni parola è una specie di storia che ogni volta (ci) salva.

La seconda: che questi due viaggi descritti da Giorgio, nell’articolo su Nazione Indiana e nel suo ultimo libro, hanno delle cose in comune, come delle tappe, e gliene parlerò personalmente a Bari, il 9 gennaio alle 19.30 dove Giorgio sarà ospite di LibrinBiennale per BibartQuesti i dettagli.  Vi aspetto.

Una storia tutta per sé con PH8 – La salute è contagiosa

A fine gennaio succede una cosa a cui tengo molto. Una storia tutta per sé diventa un laboratorio rivolto ai pazienti di S.C. Ematologia – Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” Bari. Vi prego di diffondere questo comunicato o consultare la pagina dell’associazione che mi ha contattato, PH8.

Segue il comunicato stampa:

Siamo davvero contenti di presentarvi una nuova attività curata da PH8: Una Storia Tutta per Sé, corso intensivo di scrittura autobiografica a cura di Alessandra Minervini, rivolto ai pazienti di ematologia.

“La scrittura può essere esplorata in diverse maniere tante almeno quante sono le esistenze di chi scrive. Una di queste è la scrittura del sé. Tutti abbiamo una storia da raccontare ma non sempre sappiamo come farlo. Un ricordo, la nostalgia dell’infanzia, un fatto luttuoso o una gioia infinita, l’inizio o la fine di un amore o più semplicemente una giornata particolare.
Ogni storia dentro di sé contiene altre (micro)storie. Da dove vengono? Quante sono? Questo corso aiuta chi scrive, chi vuole scrivere o anche solo chi ama la lettura a scoprire il percorso più adatto per scrivere una storia tutta per sé.”

[Max 15 partecipanti, iscrizioni entro 15/01]
Info: T. 338.7019516 ph8salute@gmail.com

Iscriviti alla newsletter!

Iscriviti alla mia newsletter per ricevere aggiornamenti, inviti ad eventi e notizie sui corsi di scrittura.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi