Racconto vincitore del contest dei Teatri di Bari

L’appartamento si trovava in una piazza davanti al mare, all’ultimo piano di un palazzo che l’umidità aveva scorticato. Per fortuna, nonostante le cicatrici sulla facciata, il vento e la salsedine non lo rendevano meno attraente. Mi colpì subito, con quella finestra a tre vetrate che ogni giorno si illumina dentro i primi squarci di sole. È questo il punto della città dove nasce il giorno ed è qui che le cose si realizzano più in fretta. Chi vede il mondo prima degli altri, si sente sempre a casa”.

Giulia Focardi vince il contest “2019 battute per un anno di teatro”, questo il suo racconto ispirato dal mio incipit:

Il vento che arriva dal mare ha un altro sapore. Non lo puoi spiegare a chi non è nato davanti a quell’immensa massa d’acqua che nel tempo diventa tuo amico, amante, intimo confidente. “Che cos’ha di diverso” mi chiedeva spesso lui sorridendo. Rimanevo lì guardando oltre la sua spalla, in silenzio, gli occhi a cercare un appiglio, un faro, una boa, una barca. Poi cambiavamo discorso. E invece gli avrei voluto raccontare dei pescatori che ho sempre associato alle reti e mai alla pesca, quelle griglie di corda sempre ingarbugliate e annodate come gomitoli arruffati da gatti.

Il vento di mare non sa di sale, sa di lontano”, diceva mio nonno curvo a sciogliere nodi. “Il vento è testimone dell’assenza di frontiere”. E’ rincorrendo il vento che l’abbiamo trovata. Non la stavamo cercando, è lei che ci ha trovato. Abbiamo seguito le pietre bianche lisce delle viuzze dove le scarpe di gomma stridono come fosse una frenata di bicicletta. Seguivamo la luce, gli occhi stretti, mano nella mano. Non ci vedevamo ma era come se le ombre fossero più unite della carne. Siamo arrivati a quest’angolo dove il blu esplode e ti avvolge.

Lui ha detto: “Qui”. Solo questo. La mia ombra ha annuito. Già mi immaginavo affacciata a quella finestra, guardare il groviglio delle reti, le ombre solide che si mangiano le cose, la pennellata decisa del sole, il vento che fruscia i capelli. Abbiamo salito le scale quasi accecati da tutta quella luce. Lui mi ha stretto la mano due volte. Era il suo modo per dire sì, ci fermiamo.

alessandra

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