“Il Colbacco”: #Guestbook n. 1 di Gessica Franco Carlevero

By alessandra 19 Gennaio 2016

Il colbacco, Vladimir Vojnovič, Einaudi

Dalla copertina: “La strampalata ribellione di un conformista a tempo pieno”.

Motivo per leggerlo: Perché fa sorridere. Perché è il ritratto di un periodo, gli ultimi anni dell’Unione Sovietica, e di un ambiente, quello degli scrittori integrati al regime. E soprattutto perché mostra le ridicolaggini, le paure, l’altalenante senso di inferiorità e superiorità tipico di chi scrive.

Momento della vita in cui l’ho letto: Dopo un lungo periodo in cui non leggevo letteratura dell’est. Con il Colbacco ho ritrovato lo sguardo, l’umorismo, la precisione e l’intelligenza tipica della tradizione letteraria russa, la maniera di parlare dei disgraziati, la filosofia dietro un colbacco di pelo di gatto. Ma questo è valso per me.  In generale, forse, un buon momento per leggere Il colbacco è quanto ci si prende troppo sul serio, quando si è davvero soddisfatti di quel che si fa. O al contrario, quando si è sfiduciati, quando ci si sente vittime di un complotto mondiale. Questo libriccino aiuta ad alleggerire le paturnie di chi scrive o comunque di chi ha a che fare con i libri.

Citazione preferita: Una volta battuto a macchina il titolo del romanzo, Efim cercò di immaginare che effetto avrebbe avuto la parola “Operazione” scritta in verticale. Il fatto è che tutti i suoi più recenti romanzi avevano titoli composti da un’unica parola. E non era un caso. Efim aveva da tempo notato che la divulgazione delle opere letterarie era decisamente facilitata quando i titoli venivano utilizzati per i cruciverba. Le parole crociate sono ottimi veicoli pubblicitari, sottovalutati da quegli autori che davano alle loro opere titoli come Guerra e paceChe disgrazia l’ingegnoDelitto e castigo. Alcuni tuttavia si erano dimostrati più lungimiranti e avevano scelto titoli come Poltava oppure Oblomov. Efim era molto fiero di aver saputo scoprire, da solo e senza l’imbeccata di nessuno, questo semplice escamotage propagandistico delle proprie opere. E non di rado ne vedeva il risultato, allorché, nei cruciverba pubblicati su “Vecerca”, sulla “Moskovskaia Pravda” e addirittura “Ogonek”, egli leggeva la tanto agognata definizione: “Romanzo di E. Rachlin”.

Ringrazio Gessica Franco Carlevero, lettrice illuminata, che vi invito a seguire nel suo Cantiere di Scrittura.

Questo è il primo #guestbook di una lunga serie. Se vuoi partecipare, leggi qui.

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alessandra

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