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Intervista con Dino Cassone

By alessandra RASSEGNA STAMPA

“La mia unica ispirazione è stata me stesso”, è la frase che campeggia dietro una foto postata sul suo profilo social che abbiamo spulciato per capire meglio chi è Alessandra Minervini. E per la quadratura del cerchio aspettiamoci di tutto in questo suo primo romanzo dal titolo “Overlove” recentemente pubblicato da LiberAria. Alessandra è nativa di Bari, dove è ritornata dopo un periodo vissuto a Torino; qui ha frequentato la Scuola Holden di Alessandro Baricco con cui ha collaborato anche come insegnante di scrittura creativa. Oggi tiene laboratori di scrittura, si occupa di scouting editoriale, di editing (collabora con LiberAria) e di storytelling. Insomma pane e parole.

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#ov su Cantiere di scrittura

By alessandra RASSEGNA STAMPA

Gessica Franco Carlevero ha seguito la genesi di “Overlove”, la racconta un po’ qui.

#ov su SenzAudio

By alessandra RASSEGNA STAMPA

Uno degli incubi peggiori per un lettore vorace, un lettore che ha il tempo contato, è quello di trovarsi di fronte ad un libro “piatto”. Le storie, si sa, sono più o meno state raccontate tutte. Anche le storie d’amore riempiono gli scaffali a tonnellate. Sono un’armata silenziosa che riempie con la sua presenza ogni angolo delle librerie. Le storie sono più o meno le stesse, ma il modo di raccontarle può essere diverso. Deve esserlo. Lo scrittore o la scrittrice deve lavorare sul ritmo, sulla lingua, sullo stile, chiamatelo come diavolo volete, ma lo scrittore (in questo caso, la scrittrice) deve lavorare per fare in modo che la propria voce sia su carta. Esca da dentro il petto e finisca lì davanti, nero su bianco. Alcuni autori sono semplicemente incapaci di fare ciò. Altri hanno il dono. Statisticamente direi che un venti per cento di chi scrive riesce a sbattersi sulla pagina. Alessandra Minervini secondo me in “Overlove” lo ha fatto.

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#ov su Interno Storie

By alessandra RASSEGNA STAMPA

Grazie a InternoStorie che inserisce Overlove tra le letture da regalare a Natale.

“A tavola con amore” di Patrizia Laquale #dopolavoroletterario N.9

Quando ho conosciuto Patrizia, quando abbiamo parlato per la prima volta, quando mi ha detto: vorrei scrivere un libro, mi aiuti? Sapevo che sarebbe finita così. Che non solo il libro l’avrebbe scritto, finito e pubblicato ma che sarebbe diventata lei stessa un contenitore di storie per i suoi lettori. Così è stato, così è. Dopo un breve percorso di writing coach (le ho provate tutte per spaventarla, ma lei niente ostinata: si  è messa a scrivere anche mentre non scriveva) ed eccola qua. Fresca di stampa e in libreria con il suo “A tavola con amore“. Leggetelo e seguitela nella sua casa di delizie, Maison Lizia. Non ho scelto di pubblicare un brano del libro ma un inedito (che non leggerete nel libro) che risale ai tempi in cui abbiamo lavorato insieme. Eccolo qua.

(Stralci tagliati di “A tavola con amore” di Patrizia Laquale)

“C’era un posto che la calmava più di ogni altro , era la sua cucina. Nella sua vita in qualsiasi cucina si fosse ritrovata era sempre a suo agio fra pentole, fornelli e con i suoi utensili. Ogni volta che aveva bisogno di ritrovare se stessa si ritrovava come in automatico come x magia a sciogliere il cioccolato. Cioccolato che la inebriava, la rassicurava , gli entrava nelle viscere, nel cervello, facendole dimenticare qualsiasi cosa. Poi il cioccolato si univa al burro come in un matrimonio perfetto. 1,2,3, 4 uova: 1 per volta finché il tuorlo e l’albume si univano perfettamente. Pensava. Pensava alla sua vita a quando da ragazza aveva incontrato il primo amore. Pensava alla primavera della sua vita e poi ai  suoi figli, alle cene tra amici, ai sacrifici, tutto scorreva come in un film mentre mescolava burro, uova e cioccolato.E come in film lei guardava la protagonista. Non essendola.

Era ora di aggiungere lo zucchero,  di amalgamare questi  granelli di dolcezza per fonderli con la sensualità del cioccolato, qualche cucchiaio di farina di mandorla: dolcezza sposata alla concretezza.

Aspettando il lento cuocersi della torta, continuava a pensare come la vita fosse una stagione ciclica e come lei le avesse attraversate tutte le stagioni, ma non solo, se si fermava a pensare ai singoli elementi della sua vita ritrovava le stagione in ogni elemento, il primo amore della primavera, poi l‘enfasi e il calore dell’estate, fino all’autunno, alla pace  e alla dolcezza. Era stato cosi con i sui figli, la gioia della primavera  nel vederli crescere con le loro ambizioni e i loro sogni, il loro esplodere e poi ancora il loro sistemarsi. L’inverno. Eccola li, sola. La dispensa era un rifugio, il suo confessionale.

Molte volte si era ritrovata a parlare da sola a voce alta con una marmellata,  ricordando il momento il cui le albicocche diventano composta o con le more o con quella bottiglia di vino che conservava per le occasioni speciali.

Sorridendo ai suoi pensieri si diresse in cucina pronta a farcire la torta. Era giunta al passaggio più difficile, richiedeva attenzione non poteva più perdersi nel flusso dei suoi pensieri, la glassatura doveva essere perfetta, lineare, lucida…la sua  corazza”.

Il dopolavoroletterario è la rubrica riservata a chi ha seguito un percorso di scrittura oppure uno dei miei corsi. Per partecipare basta inviarmi un testo, magari frutto del lavoro svolto insieme. Per conoscere,invece, appuntamenti, corsi, presentazioni, libri, storie e quello che soffia nel vento iscrivetevi alla mia newsletter.

La vita inedita di una scrittrice #12

By alessandra vitainedita

Il giro che ho fatto a Torino e a Milano è stato bello, in particolare quando durante l’incontro milanese mi sono detta da sola, forse parlandomi addosso e chiedo scusa, che io non mi percepisco. La domanda era intelligente, su  me come donna che scrive e che vive il mondo editoriale. Solo che io, da quando sono in giro con dei trolley appesi alle braccia, non mi percepisco. Non mi guardo né in prima né in terza persona. Quando racconto in pubblico il mio romanzo, come l’ho scritto.  Come mi è venuto in mente. Tutte cose che, oggettivamente, so ma che è come se non so. Ed ora capisco il motivo: non mi percepisco. Sono diventata una specie di libro aperto che, quando faccio per leggere, è scritto in una lingua che non conosco.

#ov su “Colla”

By alessandra RASSEGNA STAMPA

Un estratto di Overlove sul numero 22 della rivista letteraria “Colla”. Eccolo qui.

#ov su La lettrice rampante

By alessandra RASSEGNA STAMPA

Elisa Ponassi, la Lettrice Rampante, disegna una perfetta mappa sentimentale di Overlove. Eccola qui.

#ov su Le Mele del Silenzio

By alessandra RASSEGNA STAMPA

L’esplosività di Overlove è un’esplosività intima, perché racconta una storia fatta di piccole decisioni quotidiane che hanno il compito di cambiare la vita per sempre. Il tutto accompagnato da una scrittura inventiva e perfetta per questo microcosmo pugliese dove i luoghi protagonisti sono luoghi abbandonati (una ex-cava di bauxite, un ormai ex-negozio…), simboli di umani che a loro volta si abbandonano…

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#ov su La Matita Rossa

By alessandra RASSEGNA STAMPA

Tra i libri che del mese di novembre secondo La matita rossa, c’è anche il mio  segnalato nella loro newsletter.

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