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Ritratto di signore a Bari – “Emily e le altre”

(Articolo originariamente pubblicato su Repubblica Bari, 6 febbraio 2020)

Emily e le altre

di Alessandra Minervini

Il silenzio è tutto ciò che temiamo./C’è riscatto in una voce./Ma il silenzio è infinità./In sé non ha un volto“. Può sembrare contraddittorio che una donna, tanto sola e silenziosa, in realtà sia una poetessa così rumorosa e prorompente. Perfino aggressiva, nei suoi versi, rispetto ai canoni di fine ‘800. Eppure, è proprio così che è andata. La storia della poetessa americana Emily Dickinson sarà raccontata questa sera da Giorgia Antonelli, docente ed editrice, per il secondo appuntamento di “Ritratto di signore”.

“Ritratto di signore” è un ciclo di incontri dedicati alla narrazione al femminile. La nostra rassegna letteraria ha esordito tre anni fa alla libreria Campus, dove ogni anno per tradizione inauguriamo gli appuntamenti, anche se con il tempo le nostre scrittrici sono state ospitate da altre realtà pugliesi. Come ci è venuto in mente? Onestamente, non è un progetto nato a tavolino. Piuttosto è il risultato di un flusso di (in)coscienza. Come molte lettrici viscerali, io e Giorgia giochiamo al “fare a essere”: il classico gioco dei bambini che si mettono nei panni di qualcun altro. Solo che noi lo facciamo con le sacerdotesse della scrittura. Facciamo che io ero la Austen e tu la Stein? Facciamo che sono la Plath e tu la De Beauvoir? Al posto nostro come si comporterebbero? Che cosa direbbero? Mettersi nei panni di qualcuno, in fondo, non è altro che il fine nobile del gesto di scrivere. Così, davvero senza alcuna pretesa né identitaria né accademica, è nato “Ritratto di signore”. Qui diamo spazio e voce alle scrittrici più toste della letteratura. Donne che non l’hanno mai mandata a dire, fino a pagare anche con la propria sorte una tale autenticità. In uno dei suoi frammenti più noti, il 1263, Dickinson svela il mistero delle sue verità eterne: “Di’ tutta la verità ma dilla obliqua/il successo è nel cerchio/(…) se con dolci parole lo si attenua/così la verità può gradualmente illuminare/altrimenti ci accieca“.

Il senso della rassegna, dunque, non è divulgativo ma passionale. È come quando ci si innamora di qualcuno e non si perde tempo a raccontarlo a tutti, perchè quella persona ci sembra la migliore la più bella la più tutto. Ecco, se dovessi dire cosa succede durante i nostri incontri letterari direi questo: dichiariamo il nostro amore alle scrittrici e alle poetesse che amiamo (tra le quali, nelle passate edizioni, ci sono:Colette, Morante, Ortese, Sapienza e Ginzburg).

Ogni anno la rassegna alterna autrici italiane con autrici straniere. Ho inaugurato il 2020 con un ritratto di una donna che di voce ne aveva fin troppa. La poetessa americana Sylvia Plath che di sé diceva, serissima: “Sono abitata da un grido“. Questo grido era la sua verità. Sylvia Plath viveva il femminile nella scrittura, non intendendolo come superiorità di genere e nemmeno come alternativa al maschile. La parola per lei è desiderio. Scrivendo, frammenti e pagine e pagine di diario, proclamava l’autoaffermazione del suo modo di vedere il quotidiano, filtrato attraverso una voce nuda e dannata: “Non sono crudele, sono solo veritiera“.

Emily Dickinson la considero una Sylvia Plath ante-litteram, così moderna da bastare a se stessa ma così tenacemente orgogliosa da apparire come un ramoscello fragile e bianco (per via della sua scelta di recludersi in casa, vestendo solo di bianco). In realtà, nessuno può escludere che la Dickinson non vivesse reclusa per soffrire, né per autoflagellarsi. Viveva nella pace dell’identità a lei più cara: la sua personalità poetica.

Se c’è una cosa che è evidente da questi ritratti è il contrario del luogo comune secondo cui la scrittura femminile possiede qualcosa in più di quella maschile. La verità è che queste signore letterarie quando scrivono restano donne, cioè quello che sono. Non si aggrappano a qualche archetipo o non scimmiottano le colleghe. Sono se stesse, come diceva la scrittrice francese Colette: “Non ho mai potuto diventare qualcun altro“.

Nel terzo appuntamento della rassegna, previsto per venerdì 20 marzo, racconterò la vita e l’opera di una scrittrice meno nota ai più eppure esemplare. Si tratta di Flannery O’Connor, scrittrice soprattutto di racconti, che aveva un modo maestoso di mettere in scena la vita quotidiana del sud dell’America, quel piccolo fazzoletto di “terra rossa” nella vasta Georgia dove era nata, a Savannah nel 1925. In una lettera del 1956, a proposito della sua educazione, scrive: “Fra gli otto e i dodici anni avevo l’abitudine di chiudermi ogni tanto a chiave in una stanza e facendo una faccia feroce (e cattiva), vorticavo coi pugni serrati scazzottando l’angelo. Si trattava dell’angelo custode del quale, secondo le suore, tutti eravamo provvisti. Non ti mollava un attimo. Lo disprezzavo da morire“. La O’Connor è un modello di scrittura tutta di un pezzo. Si deve a lei il monito, caro a chi scrive: “Show don’tell”. Mostra, non riferire. Da lei ho imparato che non serve dichiarare un dolore o una gioia, in una pagina scritta, se non si è in grado di mostrarla con una penna precisa come un ferro chirurgico. Si tratta della prima donna ufficialmente annoverata tra chi della scrittura ha fatto non solo il proprio mestiere ma anche quello dei suoi studenti universitari, giovani aspiranti scrittori. Eccentrica al punto da dedicarsi all’allevamento dei pavoni con la stessa intensità con cui si dedicava all’insegnamento della scrittura creativa: “L’ultima parola è dei pavoni“, diceva a chi le chiedeva lumi sul mistero di scrivere.

L’ultimo appuntamento, a cura di Giorgia Antonelli, è previsto per venerdì 3 aprile ed è dedicato a Simone De Beauvoir. Quando pubblica, nel 1967, La donna spezzata, il ritratto di tre donne devastate dall’assenza di un uomo, il suo femminismo non è pretesto letterario ma scoperta del sé: “La chiamano indulgenza, saggezza, quest’inerzia del cuore; e invece è la morte che si installa in noi poco a poco.” Ci sono numerose sorelle di Simone; eppure non esiste ancora un’altra personalità atlantica, capace di caricarsi addosso il vulcano con tutta la lava: “Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere”.

Tutti gli appuntamenti sono alle ore 19.00, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, presso Campus Libreria in via Toma 76, obbligatoria la prenotazione chiamando 080 926 0560 oppure scrivendo a giant@liberaria.it e a info@alessandraminervini.info.

Colette e Anais Nin – Ritratto di signore al Circolo dei lettori di Andria

Secondo appuntamento con le signore della letteratura al Circolo dei Lettori Andria.

Questa volta le protagoniste sono due francesi di razza: Anais Nin e Colette (Gabrielle Sidonie), raccontate come sempre da Giorgia Antonelli e la nostra Alessandra Minervini.

Non mancate!

(Se volete un assaggio dell’intervento su Colette, leggete qui http://www.alessandraminervini.info/4110-2/!)

Una storia tutta per sé: Scrivere Il Male con Marcello Introna

Una storia tutta per sé si allarga e lascia spazio ai primi ospiti letterari.

Sabato 14 Marzo

dalle ore 10 alle ore 14

vi aspetto nella Casa di Scrittura per scoprire il lato noir nei romanzi di Marcello Introna (in generale, nella letteratura).

Per informazioni su costi e promozioni, scrivetemi: info@alessandraminervini.info (CI SONO SOLO 8 POSTI)

IL SEMINARIO

Qual è il lato oscuro che alberga dentro una storia e dentro l’animo dei personaggi? Marcello Introna ci condurrà alla scoperta del lato noir dei suoi romanzi., passando per quelli che ha letto e amato. Un viaggipo letterario e intimo alla scoperta del (nostro) lato oscuro letterario.

MARCELLO INTRONA

Marcello Introna è nato il 21 gennaio 1977 a Bari, dove vive svolgendo l’attività di medico veterinario. Ha pubblicato “Percoco” (Grillo editore 2012- riedizione Mondadori 2016) e “Castigo di Dio” (Mondadori 2018). Collabora con la Gazzetta del Mezzogiorno e Il Fatto Quotidiano.

Una storia tutta per sé: Scrivere l’Infanzia con Ivano Porpora

Una storia tutta per sé si allarga e lascia spazio ai primi ospiti letterari.

Sabato 29  febbraio

dalle ore 10 alle ore 16

vi aspetto nella Casa di Scrittura per scoprire come scrivere dell’infanzia con Ivano Porpora.

Per informazioni su costi e promozioni, scrivetemi: info@alessandraminervini.info (CI SONO SOLO 8 POSTI)

IL SEMINARIO

La frattura con l’infanzia è il momento in cui il mondo magico dell’uovo esplode, e al suo interno una nuova vita capisce che nulla sarà come prima.  Nel seminario analizzeremo questo momento preciso, in cui l’innocenza non è più uno status ma diventa una scelta, e le regole vanno giocate volta per volta, dado dopo dado. Faremo un viaggio nella scrittura per tornare dove tutto inizia.

IVANO PORPORA

Ivano Porpora è nato a Viadana (MN) nel marzo del ‘76. Viadanese da sempre, quando leggerete queste righe abiterà a Milano. Ha scritto tre romanzi (La conservazione metodica del dolore, Einaudi 2012; Nudi come siamo stati, Marsilio 2017; L’Argentino, Marsilio 2018), una raccolta di fiabe, una di poesie, due favole; quando scrive sta bene, e in questo momento scrive.

 

Una storia tutta per sé: Scrivere le radici con Gabriella Genisi

Una storia tutta per sé si allarga e lascia spazio ai primi ospiti letterari.

Il 1 febbraio

dalle ore 10 alle ore 14,

vi aspetto nella Casa di Scrittura per scoprire come scrivere le proprie radici con Gabriella Genisi.

Per informazioni su costi e promozioni, scrivetemi: info@alessandraminervini.info (CI SONO SOLO 8 POSTI)

IL SEMINARIO

Ispirandosi completamente all’approccio consolidato del laboratorio di scrittura autobiografica, Una storia tutta per sé,

scopriremo insieme alla scrittrice come un luogo “personale” possa trasformarsi in un luogo letterario.

Una giornata con la scrittrice Gabriella Genisi per scoprire come nasce l’idea di storia, luoghi, personaggi

attraverso la narrazione delle proprie radici narrative e geografiche.

GABRIELLA GENISI

Gabriella Genisi è una scrittrice pugliese. Suo il personaggio del Commissario Lolita Lobosco, definita dalla critica la Montalbano al femminile e protagonista di sette romanzi editi da Sonzogno: La circonferenza delle arance (2010) Giallo ciliegia (2011) Uva noir(2012) Gioco pericoloso (2014) Spaghetti all’Assassina (2015) Mare nero (2016) Dopo tanta nebbia (2017). La teoria di Camila (Giulio Perrone 2018) Ha vinto molti premi letterari e suoi racconti sono presenti in antologie. Alcuni suoi articoli sono pubblicati sulle più importanti testate nazionali. In un sondaggio del Corriere della sera, insieme a Camilleri è risultata la giallista più amata in Italia. I diritti televisivi sono stati opzionati da Luca Zingaretti. Il suo ultimo libro è Pizzica amara, Rizzoli 2019. Dicono di lei e del personaggio: “Leggetela, potrebbe diventare la Camilleri pugliese” (Vanity Fair); “Una delle scritture più interessanti del nostro Paese” (Massimo Carlotto)

Ritratto di signore: Goliarda Sapienza e Elsa Morante al Circolo dei Lettori di Andria

Il 27 dicembre alle ore 19, vi aspetto con Giorgia Antonelli per una serata dedicata a due scrittrici che hanno fatto, in modi diversi, la storia della letteratura italiana.

Appumento al Circolo dei Lettori di Andria. Ingresso libero.

Venite, vi aspettiamo!

Ritratto di Signore, ciclo di incontri sulle voci letterarie femminili

Con il nuovo anno torna “Ritratto di Signore”, il format letterario curato da Giorgia Antonelli e Alessandra Minervini, giunto al suo terzo ciclo.
L’appuntamento è sempre alla LIBRERIA CAMPUS BARI di Francesca Crisafulli con quattro approfondimenti su quattro grandi voci femminili della letteratura.

– Sylvia Plath, 10 gennaio, a cura di Alessandra Minervini

– Emily Dickinson, 7 febbraio, a cura di Giorgia Antonelli

– Flannery O’ Connor, 20 marzo, a cura di Alessandra Minervini

– Simone de Beauvoir, 3 aprile, a cura di Giorgia Antonelli

Quest’anno gli appuntamenti sono di venerdì, sempre alle 19 e sempre con l’accompagnamento dei vini di EST! Vineria con cucina

costo: 5 euro a incontro
per info e prenotazioni: info@alessandraminervini.info

Regala(ti) una storia per Natale – Promozioni di Natale

Dal 12 dicembre al 12 gennaio promozioni, sconti, offerte su tutti i servizi.

Editing, Schede di Lettura, Valutazione Manoscritti, Corsi e Laboratori, Percorsi di Scrittura personalizzati in offerta.

Fate o fatevi un regalo pieno di storie da raccontare!

Per informazioni e dettagli scrivete a info@alessandraminervini.info

“La volta buona” di Massimo Lapolla a Bari – Giovedì 28 novembre – Libreria101

Massimo Lapolla l’ho conosciuto grazie a un regalo di Natale, che gli ha fatto sua moglie. Quel regalo ero io, anzi era un percorso di Writitng Coach con me.  Sua moglie mi ha contattato per chiedermi: fai scrivere mio marito, altrimenti sta male. Così, ho conosciuto Cesco e Pinin (che per  mesi ho chiamato senza i). Ho conosciuto una Torino che resiste alla decadenza, ho conosciuto Massimo che è un essere umano introverso e dunque un narratore delicato che però sa quando deve spingere sulla tastiera.

Il 28 novembre potrò finalmente rivedere i protagonisti del suo romanzo. Chiedere loro come si sta, là dentro tra quelle pagine. Qui un’anticipazione de La Volta buona edito Scatole Parlanti.

Ma sarà anche l’occasione per raccontare ai presenti come si arriva alla pubblicazione di un romanzo di cui quasi non si aveva nemmeno un’idea, prima di lavorarci insieme. A cosa serve una guida quando si scrive? Venite a scoprirlo Giovedì 28.

Vi aspetto il 28 novembre alle 19.

Info e dettagli qui.

“Viaggio nel mondo narrativo di Raymond Carver” con Valerio Pastore da SpineBookstore Bari, 16 novembre

“Un uomo può restare senza parole, ma le parole non possono restare senza l’uomo”. Alla perfezione di questa frase, si può aggiungere solo questo: uno scrittore può restare senza racconto ma un racconto non può restare senza Carver. Raymond Carver in una frase poteva racchiudere un universo. Considerato il padre del minimalismo letterario, ha raccontato l’America sbugiardando le sue distorsioni quotidiane. Carver è il sovrano delle short stories. Per alcuni versi si può dire che ha reinventato le storie brevi, dando loro la completezza e l’essenzialità di una scrittura senza fronzoli.

In occasione dell’incontro con l’artista e illustratore pugliese Valerio Pastore, con molto piacere vi racconterò chi era Raymond Carver. Anzi, chi è Raymond Carver per me.

Sarà una chiacchierata che attraverserà il mondo narrativo e immaginifico dello scrittore, partendo dal primo graphic novel italiano a lui dedicato: Carver – Una storia a cura di Valerio Pastore e di Valentina Grande (BeccoGiallo Editore).

Vi aspetto sabato 16 novembre alle ore 19 da SpineBookStore presso L’officina degli Esordi

Info e dettagli qui

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