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La piccola Resistenza dell’editoria italiana

A proposito di piccola editoria, Giacomo Verri, scrittore , qualche giorno fa si è chiesto se e come questa possa essere paragonabile alla Resistenza italiana. L’articolo, commissionato dalla rivista nazionale dell’anpi,  Patria Indipendente,  ha  un complesso ma chiaro punto di vista sulla situazione attuale. Consiglio infatti di leggerlo per intero qui

 Io, invece, ho scelto questo passaggio, quello finale, dal momento che l’interesse maggiore consiste, per me, nel capire  se e come lavorare, ma anche pubblicare, oggi nella piccola editoria possa essere paragonabile o meno alle lotte dei compagni partigiani contro il fascismo.

Giacomo Verri scrive:

Resistere significherà quindi mettere un freno alla marcia a tappe forzate imposta dal mercato, vorrà dire opporre alla frenesia una tenace perseveranza. Perché? Perché comunque mancherebbe un motore sufficientemente aggressivo, perché a correre a rotta di collo tutti insieme si finisce per cadere, e perché ogni libro – ben più di un diamante – dovrebbe essere per sempre.

Sollecitata dall’autore, e da questa conclusione, con cui sono in buona parte d’accordo, ho messo in ordine il mio punto di vista che sintetizzo qui, e dico:

Lavorare nella piccola e media editoria non significa compiere una Resistenza partigiana. Per assurdo, la resistenza, la vera lotta, è fuori da questi contesti. In circuiti totalmente “handmade o selfmade”. Nelle scelte che non si fanno. Oggi il contesto della piccola e media editoria racconta una fase in cui non c’entrano più gli ideali condivisi e non c’è un solo nemico da combattere. Viviamo la fase “cane che si morde la coda”. Le cose migliori le pubblica la piccola e media editoria ma questa, guardiamo in faccia la realtà, di fatto non esiste. Pubblica cose buone, anche ottime, anche meravigliose, però non esiste. Non è sul mercato a sufficienza, non ha nessuna forza nelle recensioni, ha una vita brevissima. Per cui se di Resistenza si tratta allora è soprattutto una resistenza elettrica: capace o incapace di far passare “elettricità” (idee, risorse, progetti) per ottenere energia. Pubblicare un libro che arrivi a più lettori possibili; mantenere in piedi piccole aziende in grandi difficoltà; preservare il proprio ruolo all’interno di una redazione; valorizzare a livello nazionale il lavoro di una squadra di provincia è oggi una lotta, una resistenza, ma individuale.

Mi piacerebbe sapere se regge questo discorso Resistenza/piccola editoria e intanto ringrazio Giacomo per la vitalità delle parole e delle idee.

Non si finisce mai di finire. Come si fa a terminare una storia.

In parte il motivo per cui sono dipendente dalla lettura è l’illusione di vivere in una storia che non finisce mai. In parte la mia dipendenza dai libri nasce dalla necessità di non arrivare mai alla fine di una storia, di non essere abbandonata dai personaggi che amo. In parte questo potrebbe sembrare un malessere. Lo è. Ma in parte.

Quello che trovo interessante per una persona, dipendente dalle parole come me, è la capacità che ha di portare avanti delle storie per sempre. Questo è ciò che chiedo a un romanzo. L’eternità. La postulo prima di tutto come lettrice. Quando comincio un libro, quando sfoglio per la prima volta le sue pagine accomodandomi nella lettura, quello che chiedo è:  non lasciarmi. Non farmi arrivare a un finale definitivo;  come avviene con la Natura fa lo stesso anche con l’arte. Fa che io possa sentirmi completa in un’esperienza che fa della sua incompiutezza la perfezione.

Il destino vuole che oggi, in Italia, il canone della compiutezza, io lo chiamo il paradigma orrorifero dell’excel, cerchi e obblighi non più solo alla chiarezza ma alla compilazione di un significato certo. Un tempo era la creazione di incertezze che si richiedeva a chi scrive. Oggi bisogna essere quasi compilativi per scrivere una storia se si  vuole che poi questa venga letta.

Ebbene questo mi fa parecchio pensare che forse, se si prosegue con il canone dell’excel, non avremo più, o almeno non spesso, in Italia, perché altrove non è così, leggete americani, lo dico da sempre e non mi sento affatto antipatriottica nel sostenerlo ma mi sento nel mondo, non avremo più, dicevo, opere d’arte. Capolavori mozzati, storie assurdamente realistiche, parole incompiute e per questo preziose. Come avveniva in passato. Penso a Buzzati dove non tutto torna, eppure. Penso a Tondelli, penso a Pavese. Penso alle loro incompiutezze senza le quali non avrebbero  senso.

La Natura è incompleta. L’Arte è molto simile alla Natura.

Dovremmo tutti scrivere come canta lei, come canta Etta James “At last”.

La sentite la fine? Io no. Non la sento. Sento un inizio. Definitivo.

“Il Colbacco”: #Guestbook n. 1 di Gessica Franco Carlevero

By alessandra guestbook

Il colbacco, Vladimir Vojnovič, Einaudi

Dalla copertina: “La strampalata ribellione di un conformista a tempo pieno”.

Motivo per leggerlo: Perché fa sorridere. Perché è il ritratto di un periodo, gli ultimi anni dell’Unione Sovietica, e di un ambiente, quello degli scrittori integrati al regime. E soprattutto perché mostra le ridicolaggini, le paure, l’altalenante senso di inferiorità e superiorità tipico di chi scrive.

Momento della vita in cui l’ho letto: Dopo un lungo periodo in cui non leggevo letteratura dell’est. Con il Colbacco ho ritrovato lo sguardo, l’umorismo, la precisione e l’intelligenza tipica della tradizione letteraria russa, la maniera di parlare dei disgraziati, la filosofia dietro un colbacco di pelo di gatto. Ma questo è valso per me.  In generale, forse, un buon momento per leggere Il colbacco è quanto ci si prende troppo sul serio, quando si è davvero soddisfatti di quel che si fa. O al contrario, quando si è sfiduciati, quando ci si sente vittime di un complotto mondiale. Questo libriccino aiuta ad alleggerire le paturnie di chi scrive o comunque di chi ha a che fare con i libri.

Citazione preferita: Una volta battuto a macchina il titolo del romanzo, Efim cercò di immaginare che effetto avrebbe avuto la parola “Operazione” scritta in verticale. Il fatto è che tutti i suoi più recenti romanzi avevano titoli composti da un’unica parola. E non era un caso. Efim aveva da tempo notato che la divulgazione delle opere letterarie era decisamente facilitata quando i titoli venivano utilizzati per i cruciverba. Le parole crociate sono ottimi veicoli pubblicitari, sottovalutati da quegli autori che davano alle loro opere titoli come Guerra e paceChe disgrazia l’ingegnoDelitto e castigo. Alcuni tuttavia si erano dimostrati più lungimiranti e avevano scelto titoli come Poltava oppure Oblomov. Efim era molto fiero di aver saputo scoprire, da solo e senza l’imbeccata di nessuno, questo semplice escamotage propagandistico delle proprie opere. E non di rado ne vedeva il risultato, allorché, nei cruciverba pubblicati su “Vecerca”, sulla “Moskovskaia Pravda” e addirittura “Ogonek”, egli leggeva la tanto agognata definizione: “Romanzo di E. Rachlin”.

Ringrazio Gessica Franco Carlevero, lettrice illuminata, che vi invito a seguire nel suo Cantiere di Scrittura.

Questo è il primo #guestbook di una lunga serie. Se vuoi partecipare, leggi qui.

“Consigli, metodi, modelli ed esorcismi per pubblicare il proprio inedito”

A partire dal 5 marzo a Bari succede una cosa parecchio bella per chi scrive ma non ha la più pallida idea di come pubblicare la propria storia. Questa cosa molto bella si chiama “Scrivere un romanzo (per pubblicarlo)” ed è un corso di scrittura che, per la prima volta a Bari, si occupa in particolar modo, di una questione fondamentale per chi scrive: come faccio a pubblicare? Il corso si articola in tre weekend con due scrittori che vi consiglio di seguire e di leggere: Carola Susani e Giordano Meacci. Potete leggere qui il calendario dei corsi  e le modalità di iscrizione.

 All’interno di questo corso ho un modulo anche io, ESORDI LETTERARI, che condivido con Giorgia Antonelli . Quello che succederà nella giornata che mi vede ospite è più o meno quello che ho scritto qui. Lo riporto per tutte le persone che mi hanno scritto: cosa significa “esordi letterari”?

ESORDI LETTERARI

Consigli, metodi, modelli ed esorcismi per pubblicare il proprio inedito”

a cura di

Alessandra Minervini

(sabato 19 marzo ore 10.00-13.00/14.00.17.00)

Ho terminato il mio romanzo e adesso? Nella prima parte della giornata la lezione sarà molto interattiva. I partecipanti potranno inviare alla docente un estratto del loro inedito, meglio se l’incipit o, per chi non avesse iniziato a scrivere ma avesse una buona idea da sviluppare, va bene anche la sinossi e/o il concept della storia. Questi estratti non devono superare le 10 cartelle (30×60) ciascuno.

Durante la lezione analizzeremo alcuni dei lavori inviati confrontandoli con la storia, passata e presente, di alcuni tra i migliori esordi letterari italiani. Perché hanno funzionato? Perché li abbiamo amati? E soprattutto come mai sono stati accolti così bene dagli editori e dai lettori? Alcuni di questi libri saranno analizzati creando un confronto con la prima versione (inedita, a cui ho lavorato) e quella che poi è stata pubblicato in seguito al mio editing.

L’obiettivo di questa prima parte è fornire un quadro esaustivo del panorama degli esordi in Italia per consentire a chi vuole pubblicare di orientarsi meno con le stelle e più con i piedi per terra.

Come avviene la selezione degli inediti in Italia. Nella seconda parte della lezione, invece, l’argomento principe sarà questo: un accurato viaggio nel mercato dello scouting letterario italiano. Un percorso ragionato su come sia realmente possibile esordire in Italia. Le questioni a cui daremo una risposta sono le seguenti:

  • Case editrici che cercano esordienti

  • Concorsi letterari validi e non fake

  • Agenzie letterarie utili da consultare,

  • Riviste letterarie che danno spazio agli inediti

  • Scuole e corsi di scrittura utili o meno utili

L’obiettivo di questa seconda parte è quello di fornire ai partecipanti gli strumenti per proporre, senza perdere tempo e alimentare vane speranze, i propri inediti letterari ai canali giusti.

LAB SENTIMENTALE – Laboratorio di scrittura e psicologia espressiva

A fine gennaio comincia la seconda edizione del Laboratorio di Ri-educazione Sentimentale. Allego il comunicato, e vi aspetto!

Lab Sentimentale

Il laboratorio avvicina i partecipanti alla lettura e alla scrittura con maggiore senso critico, per confrontarsi, conoscersi, imparare a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni. Il percorso unisce la scrittura e le tecniche della psicologia espressiva al fine di risvegliare la consapevolezza del proprio sé nelle relazioni quotidiane: amore, famiglia, lavoro, amicizia. La scrittura creativa, abbinata a percorsi di psico-lettura e di coaching di gruppo, è il mezzo attraverso il quale, in ogni incontro, i corsisti imparano a (ri)conoscere le proprie emozioni attraverso esercizi ad hoc e la lettura dei grandi classici contemporanei della letteratura (romanzi, poesie, racconti).

DOCENTI

  • Dott.ssa Alessia Marconcini, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia individuale e di coppia
  • Dott.ssa Alessandra Minervini, editor, storyteller e consulente della Scuola Holden, fondata dallo scrittore Alessandro Baricco, il suo sito è www.alessandraminervini.info

BREVE SCALETT
Il coaching, attraverso le tecniche dei laboratori esperienziali di gruppo, affronta queste tematiche:
1. l’ascolto delle emozioni e la percezione sensoriale ed emotiva della realtà esterna;
2. la memoria e la consapevolezza dell’esserci;
3. la ricostruzione emozionale e mentale dei vissuti.

Alla fine del laboratorio il corsista avrà imparato a raccontare la propria storia, rileggere l’essere in relazione con gli altri, rinegoziare le proprie scelte, immaginare finali diversi.

Nel laboratorio di scrittura e lettura saranno affrontati i seguenti macro argomenti:
1. il senso del narrare (motivazioni e suggestioni con cui nasce una storia);
2. il personaggio principale (come si struttura e come entra in relazione con gli altri elementi della storia);
3. i dialoghi;
4. la riscrittura (editing).

Durante il laboratorio è prevista la stesura di un racconto individuale, le cui fasi di scrittura, dall’invenzione all’editing, sono seguite direttamente dalla docente.

A CHI SI RIVOLGE
Il laboratorio si rivolge sia a chi non ha mai scritto nulla e sia a chi, invece, sta sviluppando una idea di scrittura non necessariamente finalizzata alla pubblicazione ma piuttosto alla conoscenza di se stessi: lo sviluppo della capacità creativa, attraverso le tecniche di scrittura e del laboratorio espressivo di gruppo, consente di trasformare in parole il proprio sentire, dare significato alle emozioni o descriverle per il solo piacere di scrivere.

COSTI E GIORNI
Il laboratorio ha un costo complessivo di per ciclo( 280,00 Euro (IVA Inclusa) per 7 incontri, un venerdì pomeriggio a settimana(18.00 – 20.30) . Ogni incontro ha una durata di 2 ore e mezza) per un totale di 16 ore. L’inizio del laboratorio è previsto per il 22 gennaio alle ore 18 fino alle 20.30.

Pre-Iscrizione obbligatoria, i posti sono limitati (min. 6 – max. 15).

Per info e contatti:  Biblioteca Comunale “Eustachio Rogadeo”

EVERYTHING STARTS NOW. (Newsletter #2)

By alessandra NEWSLETTER

Questa è la mia seconda newsletter, quella che ho inviato a dicembre. La pubblico in attesa della prossima che arriva l’11 gennaio ovvero lunedì prossimo. Vi iscrivete?

Di cosa ho scritto: Miranda July, Goliarda Sapienza, personaggi secondari, zucchine bianche, scrittura autobiografica, corso di cucina, consigli di lettura, percorsi di scrittura, libri e letture natalizie

Questa donna è Miranda July. Miranda July è un’artista, musicista, perfomer, scrittrice, regista, storyteller. Tutto quello che crea ha a che fare con le parole. Una paroliera. Un meraviglioso pallottoliere vivente. A lei mi sento legata. Anche se non ci conosciamo, e non credo succederà mai. Ma a volte, per me, è come se. Come se raccontassimo la stessa storia. Ognuna di noi a modo suo, nella propria vita. Combinando le lettere esatte del proprio pallottoliere.

Miranda July, ci tenevo a presentarvela. La considero una delle mie amiche immaginarie che mi tiene compagnia mentre lavoro (e scrivo). Tutti abbiamo amici immaginari. È fondamentale averne un paio, soprattutto se lavori per ore in una stanza davanti a un pc senza parlare o vedere nessuno. (A proposito, quali sono i vostri amici immaginari?) I miei sono proprio come quelli dei bimbi. Solo che questi esistono. A volte sono morti. A volte no. Miranda July per fortuna vive, e scrive insieme a noi. E ogni cosa che crea è imperfetta. E per questo non sbaglia mai. E per questo la trovo attraente. La mia amica immaginaria Miranda July non ha manie di perfezionismo. Non fa della sua arte un paradigma. Non vuole fare scuola e nemmeno facili proseliti. Crede, come me, nella narrazione solo quando essa si traduce in comunicazione. Fa quello che sa fare e quello che sa fare le piace. In questo articolo, Miranda July racconta la sua storia (che sintetizzo e consiglio di leggere per intero).

“EVERYTHING STARTS NOW.”

  1. Per prima cosa la disciplina. La narrazione è disciplina. Quando si inventa, crea, un progetto si inizia una vera e propria relazione con questo. Per cui ci vogliono: pazienza, amore, consapevolezza, cura quotidiana, zero ansia e la giusta leggerezza che consente ai legami di crescere con libertà.

  2. Ogni cosa comincia adesso. Ha ragione Miranda July. Bisogna sentirsi letteralmente la prima persona che sta scrivendo un libro, un film, un racconto, un testo, un post nel proprio blog. Che sta inventando una collezione di moda. Una sedia. La prima persona al mondo che lo fa. Chi si confronta troppo con altri esempi smette di vedersi come esempio. Smette di percepirsi come outsider e come principiante. Smette di creare. Inizia a vedersi come un numero dentro un elenco.

  3. Confrontarsi con il mondo esterno e interiore. In apparenza contraddice il punto due. Non è apparenza. La contraddizione consapevole è un motore intelligente per chi crea. Alimentare esperienze per alimentare l’osservazione per alimentare l’immaginazione. Non fermarsi al proprio sguardo, cercare quello di altre persone, simili e non, sconosciute soprattutto. Sentirsi liberi e libere, donare.

REMINDERS

(Ovvero: le cose del mese di novembre che mi sembrano interessanti)

  • Sono stata ospite del “Cantiere di scrittura” di Gessica Franco Carlevero. Ho raccontato come scrivere di se stessi in cinque punti. Gli stessi punti con cui ho cucito su misura un percorso, adatto a chi ama leggere e scrivere, che si chiama “Una storia tutta per sé”. Ci tengo molto e presto lo replicherò a Bari. Per prenotare il vostro posto o farmi qualsiasi domanda in merito, non esitate a contattarmi: info@alessandraminervini.info
  • Ho scritto il mio primo e ultimo #Guestbook. La stanza degli ospiti del mio blog. Un luogo dove tutti possono consigliare un libro. Io ho consigliato “L’arte della gioia” perché Goliarda Sapienza è un’altra mia amica immaginaria, e i suoi libri sono amuleti. Qual è il vostro consiglio di lettura? Me lo mandate?

La prossima newsletter arriva l’11 gennaio. Temi caldi, nonostante il periodo, tra cui: a cosa serve seguire un percorso di scrittura (con me) e cosa avviene dopo averlo seguito.
Vi aspetto.
Intanto, grazie (a chi si è iscritto e non si è cancellato) e a presto ( a tutti gli iscritti e a quelli che vorrete far iscrivere).

La cucina del racconto #4

Mercoledì 13 gennaio alle ore 20.00 riprende #lacucinadelracconto, l’unico laboratorio di scrittura e di cucina a Bari. L’incontro si terrà sempre da Eataly, questa volta protagonisti saranno: i secondi di pesce e l’ambientazione narrativa. Quest’ultima, l’ambientazione narrativa, è la parte del laboratorio che mi vede coinvolta.

L’ambientazione è il modo in cui chi scrive mostra a chi legge dove si troverà e quanto più si restringe il campo tanto più allarga l’orizzonte.

Cose da dire sul prossimo appuntamento

  • Racconteremo come si fonda un mondo narrativo
  • Partiremo da quelli già esistenti, romanzi e non solo
  • Ci eserciteremo per crearne uno per il nostro Ettore
  • Leggeremo meraviglie come questa.

Il cardillo addolorato”, 1983 Anna Maria Ortese: “Il padrone di casa, senza compagnia di domestici (a quell’ora certamente ancora svegli, ma il Guantaio era un uomo semplice), li attendeva, solo, in cima a una bella scala di marmo, da cui s accedeva a un atrio vasto e deserto. Tutto intorno, specchi in cornici dorate, orologi francesi, lampadari, porcellane di Sevres e cristalli di Boemia; e ancora specchi, tendaggi con nappine di seta, e alti candelieri in fiamma. Non un quadro, tuttavia, né un tappeto né un libro; e ciò procurava una sensazione di freddo”.

Cose da portare

  • Gli esercizi a casa per chi li ha fatti.
  • Una storia che abbia un mondo narrativo molto riconoscibile.
  • Un quaderno e una penna, per scrivere le ricette di pesce del nostro Giovanni Rana (non quello dei tortelli, molto di più).
  • La puntualità.

Per Informazioni: Tel. +39 080 6180401
Per acquistare il singolo evento è possibile farlo direttamente presso la sede di Eataly Bari oppure online.

(Vi siete iscritti alla mia newsletter?  La prossima arriva l’11 gennaio )

Essere intollerante – Il mio augurio per il 2016

La parola del 2015 per me è INTOLLERANTE. Io non avevo intolleranze fino al 2015. E non mi riferisco ad alcuna forma di razzismo, sessismo, snobismo, egocentrismo. Intolleranze alimentari. Mi limito a questo ambito. Essere intollerante a una verdura, una proteina, un latticino, una qualsiasi cosa. Ho scoperto, intorno a me, che ci sono più intolleranze alimentari di nuvole in cielo. E di nuvole in cielo ce ne sono sempre parecchie, almeno sulla mia testa.

INTOLLERANTE è la mia parola perché l’ho usata per la prima volta quest’anno. Sono circa 35 anni che non mangio parmigiano/grana. Da un trauma infantile subito alla scuola materna. Sono quindi circa 35 anni che (almeno in Italia) prima di mangiare in qualsiasi posto (a volte anche in pizzeria) sono costretta a dichiarare: “per me senza parmigiano” e, subito dopo, a rispondere all’impellente domanda: “come mai?”, con un ansioso “perché non mi piace, mi fa proprio schifo, lo odio, mi fa venire il vomito, va bene?”. Di solito dopo questa mia risposta, la maggior parte delle persone si stupisce, si dispiace, si chiede se io sia “diversa”.

Dopo tutti questi anni ho deciso, spinta da un ingenuo istinto emulativo, a cambiare la mia risposta in: “perché sono intollerante”. Per tutti adesso è un sollievo. È  bastata una parola. Una parola che io detesto e che credo di aver pronunciato (riferita a me stessa) poche volte. INTOLLERANTE. Eppure, funziona.

Adesso sono libera di non mangiare il parmigiano. Adesso sono intollerante anche io.

Questo è il mio augurio per il 2016. Non di essere intolleranti. Ma di trovare la parola giusta. Che ognuno di noi riesca a trovare la propria parola magica. L’unica che ci rende liberi di essere noi stessi.

Scrivere di sé, laboratorio sentimentale, pubblicare un romanzo. I miei corsi di scrittura per il 2016.

Si dice che come semini così raccogli. Nel 2015 non ho seminato niente. Ho raccolto una buona parte di quello che avevo seminato l’anno precedente. Il proverbio si è rivelato ancora una volta esatto. Tipo: ho ricevuto più regali di quelli che ho fatto ma solo perché ne avevo fatti in abbondanza gli anni precedenti. Come semini così raccogli.

Nel 2015 ho deciso di mettere su questa mia casa virtuale in attesa di poter costruire qualcosa di simile anche nella realtà. Qualcosa che abbia un tetto, delle pareti e dei banchi anomali dove leggere libri come se fosse l’ultimo giorno al mondo per farlo. Ma intanto sono qui. Nel mio spazio tutto per me, questo blog e questo sito grazie ai quali sono diventata indipendente e questa mia indipendenza (professionale) significherà nel 2016 nuove storie e nuovissimi corsi di scrittura. Per cui nel 2016 si torna a seminare, ho raccolto abbastanza e sono anche parecchio grata a chi c’è stato e sono ancora più grata a chi non c’è stato perché, a volte, certe assenze invece di lasciare vuoti li colmano.

Corsi che sto preparando per il 2016 e di cui scriverò ogni settimana a partire da metà gennaio (ma intanto è bene finire l’anno con la prospettiva di imminenti inizi):

  • Una storia tutta per sé: Come raccontare se stessi ed essere felici.  Il laboratorio di scrittura autobiografica ormai in vita da tre anni  con grande successo  grazie anche all’amore e alla dedizione dei corsisti. Dedicato a chi vuole scrivere la propria storia. Adatto solo a chi è consapevole del fatto che ci sarà “un prima” e “un dopo” questo percorso. Il c orso partirà a Febbraio. Ci sono solo 8 posti…ehm adesso solo 5!
  • “Scrivere un romanzo per pubblicarlo” – Scuola del libro. Il 19 Marzo mi occuperò di esordi letterari. È il mio lavoro. Ma è la prima volta che lo condivido per trasmettere la mia esperienza, e spero anche un po’ del mio intuito, ai corsisti. Questo corso, che ospita altri moduli che se fossi in voi non perderei tipo con la scrittrice Carola Susani e lo scrittore Giordano Meacci, ha l’obiettivo di raccontare (insegnare è una parola che non si addice al mio approccio) a chi vuole pubblicare  come fare e soprattutto come non fare.
  • Lab sentimentale: Laboratorio di scrittura e psicologia espressiva Seconda edizione del laboratorio sentimentale dedicato alle emozioni e alla scrittura che condivido con la psicoterapeuta Alessia Marconcini. Il laboratorio si rivolge sia a chi non ha mai scritto nulla e sia a chi, invece, sta sviluppando un’idea di scrittura  finalizzata alla conoscenza di se stessi: lo sviluppo della capacità creativa, attraverso le tecniche di scrittura e del laboratorio espressivo di gruppo, consente di trasformare in parole il proprio sentire, dare significato alle emozioni o descriverle per il solo piacere di scrivere.Il corso si terrà in primavera, a Bitonto e precisamente qui.

Per tutte le informazioni, i dubbi, le richieste ma soprattutto per le pre-iscrizioni scrivetemi: info@alessandraminervini.info

“Dove chi entra urla” con Giò Sada #2

Una prima parte della rassegna stampa sul film tratto dal mio racconto “Dove chi entra urla” pubblicato sulla rivista letteraria “Colla” nel gennaio 2013.

P.s. La “tenda” che alcuni giornalisti riportano è in realtà un sottano (tipica abitazione barese nella città vecchia).

Repubblica Bari:

Sorrisi e Canzoni:

Il Sole 24 ore:

Vanity Fair:

La Gazzetta del Mezzogiorno:

Il Quotidiano di Bari:

TGR PUGLIA

TG BARI

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