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La vita inedita di una scrittrice #33 “L’arte della gioia”

Ora capisco, tante cose ho imparato nella vita ma mai a prevenire l’amore. (L’arte della gioia, G. S.)

Domani per la prima volta, a Bari, nella libreria Campus, racconto un pezzo della vita e dell’opera di Goliarda Sapienza. Per me Goliarda è un’amica non una maestra, un’ispirazione privata che posso tenere per mano o in tasca; un’ispirazione che non piomba dall’alto ma mi tiene compagnia. Una volta le ho scritto una lettera, le ho chiesto qual è il profumo dei limoni. Racconterò questa donna lavica per la prima volta in vita mia davanti a persone che la stanno aspettando, che sono lì per lei. La metà di loro l’avrà letta perché gliel’ho passata io, come una molotov (limoni compresi); io che l’ho sempre portata dove non era mai stata, dove nessuno pensava di averne bisogno, prima di conoscerla.

Ci tengo a dire che non sarà possibile raccontare tutto quello che desidero su Goliarda per cui domani in libreria munitevi dei suoi libri se ancora non li avete, saranno delle ottime scorte di sopravvivenza dopo l’incontro.

Sempre  a proposito di domani. Cominciamo alle 19. Per il rispetto del lavoro di tutti. Io sarò lì alle 18 e 30 per incontrare chi vorrà venire prima (scelta consigliata). I posti a sedere sono terminati. Chi si prenota da ora in poi può mettersi in attesa in caso qualcuno rinunci oppure possiamo provare un’altra data in futuro.

Lo dico io ma scrivo a nome di tutte le persone, tutte donne, coinvolte in Ritratto di signore.

Grazie per la vostra comprensione.

A domani, puntuali l’ho scritto? 🙂

La Vita Inedita Di Una Scrittrice #32

“Allontanarsi dalla macchina” è il mio primo laboratorio ufficiale di #editing. Questo vuol dire che chi farà la prima edizione sarà al contempo fortunato e non. Partiamo dai non. Non sappiamo ancora, nemmeno io lo so bene, cosa succederà. Non è un laboratorio dove si diventa editor perché io non credo nei laboratori dove si diventa qualcuno. Io faccio laboratori dove si diventa al massimo se stessi che per chi scrive è tipo indossare la corona di allori. Non è un laboratorio dove ci sono in palio contratti editoriali. Perché io non credo nei palio (a meno di non essere a Siena) ma credo al massimo che scrivere ciò che si desidera è, per chi poi prova a pubblicare, come vincere un nobel apocrifo.

Lo immagino come una riunione del #fightclub dove non ci sono regole e ogni ora si stabiliscono regole. Immagino giornate attorno a parole che possono essere buone ma non sono ancora giuste. Ecco, è un laboratorio che darà giustizia alle parole dei partecipanti.
Non è obbligatorio (ma lo consiglio proprio tanto) avere già un testo, un’idea per un romanzo, un saggio o dei racconti. Se poi invece avete già un romanzo o un saggio o dei racconti finiti allora questo è il posto per lasciarli andare. Una specie di prova d’amore. Mi affiderete le vostre storie, io spero di restituirvi le vostre vite.
Tutto questo in una chiesa e in collaborazione con la Scuola Holden
Non fiori ma #opereinedite.
(Ditelo in giro.)
http://scuolaholden.it/fare-editing/

La vita inedita di una scrittrice #31

By alessandra vitainedita

Ho visto la registrazione televisiva del Premio Strega, effettivamente vengo inquadrata (come mi hanno riferito). Ciò che invece non sapevo è che la prima inquadratura avviene mentre la Leosini, immaginando un ipotetico giallo ambientato allo Strega, dice: ” Inizia con la misteriosa scomparsa di una scrittrice”.

La vita inedita di una scrittrice #30

By alessandra vitainedita

Interno, giorno, Scuola Media.

Allora ragazzi oggi è l’ultimo giorno. Facciamo una prova e vi lascio liberi. Fate quello che desiderate.

Un’ora e mezza dopo.

Le ragazze hanno: letto, scritto, si sono fatte le trecce a vicenda, mi hanno raccontato la loro vita tre volte a testa, hanno postato diecimila foto mandando messaggi a tutta la rubrica e a momenti hanno scoperto chi ha ucciso Laura Palmer, dopo aver programmato le prossime vacanze estive per i prossimi dieci anni.

I ragazzi, intorno a me, attaccati a capanello, non si sono mossi, chiedendomi a turno:

E che facciamo?

Quello che volete, dico io.

E che vogliamo?

Quello che vi va.

E cosa ci va?

Non so provate a pensare.

E ce ne andiamo? e dove andiamo? E che facciamo? E che vogliamo? E ce ne possiamo andare? E dove andiamo?

(…..)

La vita inedita di una scrittrice #29

By alessandra vitainedita

Pensierini sparsi, voci di dentro e di fuori

N.1 Int. giorno – chat

– Non parli mai della tua vita.

– Io non ho una vita.

N. 2 Est. giorno – sotto il portone di casa in attesa di muovermi

-Ciao …

-Ciao.

-Non ti vedevo da parecchio in giro.

-Eh, sto incasinata in questo periodo.

– Ti vidi in tv, ma parecchio tempo fa. Alla televisione, un telegiornale. Hai fatto un libro. Eri tu o S’ SO SBAGLIAT’??

N. 3 Int. giorno – negozio di arredo

– E lei che lavoro fa?

– La scrittrice.

(Svenuto.)

N. 4 Est. sera. Castello aragonese di Taranto

“Il romanzo di Alessandra è (cose bellissime che non oso ripetere per scaramanzia) e poi c’è questa Puglia che è descritta e vista come fosse una Scandinavia del Sud”. Omar di Monopoli

(Io: levito.)

N. 5. 

La foto è un ritratto che ha scattato Umberto Lopez durante una festa di matrimonio, l’estate scorsa. Involontariamente se dovessi descrivermi, potrei farlo solo così: osservo senza essere osservata. Mi viene in mente un verso di Charles Bukowski (che ho sempre letto come una dichiarazione d’amore/odio per la scrittura):

“E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.

Ed io ti penso ma non ti cerco”.

La Vita Inedita Di Una Scrittrice #28

Oggi ho tagliato una frase dal racconto che sto scrivendo, che devo finire in questi giorni. Questa frase è quella con cui ho iniziato a scrivere, se dovessi dire “di cosa parla” questa storia forse parla di questo: dei nostri nomi sordi. Fatto sta che, avviato il racconto, la frase adesso non serve più. Per cui eccola qui. La appunto per ricordarmi di quanto siano indispensabili, quando scrivo, le frasi tagliate.

Non serve imparare il nome di chi non si girerà a rispondere.

(Immagine presa da qui)

La Vita Inedita Di Una Scrittrice #27

By alessandra vitainedita
Per molti anni ho scritto liste. Liste di appunti, liste di buoni propositi, liste di desideri, liste di liste di liste di liste. Mettevo in lista la mia vita, in attesa di averne accesso. Poi ho smesso, ed è bene così.
C’erano però tra le liste quelle di fine anno, le mie preferite. Come delle foto senza immagini, delle forme di scrittura rozze e inconsapevoli che poi nel tempo si sono allungate, liste on the rocks, e si sono evolute in parole, frasi compatte, storie, racconti, libri.
Questa notte mi è tornata quella cosa adolescenziale di scrivere la mia lista del 2017, eccola. Forse aumenteranno le voci o magari ne tolgo qualcuna col passare dei giorni.  Buone feste, senza liste di attesa.
Parola dell’anno:  Autenticità (sostantivo femminile)
Colore dell’anno:  Verde
Scritto dell’anno: L’odore dei limoni 
Lettura dell’anno: Oblomov  e Teresa Batista
Film dell’anno: La guerra dei cafoni
Canzone dell’anno: CHAKRA
Cibo dell’anno:  Acciughe del Mar Cantrabrico
Brindisi dell’anno:  Champagne (come ogni anno)
Personaggio dell’anno:  Gianni Polo Nord 
Persona dell’anno:  Le mie amiche, le donne che ogni giorno mi insegnano che persona essere
Santo dell’anno: Mio padre
Sorriso dell’anno: Di tre neonati, di cui due gemelli
Pianto dell’anno: Tra i pioppi
Gioco dell’anno:  Nascondino
Foto dell’anno:  (c’è il mare)
Nostalgia dell’anno:  Il tramonto sul golfo di Palermo
Maisia dell’anno: Un manoscritto ricevuto in power point
Gioia dell’anno: I lettori  e le lettrici di Overlove
Acquisto dell’anno:  Bicicletta
Scarpe dell’anno:  Piedi nudi (tranne in bicicletta)
Sorpresa dell’anno: Una mail da Torino
Frase dell’anno: Le donne che leggono sono pericolose. Soprattutto quelle che lo fanno tra le righe.
Viaggio dell’anno:  (…Praga)

La vita inedita di una scrittrice #26

By alessandra overlove, vitainedita
(Mi arriva un messaggio in pvt, da una persona che non conosco. C’è scritto questo.)
Cara Alessandra,
ho scoperto il tuo libro qui in Thailandia, dove sono per lavoro, pochi giorni fa. Era nella piccola biblioteca nella reception di un hotel di Phuket, sicuramente dimenticato.  Io ne farò tesoro. Letto in una notte.
Conosco e amo quei luoghi e condivido quel genere di sentimenti, descritti con grande intelligenza e senza retorica.

La Vita Inedita Di Una Scrittrice #25

(Appunti “Overlove”, Dicembre 2012) Immagine presa da qui.

Carmine fugge per mancanza di coraggio o forse fugge per coerenza. Non lo so. Si ritira per il semplice motivo che sbaglia tutto, sbaglia repertorio, non sa reinventarsi. E poi si ritira anche per portare avanti per una volta una scelta. Che appunto è sbagliata perché siamo noi la causa della nostra infelicità. È come una specie di orgoglio il suo. Ma direzionato male perché il senso è che appunto è sbagliato. Io voglio raccontarli attraverso i loro errori, le loro debolezze e non il loro coraggio. Perché non c’è più spazio nella mente per il coraggio. In questa storia è come se il coraggio appartenesse solo ai bambini, che non ci sono come personaggi. Mi piace l’idea della ironia della sorte, come la chiamano.

Ma se non funziona. L’impressione è che si arrivi alla fine a due personaggi puri, e forse questo non è coerente, non racconta nulla. Lei è pura perché non sa che fare della sua vita e si affida al Caso e sbaglia; lui è puro perché rinuncia a tutto anche a lei per portare avanti una coerenza emotiva quasi da sacerdote. Ma prima di conoscersi, entrambi non erano puri. Lui uno stronzo; lei una compulsiva. Si incontrano, si amano e diventano puri ma nel momento sbagliato. E sono destinati a essere infelici proprio attraverso le loro scelte di purezza.

Chi invece non sceglie attraverso la purezza, ottiene quello che ha. Ma non è una spicciola rivisitazione “del chi si accontenta, gode”. Che sia chiaro.

La vita inedita di una scrittrice #24

By alessandra vitainedita

(Mentre cerco alcune cose in vecchie bozze, ho trovato questa. Credo sia una poesia, l’ho scritta più di dieci anni fa. Suppongo. All’epoca era una prosa, adesso mi sembra una poesia. Ma sono pronta ad essere smentita.)

Quando tutto diventa delirio si rende disponibile un rimedio:

scegliere la vita comune, essere una persona che non si vede,

 ritmare l’esistenza sull’esistenza degli altri.

 Tra questi altri camminiamo, 

come uomini che non hanno l’ombra 

che  stanno sempre sul chi vive.

 Sono nel buio-buio

sono al sicuro.

Eppure questa terra è la mia terra e questo dio è il mio dio, avrei giurato un tempo.

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