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BookTelling: Workshop di narrazione e promozione editoriale

BOOKTELLING – come raccontare un libro

Laboratorio di narrazione e promozione editoriale

 

Ho finito il mio libro, e adesso? Come lo pubblico, come lo promuovo? Come lo trasformo in un romanzo da pubblicare?

Booktelling è un laboratorio lungo che approfondisce il percorso naturale di un manoscritto dall’idea alla pubblicazione fino alla diffusione in libreria e sui social

I docenti sono tutti professionisti legati al mondo della scrittura digitale e della comunicazione culturale

Il laboratorio si rivolge a chi ha iniziato o terminato un manoscritto e desidera pubblicarlo e promuoverlo anche con i propri mezzi.

Docenti: Alessandra Minervini (scrittrice), Michela Ventrella (ufficio stampa e giornalista), Ilaria Amoruso (bookblogger), Luca Romano (giornalista digitale)

La Vita Inedita Di Una Scrittrice #32

“Allontanarsi dalla macchina” è il mio primo laboratorio ufficiale di #editing. Questo vuol dire che chi farà la prima edizione sarà al contempo fortunato e non. Partiamo dai non. Non sappiamo ancora, nemmeno io lo so bene, cosa succederà. Non è un laboratorio dove si diventa editor perché io non credo nei laboratori dove si diventa qualcuno. Io faccio laboratori dove si diventa al massimo se stessi che per chi scrive è tipo indossare la corona di allori. Non è un laboratorio dove ci sono in palio contratti editoriali. Perché io non credo nei palio (a meno di non essere a Siena) ma credo al massimo che scrivere ciò che si desidera è, per chi poi prova a pubblicare, come vincere un nobel apocrifo.

Lo immagino come una riunione del #fightclub dove non ci sono regole e ogni ora si stabiliscono regole. Immagino giornate attorno a parole che possono essere buone ma non sono ancora giuste. Ecco, è un laboratorio che darà giustizia alle parole dei partecipanti.
Non è obbligatorio (ma lo consiglio proprio tanto) avere già un testo, un’idea per un romanzo, un saggio o dei racconti. Se poi invece avete già un romanzo o un saggio o dei racconti finiti allora questo è il posto per lasciarli andare. Una specie di prova d’amore. Mi affiderete le vostre storie, io spero di restituirvi le vostre vite.
Tutto questo in una chiesa e in collaborazione con la Scuola Holden
Non fiori ma #opereinedite.
(Ditelo in giro.)
http://scuolaholden.it/fare-editing/

Per una lira #2 – Come un giovane uomo di Carlo Carabba

Carabba racconta questa storia si pone esattamente sull’asse opposto: quello di una voce molto personale, la definirei una questione privata. Privato è lo sguardo, quasi di sottecchi; privata è la vicenda; privata è la morte e privato è l’amore; privatissima la sofferenza per la scomparsa dell’ultima idea di giovinezza.

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Per una Lira – Parlarne tra amici di Sally Rooney

Parlarne tra amici, opera prima della dublinese e giovanissima Sally Rooney, brillantemente tradotta da Maurizia Balmelli, è un romanzo con una voce unica e allo stesso tempo collettiva. (Se fossimo negli anni Settanta direi che ha una voce “compagna” ma siamo nel 2018 e collettiva rende meglio.)

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Cosa leggi questa estate? I consigli dall’universo «Altri Animali» 2018

Anche quest’estate i miei consigli (e non solo miei) di lettura per i mesi estivi.

Le letture estive sono quelle più importanti, le agogno per un anno intero in attesa di attenuare le letture professionali e concentrami solo su quelle che desidero. I desiderata di questa estate sono (e saranno) alcune recenti uscite: Parlarne tra amici di Sally Rooney; Come un giovane uomo di Carlo Carabba; Cosa faremo di questo amore di Gabriele Di Fronzo. I recuperi letterari adorati:Corpo CelesteL’iguana e Le piccole persone di Anna Maria Ortese; Inseparabile di Lalla Romano; La storia di un matrimonio di A. S. Greer. Una graphic novel: Limoni di Emanuele Rosso. E infine un saggio: L’amore rende liberi di Dan Savage. Se non affogo mi riprometto anche di rileggere Corporale di Volponi.

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“Cosa c’è di nuovo, Gina” arriva a Bari

Carissime lettrici e carissimi lettori,
siete tutti invitati alla prima presentazione barese di “Effe”, una rivista letteraria a cui tengo molto. Per un motivo parecchio semplice ovvero dentro il numero #3 dedicato alle nuove voci femminili e che presenteremo sabato prossimo, c’è un mio racconto. Si scrive anche per condividere quello che si scrive, magari nella propria città.
Ma quello dell’orgoglio personale non è l’unico motivo per incontrarci sabato. Il più importante è che per una volta, una delle poche volte, a Bari si potrà discutere direttamente, a tu per tu si diceva negli anni Ottanta, con l’intera filiera produttiva dell’editoria indipendente. Le persone che interverranno sono professionisti che, ognuno nel suo ruolo, accompagnano un autore inedito verso la pubblicazione. Agente letterario, direttore editoriale, editor, art director ed editore. Per chi scrive e vorrebbe pubblicare questa è un’occasione preziosa per capire, chiedere, discutere, confrontarsi sulle possibilità editoriali di oggi. Poi parleremo anche di libri belli, quello sempre e comunque.
Per tutti i dettagli, segue comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA

Sabato 19 marzo alle ore 19.00 siete tutti invitati da SPINE Temporary Small Press Bookstore, a Bari, per la terza tappa di EFFE in tour. Un’occasione per scoprire effe – Periodico di Altre Narratività, ma anche per parlare di autori esordienti, di racconti e di narrativa inedita insieme a:
Giorgia Antonelli, editore di LiberAria Editrice
Alessandra Minervini, editor di LiberAria e autrice di “Cosa c’è di nuovo, Gina”, pubblicato in effe #3
Dario De Cristofaro, direttore editoriale del progetto effe
Carlotta Colarieti, editor junior del volume
Alessandra De Cristofaro, illustratrice e art editor del progetto
Modera Ines Pierucci, Presidente Ampi Margini
Vi aspettiamo!

Il volume
effe – Periodico di Altre Narratività è un volume semestrale di narrativa inedita illustrata, realizzata da Flanerí, in collaborazione con lo studio editoriale 42Linee – Editoria e Servizi. Ogni numero contiene racconti di autori noti e di esordienti, insieme alle illustrazioni di giovani creativi della scena italiana contemporanea. In questa ultima uscita del 2015 (#4), a tiratura limitata, sono presenti, tra gli altri, i racconti di Vins Gallico e Paolo Zardi, due voci tra le più attive della narrativa italiana contemporanea.

Ingresso: 3 euro con tesseramento all’Ass. Cult. SPINE.

Breve ma dettagliato galateo per inviare manoscritti

Mi piacerebbe che, quando mi si contatta, si tenga conto di questo breve e dettagliato galateo dedicato a chi desidera pubblicare il proprio lavoro e desidera farlo attraverso il mio (lavoro).

Questo galateo è rivolto a tutti, non è ristretto alla cerchia degli esordienti o aspiranti tali. Mi rivolgo a tutte le persone, senza distinzione, che mi chiedono: mi pubblichi?

  1. Non sono una casa editrice. Per cui non pubblico nessuno. Quello che faccio, scoprire talenti letterari, lo faccio attraverso canali pubblici che tutti possono leggere e controllare cercando su internet o, semplicemente, leggendo questo sito. Sarebbe dunque auspicabile che chi si rivolge a me, conoscente o meno, si renda conto della mia attività. Che, ripeto, è tutta riscontrabile in rete e, per la maggior parte, guarda caso, proprio su questo sito. Per cui, la domanda esatta da rivolgermi non posso certo preimpostarla. Ma vi consiglio di pensarci bene.
  2. Non pretendo che si legga e si studi la mia attività a memoria ma anche solo mostrare, ogni tanto, un minimo di interesse per quello che scrivo e pubblico, per i corsi che mi coinvolgono, per i libri che curo, agevolerebbe la mia disponibilità.
  3. Non serve scrivermi in continuazione per chiedermi: hai letto? Io non sono tenuta per legge a leggere quello che ricevo. Se lo faccio è perché qualcuno mi paga, dato che è il mio lavoro (cfr. Vedere Mio Sito) oppure perché ritengo di mio interesse uno scrittore o un inedito e lo leggo, attenzione #scoop, perché mi va. Quando lo Stato mi stipendierà per leggere, cose pregevoli ma numericamente eccessive per un essere umano, tutto e subito, allora io lo farò.
  4. Non sono cattiva. Mi insegnano così.  Ho poche regole. Una si chiama: “Non fare all’altro ciò che non vorresti fare a te”.  In questo caso, e ne ho le prove, io, a costo di sembrare stupida, non scrivo, telefono, chatto con affermati autori, editor ed editori che, attraverso il mio lavoro (cfr Vd Mio Sito), conosco, frequento, e sento – magari ogni giorno – ma non per propormi. Ho anche io un manoscritto. Ma lo conoscono in pochi. Si contano sulle dita di una mano. Quella che vorrei stringere quando li incontro.
  5. Quindi come si fa?  Si fa come fa la minoranza silenziosa che mi scrive, spesso, per chiedermi una valutazione, una scheda, un editing, un aiuto e precisa che si tratta di un lavoro. Il mio, il vostro.

Grazie, sempre.  Con amore, music for free.

La piccola Resistenza dell’editoria italiana

A proposito di piccola editoria, Giacomo Verri, scrittore , qualche giorno fa si è chiesto se e come questa possa essere paragonabile alla Resistenza italiana. L’articolo, commissionato dalla rivista nazionale dell’anpi,  Patria Indipendente,  ha  un complesso ma chiaro punto di vista sulla situazione attuale. Consiglio infatti di leggerlo per intero qui

 Io, invece, ho scelto questo passaggio, quello finale, dal momento che l’interesse maggiore consiste, per me, nel capire  se e come lavorare, ma anche pubblicare, oggi nella piccola editoria possa essere paragonabile o meno alle lotte dei compagni partigiani contro il fascismo.

Giacomo Verri scrive:

Resistere significherà quindi mettere un freno alla marcia a tappe forzate imposta dal mercato, vorrà dire opporre alla frenesia una tenace perseveranza. Perché? Perché comunque mancherebbe un motore sufficientemente aggressivo, perché a correre a rotta di collo tutti insieme si finisce per cadere, e perché ogni libro – ben più di un diamante – dovrebbe essere per sempre.

Sollecitata dall’autore, e da questa conclusione, con cui sono in buona parte d’accordo, ho messo in ordine il mio punto di vista che sintetizzo qui, e dico:

Lavorare nella piccola e media editoria non significa compiere una Resistenza partigiana. Per assurdo, la resistenza, la vera lotta, è fuori da questi contesti. In circuiti totalmente “handmade o selfmade”. Nelle scelte che non si fanno. Oggi il contesto della piccola e media editoria racconta una fase in cui non c’entrano più gli ideali condivisi e non c’è un solo nemico da combattere. Viviamo la fase “cane che si morde la coda”. Le cose migliori le pubblica la piccola e media editoria ma questa, guardiamo in faccia la realtà, di fatto non esiste. Pubblica cose buone, anche ottime, anche meravigliose, però non esiste. Non è sul mercato a sufficienza, non ha nessuna forza nelle recensioni, ha una vita brevissima. Per cui se di Resistenza si tratta allora è soprattutto una resistenza elettrica: capace o incapace di far passare “elettricità” (idee, risorse, progetti) per ottenere energia. Pubblicare un libro che arrivi a più lettori possibili; mantenere in piedi piccole aziende in grandi difficoltà; preservare il proprio ruolo all’interno di una redazione; valorizzare a livello nazionale il lavoro di una squadra di provincia è oggi una lotta, una resistenza, ma individuale.

Mi piacerebbe sapere se regge questo discorso Resistenza/piccola editoria e intanto ringrazio Giacomo per la vitalità delle parole e delle idee.

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