Una storia tutta per sé: Amore e Guerra

AMORE E GUERRA

Laboratorio di scrittura

  • “Amore e Guerra” è un laboratorio di scrittura dove ci si confronta con il dettaglio biografico per leggere e scrivere storie in cui il legame sentimentale rappresenta la relazione principale nella storia. Un legame che risponde a due movimenti narrativi: l’amore e la guerra. Che poi, sono la stessa cosa. Indivisibili. Nutrimento e fame. C’è una frase che sintetizza ciò che accade nei buoni romanzi:  “Bad decision make good stories”.  L’imprevisto genera, di solito, migliori accadimenti dal punto di vista narrativo. Questa è la nevrosi delle narrazioni autobiografiche (dichiarate o meno): mettere in scena la possibilità, l’imprevisto. Allargare il confine, superare il limite. Nascondere la vita, mimetizzare la messinscena: dire la verità mentendo. Gli obiettivi del laboratorio sono due: difendersi da se stessi come narratori e combattere gli stereotipi legati al racconto biografico, in particolare quello amoroso e bellico. Leggeremo per osservare come si possa scrivere d’amore senza sentimentalismi; scriveremo per metterlo in pratica. Stessa cosa per la guerra. Cosa c’è di più stereotipato della sofferenza, della morte e del dolore? E cosa c’è di più simile alla guerra dell’amore? La guerra e l’amore sono specchio, come la morte e la vita. Sono il legame che più inseguiamo e che più di altri è presente nella letteratura. Imparare a scrivere la propria storia partendo da questi due campi di battaglie è la finalità definitiva di questo modulo.
  • L’osservazione e la distanza saranno gli strumenti pratici del laboratorio, quelli con cui leggere e scrivere le storie. Il laboratorio è suddiviso in due giornate. La prima dedicata alla letteratura sentimentale e la seconda a quella bellica. Saranno giornate in cui “amore e guerra” diventeranno oggetto, soggetto, inizio, fine, metodo, condotta, materia e antimateria delle storie lette e raccontate in aula. In “Amore” la scrittura è legata all’osservazione. Non è semplice far emergere la propria storia, osservare se stessi. Ha a che fare con la consapevolezza e, in larga parte, con la gestione della verità. In “Guerra” lavoreremo con il tempo dei sentimenti intenso come spazio di distanza. Quanto devo essere lontano da una ferita per poterne sentire il dolore senza più soffrire? In pratica, per scriverne. Può una cicatrice essere sufficiente?

Libri Consigliati:

  1. “Sylvia” di Leonard Michaels, Adelphi
  2. “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij
  3. “Memoriale” di Paolo Volponi, Einaudi
  4. “Anatomia di un soldato”, di Harry Parker, Sur Edizioni

 Le prime edizioni  di “Amore e guerra” si terranno a Bari (il 1 e 2 aprile) e a Campobasso (il 5 aprile). Per informazioni o per portare #amoreeguerra nella vostra città scrivetemi

alessandra

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