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La cucina del racconto #6

Mercoledì 16 marzo alle ore 20, presso Eataly Bari, torna, e questa volta per l’ultimo appuntamento: “La cucina del racconto”, il mio format di scrittura e di cucina. Quello dove si impara a scrivere cucinando e viceversa. Siamo alla fine, o alla frutta, o al dolce. Siamo solo all’inizio.  #lacucinadelracconto diventa una piccola rubrica all’interno di Cucina Mancina. E non solo. Ad aprile nasce una nuova, molto intima, versione di questo laboratorio in collaborazione con Maison Lizia.

Del resto, è compito di una buona storia quello di generare altre buone storie.

Cose da dire sul prossimo appuntamento.

  • Dopo i primi cinque appuntamenti con Gianni Rana, per l’ultimo incontro sarò in compagnia di Dominga Gargano, esperta cake designer e raffinata pasticcera.
  • Per la nostra serata speciale, Dominga preparerà delizie ispirate (anche) ad alcune scrittrici e ai loro romanzi.
  • Sarà una serata all’insegna dei dolci e delle donne. Scopriremo cosa cucinavano Colette, Goliarda Sapienza, Virginia Woolf ed Elsa Morante. Tra le altre. Scopriremo alcuni segreti per cucinare libri e scrivere ricette indimenticabili.

Cose da portare.

  • Un quaderno e una penna per appuntarsi le ricette.
  • Un romanzo o un racconto scritto da una donna e ispirato a uno dei cinque sensi, meglio se il gusto.
  • Un’idea per una ricetta da scrivere insieme.
  • La puntualità.

Per prenotazioni: Tel. 080 6180401 oppure online 

La cucina del racconto #5

Mercoledì 17 febbraio alle ore 20.00, torna La cucina del racconto. Il mio corso di scrittura e di cucina in collaborazione con Eataly Bari. Questa volta io e il talento culinario di Gianni Rana ci misureremo rispettivamente con i dialoghi e i contorni. Due tasselli molto simili nell’architettura di una storia e di un menù. Il perché lo racconteremo in aula.

Cose da dire sul prossimo appuntamento

  • Per raccontare come scrivere un dialogo partirò da come non si scrive, concentrandomi sulla differenza (mai abbastanza chiara) tra dialogo e monologo.
  • Proveremo a scrivere (senza scrivere, diciamo a immaginare) un dialogo tra uno chef siciliano e il suo cliente peggiore: la donna che ama
  • Ai fornelli, invece, Gianni Rana preparerà due piatti: uno vegetariano e uno vegano. Dialogando con tutti i presenti racconterà la differenza (mai abbastanza chiara) tra cibo vegetariano e vegano.

Cose da portare

  • Gli esercizi a casa per chi li ha fatti.
  • Un’idea per scrivere un dialogo.
  • Un quaderno e una penna, per scrivere le ricette di Gianni Rana.
  • La puntualità.

Per Informazioni: Tel. +39 080 6180401
Per acquistare il singolo evento è possibile farlo direttamente presso la sede di Eataly Bari oppure online.

(Vi siete iscritti alla mia newsletter?  La prossima arriva il 7 marzo )

La cucina del racconto #4

Mercoledì 13 gennaio alle ore 20.00 riprende #lacucinadelracconto, l’unico laboratorio di scrittura e di cucina a Bari. L’incontro si terrà sempre da Eataly, questa volta protagonisti saranno: i secondi di pesce e l’ambientazione narrativa. Quest’ultima, l’ambientazione narrativa, è la parte del laboratorio che mi vede coinvolta.

L’ambientazione è il modo in cui chi scrive mostra a chi legge dove si troverà e quanto più si restringe il campo tanto più allarga l’orizzonte.

Cose da dire sul prossimo appuntamento

  • Racconteremo come si fonda un mondo narrativo
  • Partiremo da quelli già esistenti, romanzi e non solo
  • Ci eserciteremo per crearne uno per il nostro Ettore
  • Leggeremo meraviglie come questa.

Il cardillo addolorato”, 1983 Anna Maria Ortese: “Il padrone di casa, senza compagnia di domestici (a quell’ora certamente ancora svegli, ma il Guantaio era un uomo semplice), li attendeva, solo, in cima a una bella scala di marmo, da cui s accedeva a un atrio vasto e deserto. Tutto intorno, specchi in cornici dorate, orologi francesi, lampadari, porcellane di Sevres e cristalli di Boemia; e ancora specchi, tendaggi con nappine di seta, e alti candelieri in fiamma. Non un quadro, tuttavia, né un tappeto né un libro; e ciò procurava una sensazione di freddo”.

Cose da portare

  • Gli esercizi a casa per chi li ha fatti.
  • Una storia che abbia un mondo narrativo molto riconoscibile.
  • Un quaderno e una penna, per scrivere le ricette di pesce del nostro Giovanni Rana (non quello dei tortelli, molto di più).
  • La puntualità.

Per Informazioni: Tel. +39 080 6180401
Per acquistare il singolo evento è possibile farlo direttamente presso la sede di Eataly Bari oppure online.

(Vi siete iscritti alla mia newsletter?  La prossima arriva l’11 gennaio )

LA CUCINA DEL RACCONTO*Christmas Edition

Mercoledì 16 Dicembre alle ore 19 e 45, #lacucinadelracconto indossa un vestito rosso (scarpe soprattutto), aspetta che la renna più veloce di Bari la passi a prendere  e si sposta al Pitrisino per la versione natalizia del primo laboratorio barese di cucina e di scrittura creativa.

Cosa succede nella versione natalizia della cucina del racconto.

Succedono le solite cose, solo che sono cose di Natale.

Succede che io leggo delle storie e chi partecipa al laboratorio le ri-scrive o ri-legge con me. Succede che se avete una storia da raccontare sul Natale dovete portarla qui.

Lo chef del Pitrisino, Sebastiano Roca, sarà protagonista con me di questa serata dove trasformeremo un racconto di Natale in un menù da servire durante le feste.

Questo è il menù previsto per la cena di mercoledì.

Bruschetta con pomodorino rucola e cozze saltate in padella con olio e aglio

Risotto con pomodori secchi, basilico, alloro

Baccalà con crema di ceci e pomodori secchi

Cartellate
Due calici di vino

Per prenotazioni: 0808641190 / pitrisino@gmail.com / fb: Pitrisino
Le prenotazioni saranno chiuse il giorno 14 dicembre.

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La cucina del racconto #3

Mercoledì 9 dicembre alle ore 20.00 ritorna #lacucinadelracconto. Il format che lega lezioni di cucina a lezioni di scrittura creativa. L’appuntamento è sempre da Eataly, a Bari.

Ci avete mai fatto caso che a volte è grazie a chi si mette da parte che un personaggio diventa protagonista di una storia? Questa è la domanda da cui partirò la prossima volta in cui impareremo a far funzionare in una storia i personaggi secondari, come al solito cucinando e in questo caso prepareremo due secondi di carne insoliti.

Cose da dire riguardo l’appuntamento precedente

Il laboratorio di cucina è stato chiaramente il momento più atteso della serata. Del resto, Giovanni Rana, il cuoco (no, non ha inventato i famosi tortellini, non è lui) ha stupito tutti con un risotto “rainbow” dove ogni colore rievocava un sapore della stagione in corso.  Non è stata da meno la seconda protagonista dei primi piatti ovvero una variante della cacio e pepe.

Quanto al laboratorio di scrittura, più temuto e per questo più appassionante, ci sono state delle novità. Tutti insieme abbiamo inventato un protagonista, un personaggio cioè che da ora in poi terrà le fila delle prossime storie che inventeremo. Questo personaggio si chiama Ettore. Ho chiesto a tutti di scrivere un breve incipit in cui coinvolgere Ettore. Ad oggi, non ci sono risposte se non quella di Michele Scaranello, autore che ho incontrato spesso nei miei corsi e non solo. Il suo Ettore è questo qui.

Un invito non si rifiuta mai. Lo diceva pure il mio oroscopo della settimana. A quest’ora avrei dovuto preparare i manicaretti ma eccomi qua, in questo teatro, seduto in terza fila, circondato da una platea di donne e politici. Edda mi ha invitato a un simposio. Lei è la moderatrice e dal palco intervista luminari dalle gotte larghe come zucche, e antilopi del femminismo sfrenato. Le ho fatto un cenno di saluto e lei l’ha accolto con lo sguardo. E’ concentrata, non ammette distrazioni. Edda mi piace ed è già fidanzata, ma non esistono piatti impossibili. Stasera non è un mezzobusto da incantare con le mie pietanze e finalmente posso ammirare le sue gambe accavallate. Vorrei impastare le mani fra i suoi capelli scuri come i miei e vellutarli come per una fonduta di cioccolato. Sprofondo nella poltrona, gli argomenti non m’interessano. Piuttosto mi angoscia la paura che gli indumenti si siano impregnati di qualche strana flagranza. Sollevo il bavero della giacca e mi annuso. Mi annuso in continuazione, e ogni tanto mi capita di avvertire una zaffata di soffritto. Porri o friarielli? Non so. Trascino la mano sul collo, sperando che il mezzo litro di colonia abbia fatto il suo dovere e sepolto ogni lezzo; poi, con nonchalance, avvicino il palmo al naso. È terribile: avverto un miasma di broccoli stufati. Mi guardo intorno. La mia vicina ha lo sguardo torvo. Forse è inorridita, o forse sta pensando a quella povera di Edda che magari dovrà strofinarsi a me, sopportando questa disgustosa esalazione. Per l’imbarazzo, il sudore ruscella dai miei riccioli. Guardo l’orologio. Mustafà, il mio gatto, stasera non gusterà la creme Bovary che gli avevo promesso. L’ho lasciato a casa, e speriamo che non combini casini! Uno di quei sapientelli dall’aria altèra cerca di strigliare la mia Edda. Minchia: vorrei alzarmi di scatto e salire sul palco. Invece mi blocco sui braccioli. Giuro: se lo prendo fra le mani, lo spadello di santa ragione. Lei invece riesce a domarlo. Con le parole. Edda ci sa fare. Allento la tensione. È il nostro primo appuntamento, penso. E già vorrei insinuarmi fra le pieghe del suo cuore (per la verità anche quelle della sua camicetta andrebbero bene), e restar lì, a mantecare. Lentamente, come la crema di zenzero nel risotto. Che casino! Ormai confondo cibo e sentimenti, ma l’amore si sa, è come una buona portata: ha bisogno di buoni ingredienti per riuscire.

Cose da dire riguardo il prossimo appuntamento

Gianni sta preparando due secondi di carne. Uno di carne bianca, leggermente più semplice; il secondo invece è una proposta valida anche per i pranzi natalizi. un’idea sofisticata, come piace a me.

Io invece sto rileggendo alcuni romanzi brevi in cui i comprimari, i personaggi secondari, svolgono un ruolo fondamentale sia dal punto di vista funzionale che da quello più sentimentale: senza di loro la storia non andrebbe avanti e noi lettori non ameremmo così tanto il o la protagonista.  Gli autori che servirò su un libro d’argento sono: Cesare Pavese, Eskol Nevo e altri che ora non vi dico.

Ditemi invece voi qual è il vostro comprimario preferito? Lo raccontate mercoledì prossimo?

Cose da portare.

  • Gli esercizi a casa per chi li ha fatti.
  • Un libro che abbia un personaggio secondario indimenticabile.
  • Un quaderno e una penna, per scrivere le ricette.
  • La puntualità.

Per Informazioni: Tel. +39 080 6180401
Per acquistare il singolo evento è possibile farlo direttamente presso la sede di Eataly Bari oppure online.

(Vi siete iscritti alla mia newsletter?  La prossima arriva il 7 dicembre. )

(Ringrazio Annalisa de Benedictis aka Queen’s Kitchen per le foto dei primi piatti)

La cucina del racconto #2

Mercoledì, 11 novembre, a Bari, alle ore 20.00, da Eataly, prosegue “La cucina del racconto”, laboratorio creativo di cucina e di scrittura. La serata di intitola  “Cucinare un Primo piatto / Come si costruisce il Personaggio Principale“.

Cose da dire sul primo appuntamento.

  • Grazie.
  • Prima di tutto agli amici e alle amiche che sono venuti a fare il tifo per me ricordandomi di essere una persona fortunata perché compresa e dunque amata, perché l’unica via per l’amore è la comprensione.
  • Quindi ipergrazie.
  • Se volete sapere come è andato l’incipit di questa storia, iscrivetevi alla mia newsletter e saprete ogni cosa.

Altre cose belle del primo appuntamento.

  • Il mio incipit de “La cucina del racconto” scritto da Eleonora Bellini, corsista del laboratorio.“Ogni volta l’inizio è quel momento di distacco dalla molteplicità dei possibili: per il narratore è l’allontanare da sé la molteplicità delle storie possibili, in modo da isolare e rendere raccontabile la singola storia che ha deciso di raccontare”. (Italo Calvino – Appendice alle Lezioni americane)Capannelli di persone attendono che cominci la prima lezione del corso “La cucina del racconto” all’ingresso dell’aula. Mi guardo intorno e tra loro non vedo nessuno che conosco. Mi avvicino alla vetrata che delimita il perimetro dell’aula per curiosare all’interno. Lunghi tavoli, tipo banchi di scuola, sobriamente apparecchiati, si rivolgono ad una grande e bella cucina professionale. Ho un sussulto di emozione, perché non ne ho mai vista una dal vivo. Il cuoco, nel frattempo, si sta portando avanti con la preparazione degli ingredienti delle ricette che realizzerà durante la lezione. E’ arrivato il momento di entrare. Decido istintivamente di sedermi nell’ultima fila, proprio come facevo durante gli anni di scuola. Ed in più, lì ci sono i banchi più alti, che consentono di avere una migliore visione di insieme dell’aula. Anche se dal retro. Cerco affannosamente nella mia borsa dei fogli su cui prendere appunti, avendo dimenticato di portare con me un quaderno o un taccuino. Scatto qualche fotografia alla cucina e all’aula. Poi faccio anche un selfie, da cui traspare tutto il peso della giornata misto all’ansia e alle aspettative per questo nuovo percorso durante il quale cui imparerò “come cibo e letteratura possano fecondarsi tra di loro” (cit.). Tutti in silenzio. La docente introduce il corso. Con la lettura del capitolo “Cozze alla Marinara alla Calvino” tratto da La Zuppa di Kafka di Mark Crick ha inizio questa prima lezione che intreccia l’incipit all’antipasto, con i carciofi in pastella che si abbinano all’appendice delle Lezioni Americane di Italo Calvino; la crema di carciofi che si amalgama all’incipit di “Lunar Park” di Bret Easton Ellis; e le crespelle al pesto e ricotta con salsa di pomodorini e cipolla rossa che anticipano un intermezzo ispirato a “Se una notte di inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Tutto annaffiato da un meraviglioso vino bianco e accompagnato dagli interventi dei corsisti.

Cose da dire sul secondo appuntamento.

  • Il menù del prezioso Gianni Rana, il cuoco che collabora con me in questo laboratorio. Sarà a base di primi (vegetariani). Tra gli ingredienti che utilizzerà ci sono il cacio, la zucca, il pepe, il riso e ingredienti segreti che svelerà solo mercoledì (insieme alle ricette.)
  • I libri che leggerò. Ne anticipo qualcuno. Il protagonista è un uomo che smette di scrivere per dipingere. Il secondo ha per protagonista una ragazzina che vuole diventare una scrittrice. Il terzo vorrei fosse il protagonista di un libro portato da voi.
  • Argomenti seri che renderemo divertenti: differenza tra narratore e protagonista.
  • Improvvisazioni varie,  tra i fuochi e  tra i libri.

 Cose da portare.

  • Gli esercizi a casa per chi li ha fatti.
  • Un libro che abbia un protagonista forte.
  • Un quaderno e una penna, per le ricette.
  • La puntualità.

Per Informazioni: Tel. +39 080 6180401
Per acquistare il singolo evento è possibile farlo direttamente presso la sede di Eataly Bari oppure online.

La cucina del racconto – Laboratorio di scrittura e di cucina

Lunedì, 26 ottobre, a Bari, da Eataly, comincia un nuovo laboratorio di scrittura e di cucina. Questo laboratorio si intitola “La cucina del racconto“.  Ogni appuntamento si articola secondo una doppia chiave di lettura del mondo: il cibo e i libri. Il tema del primo incontro è l’incipit (per me), l’antipasto (per la cucina di Eataly). La chiacchierata letteraria sarà un piccolo viaggio tra gli inizi dei principali romanzi e racconti che hanno fatto, o faranno, la storia della letteratura con incursioni piene di gusto da parte del cuoco che preparerà due antipasti, raccontando le rispettive ricette.

I libri li leggeremo insieme, li smonteremo e scopriremo come e perché l’incipit di un racconto o di un romanzo è fondamentale per avvicinare il lettore. (E non solo i lettori in libreria, quando il libro è ormai edito, ma anche per chi legge manoscritti di mestiere e spesso si trova a dover scegliere anche, ma non solo, in base alla prima sensazione che una storia trasmette).

Prepareremo antipasti – TUTTI VEGETARIANI – a base di crespelle, carciofi, ricotta, erbette (ma non necessariamente in questo ordine) e serviti su letture di Italo Calvino, Bret Easton Ellis, Anna Maria Ortese e accompagneremo tutto con un prelibato calice di vino.

Il laboratorio è rivolto a chi ama cucinare, leggere, scrivere, mangiare.  Non è necessario avere un romanzo nel cassetto per partecipare. Quello che serve è un cassetto. Il testo verrà da sé.

Vi aspetto in molti. Siete già tantissimi.

CONTATTI
Per Informazioni: Tel. +39 080 6180401
Per acquistare il corso intero o il singolo evento è
possibile farlo direttamente presso la sede di Eataly Bari opppure online:
http://www.eataly.net/it_it/la-cucina-del-racconto-corso-completo-eve7556

http://www.eataly.net/it_it/corsi/bari

“Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene, se non si è pranzato bene”

In Italia si consumano tante parole sul tema: editoria digitale sì, editoria digitale no. Ci vogliono convincere che sia  questo il cuore caldo della situazione editoriale italiana sconvolta dall’avvento del digitale come i monaci benedettini dalla macchina tipografica. Al dibattito non sono mai intervenuta se non una volta dal punto di vista del vantaggio per il lettore, soprattutto.

Quello che bisognerebbe chiedersi, in questo momento storico, in Italia è proprio un’altra cosa. Un tema che ci riguarda tutti, noi che lavoriamo nell’editoria. Qualcosa di più trasversale della morte, una livella virale e karmica. Come mai gli esuli editoriali, ovvero chi cambia/lascia/perde il lavoro con i libri si rifugia in cucina?

A questa domanda non c’è una risposta. Per questo è auspicabile invocarne un dibattito pubblico dedicato. La stampa scrive dei libri di cucina, dei progetti culinari. L’intervistato assume il punto di vista dell’#arrivatoallameta ma non racconta il passaggio, quello che c’è in mezzo.  Il procedimento per cui uno a un certo punto lascia la direzione di un giornale e si mette a fare pagnotte. Smette di mandare comunicati stampi e si inventa ricette.  La domanda è: perché se prima traducevi (quasi gratis) saggi sulla matematica oggi mi racconti come prepari il soufflé?

Non ci credete? Fatevi un giro tra i vostri contatti/amici editoriali. Ci troverete tavole imbandite che farebbero invidia ad Afrodita.

Ma non solo. Quante storie letterarie sono alimentate da descrizioni, immagini, scene, dialoghi culinari? E come mai uno scrittore appena si distrae un attimo dal dibattito (ebook sì/no), si precipita su instagram a pubblicare la foto della sua ultima ricetta? (Sgamato con questi miei click, sì)

Le ipotesi sono diverse. La cucina e la scrittura sono un po’ la stessa disciplina. Richiedono talento, creatività, precisione, abnegazione, dolore immenso e godimento effimero. Ma può anche essere che dopo aver trascorso tanti anni ingabbiati nella perturbante evanescenza del “bello scrivere” e del “figo leggere”, una persona abbia solo bisogno di concretezza. Un passaggio astrologico naturale: dall’aria alla terra.

Per quanto mi riguarda è così. Non conosco con esattezza il motivo per cui, dall’anno scorso, ho deciso di inaugurare i primi progetti letterari in cucina. ( L’ultimo, di prossima inaugurazione a Bari, è questo qui. Vi aspetto!)

Quando mi è venuto in mente di associare la cucina allaread more

LA CUCINA DEL RACCONTO

Laboratorio di scrittura e di cucina

Ottobre  2015 – Marzo 2016 – Ore 20.00Eataly – Fiera del Levante – Lungomare Starita, 4 Bari

Ingresso 20 Euro (singolo evento) / 110 euro (pacchetto completo) 

Si può imparare a cucinare con i libri e a scrivere con il cibo?

Da Eataly Bari, sì.

Sei appuntamenti, sei ricette, sei incontri letterari che incrociano i piaceri della tavola.read more

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