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OverTour – In giro con “Overlove”

✭ Il 3 novembre Overlove arriva nelle librerie di tutta Italia! ✭

Dal 5 novembre io e il mio romanzo saremo in giro per l’Italia a raccontare cosa significa scrivere un romanzo d’amore senza parlare di amore.  Siete tutti invitati ad ascoltare e intervenire per raccontare il vostro #overlove.

Il calendario è in continuo aggiornamento.

OVERTOUR


  1. 29 ottobre Roma – Libreria Assaggi – con Amleto De Silva

  2. 5 novembre Matera – Liberia dell’Arco con Giuditta Casale
  3. 9 NOVEMBRE Bari– libreria Laterza ore 18 – con Antonella Gaeta e Giorgia Antonelli
  4. 12 NOVEMBRE Campobasso – Caffè Livre ore 18 con Letizia Bognanni
  5. 17 NOVEMBRE Torino – libreria Luxemburg ore 18.30 con Demetrio Paolin
  6. 20 NOVEMBRE Milano – Bookcity ore 17 con Andrea Coccia, incontro dal titolo “Esordire al femminile”
  7. 25 NOVEMBRE Bari – Libreria coop c/o Eataly- ore 19,30 – Lezione Aperta con interventi dei miei ex corsisti
  8. 27 NOVEMBRE Corato – Teatro Comunale ore 19.00 nell’ambito di “Tu non conosci il Sud”
  9. 2 DICEMBRE Molfetta, ore 19.30 – Libreria Il ghigno  con Lucia Perrucci
  10. 10 DICEMBRE Roma – Fiera “Più libri più liberi” ore 13.00 con Simonetta Sciandivasci
  11. 18 dicembre, Overparty – Bari
  12. 15 Gennaio,  ore 18.30 Reading e concerto con Pietro Verna, Noci, Chiostro delle Clarisse
  13. 20 gennaio, Bari, Libreria Coop (c/o Eataly), ore 20, con Amleto De Silva 
  14. 4 febbraio, Bari, Libreria Campus, con Emma Cannava
  15. 10 Febbraio, Bitritto (Ba) Libriamoci, con Giancarlo Visitilli
  16. 9 marzo, ore 20, Palo del Colle (Bari) – RIGENERALAB, Laboratorio Urbano, inteviene Rossella Giugliano
  17. 12 Marzo, Corato,  Libreria Ambarabacicicoco’
  18. 22 Marzo, Bologna – Libreria Trame ore 18.00 – con Marilù Oliva e Franco Arba
  19. 23 Marzo, Parma – Libreria Diari di Bordo ore 18.30 – con Jacopo Masini
  20. 24 Marzo, Piacenza – con Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani
  21. 31 Marzo, Bitonto, 18.30 – Libreria del Teatro con Barbara Buttiglione
  22. 22 Aprile, Pistoia, Les Bouquinistes 
  23. 23 Aprile, Firenze, La Cité
  24. 24 Aprile, Viareggio, Libreria Lettera22
  25. 6 maggio, Roma, Libreria Teatro Tlon, con Carlotta Colarieti e Federica Albano
  26. 3 giugno, Ivrea, La Grande Invasione, con Jacopo Cirillo
  27. 15 Giugno, Santeramo –  Libreria Equilibri 
  28. 9 Luglio, Locorotondo, Dock’s con Antonio Lillo
  29. 30 luglio, Bari, Festival del Racconto, il Film

#Ov su “Cinebrì”

Al centro di Overlove, come si evince dal titolo, vi è un sentimento che non è semplice amore. Va oltre. È esagerato. È Over. “Non abbastanza, quindi troppo. Troppo amore non è abbastanza amore”. Amare oltre misura è travolgente, ma poi ti annienta. È una droga. Significa sentirsi vivi solo nei momenti più intensi, sentirsi disposti a perdere tutto per non far svanire l’effetto. Ma l’effetto svanisce e ciò che resta è solo l’over senza il love.

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Conversando con Il Tè tostato alla Grande Invasione

Ho ascoltato autori esordienti parlare, felici, del proprio libro e della propria esperienza, ho chiesto in giro quale fosse il valore del festival, cosa fosse La grande invasione e su Twitter ho raccontato la risposta di Alessandra Minervini e che era lì per il suo primo romanzo, Overlove (Liberaria).

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La vita inedita di una scrittrice #21

By alessandra vitainedita

Sono alla quarta puntata dI Twin Peaks. Lo attendevo, lo ammetto. Molte visioni e allucinazioni di Lynch hanno nutrito i miei benefici malesseri pre-letterari. Solo che adesso, resto sbalordita e spaventata.

Il punto del sequel di Twin Peaks non è tanto quello di essere meglio o peggio della prima serie ma di esserlo, o non esserlo, rispetto alla realtà. La vita. Questa, la realtà (collettiva e individuale) rispetto a quando ci chiedevamo chi avesse ucciso Laura Palmer, è diventata alquanto peggio, quindi meglio, degli incubi di Lynch. Insomma, posso dire che finora non ho visto cose che voi umani: eccetera eccetera. (Grande plauso, comunque, alla battuta della rediviva Laura:” Sono viva e quindi sono morta”.)

#ov su “Il giro del mondo attraverso i libri”

“Overlove” di Alessandra Minervini (LiberAria editrice, 200 pagine, 12 €) è suddiviso in tre parti – la prima e la terza narrate in terza persona, la seconda in prima persona -, è un libro dove il linguaggio usato dall’autrice è a tratti scorrevole, a tratti più barocco, con termini e paragoni che colpiscono; magnifiche sono le descrizione della Puglia, fotografata con leggerezza ma precisione, dove brillano i suoi colori e le sue sfumature, ma anche difetti e peculiarità.

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Presentazione de “La Congiura” ore 18.00, 30 maggio, libreria Laterza

By alessandra Uncategorized

Quando una persona che conosco, perché incontrata tra le storie dei miei corsi e laboratori, pubblica un romanzo io non mi stupisco. Lo ammetto. Perché conosco la storia che c’è dietro quelle storie: la determinazione, l’umiltà, la capacità di dialogare con gli altri e con se stessi, il riconoscimento del proprio fallimento e l’orgoglio di avercela fatta. Sono cose che uno pensa, dovute o retoriche. Invece no, io quando una persona lavora veramente alla propria storia e poi riesce a pubblicarla non mi stupisco affatto. No.

La persona di cui sto parlando è Federica Introna che ha appena esordito con “La congiura” che presentiamo insieme il 30 maggio da Laterza.  Le ho chiesto di raccontare un po’ cosa succede quando si lavora per anni alla stessa storia, lei ha scritto questo e la ringrazio.

Quando mi iscrissi al laboratorio di Alessandra, avevo appena terminato il mio romanzo, terminato nel senso che quello che avevo scritto aveva un inizio, uno sviluppo e una fine… ma era ben lungi dall’essere compiuto. Ne ero consapevole e per quello mi trovavo lì, non sapevo, tuttavia, quanto e soprattutto in che modo avrei dovuto lavorarci, come del resto tutti coloro che seguivano il corso con me: un bel gruppo di amanti della lettura e della scrittura, diversi per stile ma accomunati dal forte desiderio di apprendere.

Il laboratorio cominciò giustamente dall’incipit: dopo la prima lezione capii che io ed Epicari, la protagonista dell’opera, ci saremmo frequentate ancora per molto tempo…

La mia scrittura era chiara, documentata, aveva pure un certo ritmo, ma non possedeva l’incisività e la profondità indispensabili a valorizzare la materia complessa, direi “bollente”, che avevo scelto. Raccontavo la storia di una donna in crescita e in lotta, ma di fatto nelle pagine iniziali mi ero concentrata di più sui personaggi maschili: c’era Anneo Mela, c’era il Maestro, ma lei, la congiurata non emergeva come avrebbe dovuto. Fu allora che nacque “la mia dea”, che “nei suoi occhi d’ossidiana” accesi un lampo: fu allora che riuscii a fondare il mondo che avrebbe accompagnato il lettore nel resto del romanzo. E non fu un parto facile… Scrivere è riscrivere, più e più volte, finché le parole abbiano l’evidenza delle immagini e compongano in modo coerente il mosaico della vicenda.

Nel laboratorio imparai anche un altro aspetto importante per qualsiasi narrazione: snellire e limare i dialoghi,  andando alla ricerca della voce di ciascuno dei personaggi. Avevo letto Raymond Carver ma fino ad allora non sentivo di chiamare le figure che creavo “la mia gente”… Bene, pian piano Volusio Proculo, Calpurnio Pisone e tutti gli altri divennero proprio questo: “la mia gente”. Se l’autore non acquisisce dimestichezza con i personaggi non si capisce perché debbano acquisirla i lettori.

L’esperienza del corso insomma è stata fondamentale per fermarmi a considerare, sotto gli occhi critici di una valida guida, i punti deboli e i punti di forza del romanzo e iniziare a scavare in me stessa, nel mondo che mi circondava, nei referenti letterari, per raccontare davvero la storia di Epicari.

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Overlove goes to “La grande Invasione” ad Ivrea

L’anno scorso, di ritorno da Ivrea, scrissi questa cosa qui. Avevo appena consegnato il romanzo, Overlove non era più una cosa mia. Era una #vitainedita fa. Quando ho scritto questa cosa, non avrei mai immaginato che, un anno dopo, con quel romanzo, sarei stata invitata tra gli esordienti. E invece, consultando il programma de “La grande invasione” è proprio così. Ci vediamo il 3 giugno alle 3 del pomeriggio che, per quanto mi riguarda, a livello di kabala va già benissimo.

#ov su TgTreRai Puglia

“La voce è l’ultima cosa che se ne va quando una persona sparisce, non si dimentica. Le parole diventano una lingua perduta ma le storie che ha raccontato continuano a esistere, mettendo alle strette chi rimane.”
Nella puntata di sabato scorso di “Ti consiglio un libro” Enzo Quarto consiglia la storia di Anna e Carmine.

Ecco il video (min.16)

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“La congiura” di Federica Introna – #dopolavoroletterario n. 12

Federica Introna ha frequentato uno dei miei laboratori, diversi anni fa. Dal primo momento, Federica è stata per me Epicari: il nome che, durante le ore del corso, le scivolava tra le labbra due parole no e una sì. Il nome della protagonista del romanzo di cui aveva scritto la prima bozza e che , all’epoca, si chiamava “La congiurata”. Come lei stessa dice: “Il laboratorio cominciò giustamente dall’incipit: dopo la prima lezione capii che io ed Epicari, la protagonista dell’opera, ci saremmo frequentate ancora per molto tempo.” Da allora, scrivendo e riscrivendo, Epicari è diventata “La congiura” e Federica, dopo aver vinto l’ultima edizione del concorso Ilmioesordio, ha pubblicato con NewtonCompton che ringrazio per l’estratto tratto dal libro.

Marte lo attendeva lì. Il dio che aveva voluto i Romani a capo del mondo giaceva nel fango, imbrattato e impotente. Qualcuno aveva rovesciato il simulacro del nume, ma chi? E perché? Il cavaliere non ebbe il tempo di interrogarsi che dalla sterpaglia ai suoi fianchi due centurioni lo sorpresero brandendo le spade. «Sei finito!», lo minacciò quello che avanzava da destra. Anneo Mela schivò il colpo dell’avversario e travolse l’altro spronando il cavallo verso la macchia circostante. L’animale, benché sfiancato, gli obbedì e saltò il corso d’acqua che costeggiava il sentiero, addentrandosi nel querceto. Con grande fatica si spinse avanti per altre otto miglia finché, ormai esausto, si fermò dinanzi all’ingresso della villa di suo fratello. Era sul punto di chiamare i portieri per farsi aprire, quando alzò lo sguardo al cielo: nuvole leggere si muovevano all’orizzonte disegnando forme morbide e tonde come i petali delle rose e l’aria cominciava a riscaldarsi. Decise allora di aspettare. Scese da cavallo e lo legò a un albero; poi si tolse il mantello, lo stese a terra e ci si buttò sopra: avrebbe atteso lì che il sole sorgesse. La tensione e la sofferenza che lo perseguitavano da giorni si sciolsero in lacrime, le prime della sua vita, o almeno le prime di cui si ricordasse, e nel contatto con la terra umida il suo corpo trovò finalmente un po’ di riposo, mentre una calma inattesa si diffondeva in lui. Aveva con sé la lettera, la trasse fuori dalla sporta che aveva a tracolla con l’intenzione di rileggerla, ma i suoi occhi si chiusero, e subito la rivide. Gli voltava le spalle e incedeva fiera verso qualcosa che lui non poteva scorgere, poi si girava e gli sorrideva: nel suo sguardo d’ossidiana s’accendeva ancora un lampo. “La mia dea è ancora in piedi”, disse fra sé.

(DOPOLAVOROLETTERARIO È LA RUBRICA RISERVATA A CHI HA SEGUITO UN PERCORSO DI SCRITTURA OPPURE UNO DEI MIEI CORSI. PER PARTECIPARE BASTA INVIARMI UN TESTO, MAGARI FRUTTO DEL LAVORO SVOLTO INSIEME.PER CONOSCERE APPUNTAMENTI, CORSI, PRESENTAZIONI, LIBRI, STORIE E QUELLO CHE SOFFIA NEL VENTO ISCRIVETEVI ALLA MIA NEWSLETTER).

#ov su “Ultima Voce”

Ma l’eccezionalità della scrittura della Minervini non sta solo nell’ardito utilizzo del vocabolario per rendere tangibili immagini ed emozioni ma nell’inaspettata scorrevolezza della sua scrittura che, insieme ad un concatenarsi di situazioni che ne garantiscono un ritmo costante, rende l’insieme della storia così intensa da tenere incollato il suo lettore fino all’ultima pagina.

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la vita inedita di una scrittrice #20

By alessandra vitainedita

Sto scrivendo alcuni pezzi sulla letteratura francese. Mentre studio, leggo questa frase: “La scrittura è l’ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere e in piena lucidità”. L’ha scritta Marguerite Duras. Mi fa venire in mente questi mesi di spostamenti vari, fisici e mentali. Mesi in cui l’ignoto è vissuto come ventre materno; la lucidità che si muove al contrario della sopravvalutata serendipity. Mesi in cui non voglio trovare a caso ma scavare con criterio, oltre le mie stesse credenze. Devo molto all’ignoto. L’ignoto, quando scrivo, mi fa scegliere una strada che prima non esisteva. Non per raggiungere me stessa ma per liberarmene, totalmente.

(Fotogramma preso da questo film)

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