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La vita inedita di una scrittrice #7

By alessandra overlove, vitainedita

Non voglio che ci sia nulla di contemporaneo se per contemporaneo intendiamo il fatto che adesso siamo sempre raggiungibili etc etc. Non voglio telefonini, profili social, messaggini, mail. Cartoline, al massimo. Non mi frega niente delle obiezioni che si possono fare su una storia dove nessuno si manda  un messaggio.

Mi piace trovare modi in cui ci si vede. Oppure no.

(Appunti Overlove #1)

“Vado, mi vendo e torno” di Osvaldo Risiglione – #Dopolavoro letterario n. 7

Giovanissimo, maledetto senza fingere, estremista. Le sue parole sono immagini, visioni che sono pietre (dentro, nelle tasche). Osvaldo Risiglione ha una potenza narrativa che non può  e non deve passare inosservata, anzi non letta. Questa raccolta di poesie merita una lettura, e la pubblicazione.

(Foto di Henri Cartier-Bresson)

LA NAVE CHE AFFONDA

Vorrei essere uno di quegli insetti, che Proust descrive
Nella ricerca.
Che immobilizzano le prede, lasciandole accanto ai figli
Cosi avranno caccia facile, e cibo fresco. Ancora vivo.
Vorrei essere l’unico ramo secco, che sfonda la roccia dello strapiombo
dopo di me
il vuoto, poi
l’oceano. Forse.
Vorrei essere la maestria,
Quella con cui il bugiardo mente,
Senza mai essere scoperto, ma suscitando dubbi.
E’ splendido suscitare dubbi.
Vorrei essere i piedi del tavolo, guardarti
Tra le gambe, in estate,
quando la mattina indossi una misera e piccola gonna.
Vorrei essere la mattonella rialzata, sul tuo cammino
Farti perderti l’equilibrio, vorrei essere poi quella terra
Sporca
Che accoglierà il tuo equilibrio perso.
Vorrei essere l’odore di pasta al sugo, per ricordare ai passanti
la bellezza delle proprie cucine, con i fuochi accessi
L’acqua a bollire.
Vorrei essere qualcosa da dire, quando impantanato
Nelle incomprensioni del quotidiano
Rimango muto. Dio, quanto mi fa schifo.
Vorrei essere il rumore dei bar, aperti fino a notte fonda
In pieno centro. Disturbare…
Vorrei essere quel niente, che tu intendi quando
Stanco
Ti chiedo: “Che hai?”
Vorrei essere i tuoi occhi, per vedermi, più
Di quanto sono.
Vorrei essere Moby Dick, a Milano
Per chiedermi, una volta per tutte: “Che diavolo ci faccio qui?”
Vorrei essere una persiana,
Di quelle che ti permettono di tenere la finestra aperta,
Senza essere vista, dai vicini, e vorrei, giuro
Essere i tuoi vicini, per provare a spiarti.
E poi, ancora, il caldo. Torrido.
Far sudare la gente, ricordargli
Anche quando riposano
Gli sprechi della fatica.
Vorrei essere le mani di un medico, chirurgo
Aprire le carni, e ogni tanto, sbagliare
per riaprire, e sistemare tutto. Tutto.
Vorrei essere. Ciò che non è mai accaduto,
Far riflettere, sui rischi corsi,
Per contare le perdite.
Vorrei essere la croce di Cristo, per tastarne il peso
La nave che affonda, il topo che fugge.
L’idea che affiora, e la paura; Quanta paura ti farei…
La pietra, dura e secolare,
Che impedisce la frana.
Vorrei essere quel che era di Cesare.
La saliva, inumidire, permetterti di urlare
I si. I no. I forse.
La sabbia che ti entra nel costume, ti graffia
La pelle.
Il permesso di tua madre,
Quando le chiedi di poter rientrare più tardi.
Il punto, dopo un lungo periodo, a volte
Anche la virgola.
L’interruttore che trovi nel buio di una stanza sconosciuta. Il suo Click.
La coliche dei neonati,
Per insegnargli il dolore. Subito.
Vorrei essere il mobile che assembli,
Intuire il tuo impegno
Vorrei essere tutto quello che ti sei persa, mentre dormivi.
E quando tutto questo lo sarò stato, solo allora
Cara
Vorrei essere ricordo, entrarti dentro
E non uscirne più.

DOVE SONO FINITO?

Io non attraverso la vita, come tutti.
La scalo.
Sono in cerca delle poche cose necessarie,
Non le ho mai trovate, per questo distruggo.
Che è meglio.
La notte, mentre aspetto il sonno
Accendo la luce
Spero di poter mettere a fuoco,
invece che dare fuoco, e sprecare acqua.
Ma non posseggo più quella scintilla,
La pietra focaia verbale
E’ ormai consumata.
Attendo, sempre con ansia, i ritorni
Mi mancano le cose lontane, che poi vicine
Temo rimangano. E allora le spingo. Le soffio.
Via.
Ho messo radici a metà salita
Il mondo è bello anche da qui. Potrei, dovrei accontentarmi.
Io che posso.
Ma nonostante le inutilità mi riescano sempre decenti,
Nonostante le opzioni della stabilità
Nonostante te, e tutto
Il peggio e il meglio,
Il passato e il futuro, che è sempre passato nel momento sbagliato…
Mi supplico di scalare.
Mi supplico.
E tanto noioso, quanto triste.
Potessi farlo tu, per me.
Quando spengo la luce, è perché si è fatta chiassosa
La notte.
Ho pensato troppo, come sempre
E alla fine mi sono perso
Ogni passo, adesso, è pericoloso
Fino a prova contraria
Non saprò mai se scendo, o salgo.
Che è meglio.
Per questo non ti chiedo mai, dove sono finito?

STORIA

Il mio letto sembra il Vietnam, la mia stanza

Hiroshima.

La tavola Waterloo.

La cucina il Kosovo.

Entri in bagno, e ti pare Verdun.

Avrai ragione, amore mio

quando dici

che ti sembro perennemente in guerra, ma

senza nemici.

FISICA

Vuoi ballare? Mi chiedi

Io non so, ballare

Penso
fissando i tuoi fianchi,

splendidi e stretti

che i miei occhi ci passano spalle a muro,

come sul ciglio di una voragine.

Potrei mentirle,

e poi, pestandole i piedi, quei fantastici piedi

dirle
“E’ per non farti volare via. Ti salgo addosso.”

Cristo quanto sarei ridicolo.

O inventare una pubalgia, spesso

Funziona.

O semplicemente potrei afferrarla

Come fosse la sbarra della metro, quella a cui ti reggi

Mentre immobile viaggi, in mezzo agli scippatori

(La metropolitana è un’ottima similitudine

Dell’amore.)

Potrei afferrarla, dicevo

E iniziare a ruotare, sai, insieme

I passi non li sbagliamo, li creiamo

Un moto circolare uniforme

A vederlo, Galileo bestemmierebbe tutti i santi in ordine cronologico,

poi alfabetico (in fondo lui è un genio),

tanto è elegante, il nostro cerchiare.

E intanto che penso al nostro danzare,

tu

mi scuoti

sorridi

“Segui me”, dici.

E io penso, che se tu fossi una pietra

Lanciata nel lago, in Novembre

Per creare i cerchi

Mi tufferei, anche vestito

Ti seguirei

Impedendoti, afferrandoti

Di andare a fondo.

IO

Sii felice,
adesso che puoi.
Corri.
Stringi.
Ama come hai sempre fatto,
ridi come sempre hai fatto,
corrugando le labbra,
i tuoi zigomi, che tanto ricordano i miei.
Per questo grazie.
Tu punto focale, primo passo
ciò che oggi sono.
Sii felice,
ed io, arretrando, sotto attacco, ancora in lotta non dimenticherò di respirare.
Mai.

2.

Ho venduto l’auto-
ora
posso sentirmi lontano.

#dopolavoroletterario è la rubrica riservata a chi ha seguito un percorso di scrittura oppure uno dei miei corsi. Per partecipare basta inviarmi un testo, magari frutto del lavoro svolto insieme. Per conoscere le novità in arrivo scrivimi o iscriviti alla mia newsletter).

“La mia parte di gioia” – Laboratorio sul romanzo

LA MIA PARTE DI GIOIA

Corso intensivo sul romanzo

IL CORSO

Ogni storia dentro di sé contiene altre (micro)storie. Da dove vengono? Quante sono? Questo corso aiuta chi scrive, chi vuole scrivere o anche solo chi ama la lettura a scoprire il percorso più adatto per raccontare una storia.

Che si tratti si cinema, televisione, narrativa, teatro o autobiografia tutti abbiamo una storia da raccontare. Allora perché siamo bloccati? Perché ci diciamo: la scriverò domani? Perché cominciamo dieci storie e non ne portiamo a termine nemmeno una?

Perché scrivere è una roba che ha a che fare con la consapevolezza, prima di tutto. E poi anche il talento. Certo. Ma dopo. Come scriveva John Fante: “Per scrivere bisogno amare e per amare bisogna capire”. Per cui questo è un percorso che mira a comprendere cosa e perché vogliamo scrivere e come possiamo farlo al meglio.

Poi forse è un corso anche sull’amore. Ma questo adesso non lo sappiamo.

I corsisti avranno un’ora e mezza alla settimana per immergersi nelle strutture narrative dei maestri della narrativa e da esse sviluppare le proprie. Teoria e pratica si alterneranno fino a raggiungere un primo obiettivo formativo alla fine dei tre mesi: la consapevolezza e la nascita di un’idea, la scrittura di una sinossi, l’incipit di un romanzo. Tutti i corsisti saranno invitati a lavorare su un progetto a cui tengono molto che può già essere in circolazione nella loro mente o nascere il primo giorno del corso.

Alcuni  argomenti trattati:

  • La raccolta delle idee: come e quando è il momento di iniziare a scrivere una storia
  • La costruzione del personaggio principale
  • La costruzione dei personaggi secondari
  • La trama e il mistero
  • Punto di vista, narratore e autore due opposti che si attraggono
  • Il blocco dello scrittore: ragione o sentimento?
  • All’interno del corso saranno consigliate delle letture

ORARI – GIORNI – COSTI

Ogni lezione ha una durata di 90 minuti. In ogni incontro si alternano lezioni frontali ed esercitazioni pratiche. In alcune lezioni potrebbero partecipare scrittori, ospiti della docente, che racconteranno agli alunni il loro mondo narrativo.

Il numero totale di incontri è 12 per 18 ore complessive di lezioni suddivise in tre mesi (ogni incontro dura 90 minuti). Il corso potrà essere replicato in versione avanzata al termine degli incontri. Ogni lunedì a partire dal 7 novembre, ore 18.30.

“Una storia tutta per sé” da “Le storie nuove” di Conversano

La scrittura può essere esplorata in diverse maniere tante almeno quante sono le esistenze di chi scrive. Una di queste è la scrittura del sé. Tutti abbiamo una storia da raccontare ma non sempre sappiamo come farlo. Un ricordo, la nostalgia dell’infanzia, un fatto luttuoso o una gioia infinita, l’inizio o la fine di un amore o più semplicemente una giornata particolare. Sono tantissimi gli stimoli e le suggestioni che ci fanno sedere davanti a un computer, o prendere in mano una penna, per cominciare a scrivere. Prima di iniziare però è importante sapere cosa vogliamo scrivere e per scoprirlo uno dei passi essenziale è sapere chi siamo. Gli scrittori si confrontano con la propria vita. A volte la raccontano sotto forma di diario o di romanzo biografico, altre volte la immaginano creando mondi alternativi.

Ogni storia dentro di sé contiene altre (micro)storie. Da dove vengono? Quante sono? Questo corso aiuta chi scrive, chi vuole scrivere o anche solo chi ama la lettura a scoprire il percorso più adatto per scrivere una storia tutta per sé.

Alcuni  argomenti trattati:

  1. I CINQUE SENSI: Come usare i nostri sensi per scrivere
  2. UNA STORIA TUTTA PER SÉ: Come allenare lo sguardo narrativo attraverso l’osservazione dei propri ricordi
  3. CARO DIARIO, TI SCRIVO: Come scrivere un diario letterario
  4. DIRE LA VERITÀ, MENTENDO: Imparare a scrivere un racconto (auto)biografico

Alla fine del primo modulo di “Una storia tutta per sé” si impara a conoscere la propria storia e si inizia a scriverla. Livello raggiunto (in media): ideazione storia e stesura incipit.

Per informazioni e dettagli chiamate e scrivete, la libraia vi darà tutte le risposte alle vostre domande!
080.2373003, info@lestorienuove.it

CORSO SUL RACCONTO BREVE

CORSO SUL RACCONTO BREVE

“C’è chi dice che il racconto sia una delle forme letterarie più difficili, e io mi sono sempre
chiesta il perché di questa convinzione, visto che a me pare uno dei modi più spontanei e
fondamentali dell’espressione umana. Dopotutto, uno comincia ad ascoltare e a raccontare storie sin
da piccolo, senza trovarci nulla di particolarmente complicato. Ho il sospetto che tanti di voi
raccontino storie da una vita, eppure eccovi qui seduti, tutti desiderosi di sapere come si fa.”
Flannery O’Connor

STRUTTURA E TEMI DEL CORSO

Scrivere storie brevi significa essere in grado di muoversi in uno spazio limitato; saper raccontare una storia nel modo più conciso possibile; riuscire ad attrarre il lettore in un clic – se non in poche righe. Ci sono racconti che rimangono nel cuore dei lettori per sempre, mentre molti romanzi sbiadiscono nel nulla. In un racconto breve l’abilità sta nel vedere relazioni là dove non ci sono.
Un racconto è una storia fatta di tempi rapidi e precisi; con un numero limitato di parole e di conseguenti immagini; con pochi personaggi ma indimenticabili.

Imparare a scrivere un racconto breve significa poter allenare la creatività, indirizzare il talento, liberare e poi arginare la fantasticazione per scoprire cosa ci piace leggere, scrivere ed  essere.

Questo corso è pensato per i ragazzi delle classi superiori proprio perché si approccia alla scrittura non con una vera teoria ma con una attenzione al “gesto spontaneo” dell’essere creativi.

Il corso sul racconto si svolgerà alternando, durante ogni lezione letture, teorie e trucchi del mestiere di scrivere a una parte pratica con esercizi di osservazione e creatività, scrittura e redazione di storie brevi. Il tutto in un’atmosfera di confronto tra gli studenti.

Nel corso saranno affrontati i seguenti macro argomenti:

  1. Il senso del narrare ( i temi, le motivazioni per cui nasce una storia);
  2. La struttura narrativa (incipit, trama, titolo, finale);
  3. Il personaggio (come si struttura e come entra in relazione con gli altri elementi della storia);

Il corso ha una durata minima di otto incontri da due ore.

Bibliografia essenziale

  1. Italo Calvino, Marcovaldo, Einaudi
  2. Nove racconti, J.D.Salinger, Einaudi
  3. Il giovane Holden, J.D.Salinger, Einaudi
  4. Il bar sotto il mare/La grammatica di Di/Saltatempo, Stefano Benni, Feltrinelli
  5. Volare sott’acqua, Fabio Lubrano, LiberAria editore
  6. Lezioni americane, Italo Calvino, Einaudi
  7. Non fate troppi pettegolezzi, Demetrio Paolin, liberaria editore
  8. Altri titoli in corso di definizione

Per informazioni e dettagli chiamate e scrivete, la libraia vi darà tutte le risposte alle vostre domande!
080.2373003, info@lestorienuove.it

La vita inedita di una scrittrice #6

By alessandra overlove, vitainedita

Dieci giorni fa ero a Stoccolma che vagavo mentre la pioggia si alternava alle vampate di caldo secco.

Ho visto una cosa bella. Una prosa. Si chiama Le sorelle Macaluso.

Sono andata in biglietteria, quella del Festival dedicato a Ingmar Bergman . Ho chiesto se c’era qualche play in inglese o se c’era solo roba in svedese. La ragazza mi ha detto, con il volto piegato dal dispiacere, che no, in inglese non c’era niente quella sera. Play solo in italiano.

In italiano.  Quelle cose che mi capitano mai. Allora ho preso il biglietto e alle 19 ero a teatro.

Prima ho preso una birra. Solo che ho dovuto lasciarla che il bar non accettava la carta MAESTRO. Allora poi una signora ha pagato la birra, che era stata già versata, l’ho bevuta e ho detto grazie alla signora, con una vergogna ridicola.

Il teatro era strapieno. Vedere tradotto “NUN ME NE FUTTE ‘NA MINCHIA”  in inglese, sui sopratitoli, con “I do not care a shit”  è valso tutto lo spettacolo per me. Che comunque mi è piaciuto molto, anche per essere stata in mezzo a più di trecento svedesi che ridevano a crepapelle. E non quando c’erano le battute. Ma quando gli attori erano muti, fissavano qualcosa, gesticolavano.

Allora ho pensato che la cosa bellissima di saper scrivere è saper quando non scrivere.

Test di ammissione per la Scuola Holden a Bari (season 2)

Sabato 24 Settembre a Bari, libreria Feltrinelli, ci sono i test della Scuola Holden.

È già il secondo anno che li seguo. E sono già diversi anni che giovani talenti pugliesi popolano le aule della Scuola.

La tentazione di mettermi al posto dei futuri alunni sarà forte anche quest’anno. Ma la sederò. Anche perché non solo l’ho già fatta (la Scuola Holden, e ho ampiamente festeggiato il decennale dal diploma)  ma ora, per fortuna, non ho neanche più l’età per riprovarci.

Vi aspetto, e mi aspetto che diffondiate questa notizia tra chi sta cercando la propria storia senza passare per la solita strada.

Appuntamento sabato 24 Settembre ore 10.00 (di mattina), Libreria Feltrinelli via Melo 119, Bari

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